Solidarietà e legalità – Michelangelo Guzzardi

Non ci può essere vera solidarietà senza un recupero del rispetto delle regole di civile convivenza

(Don Luigi Di Liegro)

Il momento storico che stiamo vivendo, ci pone di fronte a riflessioni non facili.

L’avanzata della cultura sovranista e la “semina di odio” scientificamente attuata attraverso i social network, che non dobbiamo nasconderci, viene sapientemente alimentata da ben strutturate centrali internazionali di disinformazione, che hanno qui da noi ben noti ed attivi promotori, rende sempre più sterile il comune sentimento di solidarietà verso “gli ultimi”, alla luce di una rappresentazione della realtà sociale italiana, ossessivamente condizionata da forme criminali, collegate a flussi migratori incontrollati e “volutamente indirizzati verso il nostro Paese, per deteriorarne benessere e sano sviluppo”. Questa “teoria” è oltretutto, uno dei pilastri fondamentali, di quel processo di demolizione del progetto europeo, voluto da “chi” ad est e ad ovest, individua in un’Europa forte e coesa il vero avversario, soprattutto rispetto ai processi economici in atto.

Oramai da anni, assistiamo a tragici arrivi di disperati dal sud del mondo e ad un aumento vorticoso di presenze di “nomadi”, provenienti soprattutto dalla ex Jugoslavia, che sempre di più tendono a stanzializzarsi, soprattutto nelle grandi città.

Tutto ciò accade in un sistema che latita dolosamente, nel destinare loro politiche di vera accoglienza ed integrazione, in un contesto civile che, parallelamente a meccanismi di vera solidarietà, dovrebbe far sì che i nostri ospiti, accettassero di adeguarsi a stili di vita improntati al rispetto della legge e di regole di convivenza ordinata e di igiene da paese europeo.

Alla luce di quanto ho appena esposto, tornando sul piano locale, viste anche le esperienze vissute soprattutto a Roma durante le Giunte Rutelli e Veltroni, avendo con la Giunta Alemanno e con lo scoperchiamento della fogna di “mafia capitale”, oltre che con le Giunte ad essa succedutesi, viste azzerarsi le Politiche Sociali nella nostra città, ho voluto dare a questo mio scritto, un titolo che riporta al pensiero del compianto Monsignor Luigi Di Liegro, che con la sua decisa e tenace opera in favore degli “ultimi”, riuscì a creare un rapporto di collaborazione decisivamente fattivo tra la Caritas Romana e l’Amministrazione Comunale, generando percorsi di riqualificazione sociale, personale e territoriale, successivamente estintisi alla luce di gestioni politiche ed amministrative, a dir poco, fallimentari, discutibili e totalmente inefficaci.

Parallelamente, chi ha a cuore un recupero serio di decoro, civiltà e solidarietà in questa nostra Roma, deve comunque contribuire a sollecitare azioni concrete a supporto di ciò.

Perché attenuare l’allarme espresso, di fronte al problema di una forte e preoccupata istanza, da quella parte di cittadini colpiti da sempre più frequenti e gravi fenomeni di degrado civile e sociale (furti, scippi, borseggi, raggiri), in cui i potenziali destinatari dei mancati processi di integrazione, risultano (loro e nostro malgrado) essere gli attori principali, è sintomo di irresponsabilità politica e di governo, oltre ad essere “benzina” per la propaganda di destra.

Microcriminalità incontrollata, scarsa igiene diffusa e forti limitazioni nella fruizione di servizi pubblici adeguati, danno la dimensione di un degrado, che una Capitale Europea, civile e democratica come Roma, assolutamente non merita.

Nel ribadire che il risultato della mancata efficacia nella prevenzione e nella focalizzazione ideologica del problema unicamente su immigrati e Rom, sono parte dello strumentale utilizzo del disagio a scopi elettorali (che in termini di cattura del consenso, rende molto alla destra), va sottolineata l’altrettanto grave trascuratezza dei governi di centro-sinistra, che nulla hanno fatto per ripristinare quelle norme del codice penale, a suo tempo attenuate dai governi di centro-destra, nella irresponsabile paranoia garantista, finalizzata a proteggere politici coinvolti in inchieste giudiziarie ed a rischio di arresto.

E’ bene rammentare ai “legalitari” che lamentano i mancati arresti di borseggiatori, scippatori, truffatori ed assimilati, che ciò accade per le modifiche volute dai governi Berlusconi!!!

Fenomeni collegati, prima di tutto, ad un’attenuazione diffusa tra la gente, nessuno escluso, del senso civico, ci riconducono ad una visione che vuole essere principalmente improntata ad autenticità ed onestà intellettuale, valori fondanti tra tutte quelle persone di buona volontà, che nella prospettiva del riformismo vero, intendono acquisire consapevolezza dei problemi e porvi rimedio, nell’interesse della nostra Capitale e di tutti quelli che legittimamente scelgono di viverci.

Tutto questo chiama ognuno di noi ad un’onesta autoanalisi di tutte quelle piccole o grandi “trasgressioni”, oramai entrate nel nostro stile di vita quotidiano. Basti solo pensare alla condotta nella guida di auto o moto od all’insofferenza di fronte alle code, che anche in presenza dei “numeretti”, vede i soliti furbi tentare di evitare con scuse marchiane, di attendere il proprio turno nelle file.

È importante tenerne conto ed iniziare da un consapevole esercizio quotidiano di rieducazione di noi stessi, per poter incidere con credibilità sul recupero della civiltà nella nostra Roma ed in quell’ Italia che sogniamo, possa essere finalmente governata nei prossimi anni, da una nuova classe dirigente detentrice di autentici valori di democrazia, solidarietà e legalità.

Servono “TESTIMONI” e non “soloni” per ricostruire una Roma ed un’Italia civili e solidali !!!

È forte in tutti noi, quindi, la convinzione che uno sviluppo vero, non può non tenere conto di una diffusa partecipazione solidale alla vita civile.

Prendersi cura senza indugi, di chi vive nella precarietà, è una delle prime esigenze da sostenere in VISIONEROMA, “luogo” che ci vede coinvolti nel promuovere progetti e politiche di sviluppo virtuose, con ricadute efficaci anche e soprattutto nel campo del recupero socioeconomico.

Ciò rispecchia l’attitudine profonda e convinta, di ognuno di noi che guardiamo al Governo della Capitale d’Italia nella dimensione dell’ammodernamento del “sistema Roma” in chiave Europea, convinti di doverci comunque impegnare nel fornire supporto ed opportunità di vero sviluppo a chi, cittadino italiano od immigrato, viva una dimensione di disagio e comunque aspiri ad una crescita sociale.

Molti sono gli esempi di impegno virtuoso nel volontariato e chi in prima persona, si dedica all’azione anche su fronti particolarmente delicati, è ben consapevole che ad un impegno personale generoso, deve corrispondere un supporto intelligente da parte di Stato e Comuni, in termini di efficaci politiche sociali e di formazione dei volontari, oltre che di politiche a supporto della prevenzione dalla microcriminalità diffusa.

Non dobbiamo nasconderci dietro ad un dito e con coraggiosa autocritica dobbiamo denunciare la fallimentare esclusiva delega delle Politiche Sociali a quelle Cooperative, che hanno tradito i loro valori d’origine, riducendo la loro attività a mero e lucroso “business”, trascurando di occuparsi di chi veniva loro affidato.

Emerge, in tal senso, la necessità di concepire ed attuare progetti di solidarietà, recupero e sviluppo, in concorso con chi tali progetti già li attua in autonomia (ad esempio Caritas, Parrocchie, Chiesa Valdese ed altre forme associative virtuose), spesso nel disinteresse o ancor peggio osteggiate dalla pubblica amministrazione.

Possiamo farne un vanto: non appartiene alla nostra cultura ed alle nostre sensibilità, delegare a terzi o abbandonare la “gestione delle emergenze” !

Sono stato testimone diretto e coinvolto in prima persona, nell’efficace ed originale intervento di riqualificazione promosso dall’allora Assessore al Patrimonio del Comune di Roma, Claudio Minelli, che ottenne dal Sindaco Veltroni e da un Consiglio Comunale avveduto, provvedimenti con i quali furono aperti Uffici di Polizia Locale nel degradato contesto di Santa Palomba, determinando controlli sulla sicurezza locale e blocco delle occupazioni abusive, oltre che di supporto al disagio soprattutto dei più deboli, tra i residenti di Santa Palomba.

Demmo alla popolazione un riferimento rassicurante, che quotidianamente, sino a quando la Giunta fu in attività, fu lo specchio di una cultura di governo saggia, efficace e solidale.

Partendo, quindi, dalla nostra profonda fede nella solidarietà, ci sentiamo impegnati in una forte istanza di recupero degli elementi basilari della dignità e del rispetto della persona umana, anche attraverso un severo ed efficace intervento nell’ordine pubblico, applicando con fermezza le norme che il nostro ordinamento giuridico mette a disposizione di Amministrazioni Locali, Magistratura e Forze dell’Ordine, reclamando nel contempo, il ripristino di quelle norme del codice penale, che consentano agli operatori di Polizia, di intervenire con efficacia su chi delinque.

Nel reclamare il rispetto dell’imparzialità e dell’apoliticità di Magistratura e Forze dell’Odine, sentiamo comunque forte la responsabilità di farci interpreti del sentimento di chi, volendo servire con fedeltà lo Stato, oggi più che mai fa appello al ristabilimento di regole certe.

A ciò si aggiunga che riteniamo importante dare ascolto all’esigenza di efficienza e modernizzazione reclamata da chi lavora nel “comparto sicurezza”.

A noi sta particolarmente a cuore affrontare le problematiche del Corpo della Polizia di Roma Capitale.

Tutti noi sentiamo forte l’esigenza di un efficace politica di recupero sociale, politica improntata a valori di vera solidarietà, convinti allo stesso tempo, di non poter prescindere da un recupero del rispetto di regole e legalità a Roma ed in Italia in generale.

Michelangelo Guzzardi

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