Scenari per una Roma Futura – Renato Guidi

Scenari per una Roma Futura

Il mio contributo nasce dall’esigenza di cercare e condividere possibili soluzioni per la complessa situazione urbana che la nostra città vive in questo momento.

Da metà del secondo mandato Veltroni si è perso l’obiettivo della rinascita della città avviata durante il passaggio dalla cosiddetta Prima Repubblica. Una rinascita partita con entusiasmo, durante il mandato del primo Sindaco eletto dal popolo, Francesco Rutelli.

Da quando la macchina dell’Amministrazione Comunale si è fermata, non vi sono più stati programmi, tantomeno coordinamenti, ma soprattutto, non sono state individuate contromisure per uscire dalla crisi economica.

La trascuratezza, l’apatia, la malavita si stanno radicando tra le antiche mura e mentre tutto questo dilaga nei quartieri, i grandi player si allontanano, non vedendo più in Roma una vetrina internazionale o un centro logistico di affari.  Le conseguenze sono  deleterie per quasi tutti i settori produttivi.

Grazie al nostro patrimonio storico, l’unico settore inconsapevolmente attivo è il turismo, senza regia, incontrollato e approssimativo, con le sue evoluzioni rende la gestione della città sempre più complicata, soprattutto riguardo la pulizia, i trasporti e la sicurezza.

Ciò che preoccupa non è lo stato attuale, ma il fatto che non si percepisca una visione del futuro, le tante associazioni civili o politiche lavorano in modo disgiunto senza un vero obiettivo comune.

Sono ormai cadute le ideologie politiche, ciò che conta è avere una visione comune volta alla sostenibilità dell’ambiente e all’economia delle risorse.

Convinti della necessità di rimboccarsi le maniche e affrontare concretamente il problema,  da ormai due anni con il mio gruppo Bioedil Progetti, composto di esperti nelle varie discipline, porto avanti uno studio della città di Roma e del suo territorio.

Un’analisi dettaglia del territorio urbano per rivelarne le criticità e le peculiarità che abbiamo chiamato Roma 3000, nella prospettiva di costruire un’idea della città nel futuro.

La nostra analisi ha interessato, con 46 tavole di studio, sia il territorio nel suo insieme che i singoli municipi, individuandone le criticità elaborate secondo tre ambiti di studio (Urbano, Sociale, Economico Produttivo).

Ne viene fuori una fotografia della città caratterizzata da una diversificazione del territorio urbano.

Il Centro, l’immagine di Roma conosciuta in tutto il mondo, caratterizzato da alta densità (9336,56 ab/kmq), dove risiede il 20% della popolazione e prevale una vocazione turistica ricettiva, istituzionale, religiosa e l’altra città, la fascia a cavallo del raccordo anulare, dove vive la maggior parte della popolazione su una superficie estremamente vasta, meno di 1000 ab/kmq.

Il sistema dei trasporti, copre il centro e le fasce all’interno del raccordo anulare, ma è estremamente carente nell’area dove vive la maggior parte della popolazione. Allo stesso modo l’offerta culturale è prevalentemente concentrata nell’area centrale. Verde pubblico e aree agricole sono in disuso  o in pessimo stato di conservazione. La gestione dei rifiuti ha i problemi che conosciamo.

Si può calcolare che il PRG vigente, per quanto innovativo, prevede un incremento della popolazione di 100.000 persone, totalmente insufficiente per la crescita e lo sviluppo socio economico di una città che sia annessa e parte attiva del proprio territorio.

La dislocazione delle aree urbanizzate a macchia d’olio propria della crescita della città di Roma, ha creato notevoli problemi di sviluppo e gestione. Una superfice territoriale molto vasta (5 volte quella di Milano) contro un basso numero di abitanti per kmq: 812.2 Roma contro i 2059.0 di Milano, i 5613.0 di Londra.

La bassa densità abitativa implica maggiori costi di gestione per la superficie della rete dei trasporti, del territorio, dei servizi per gli abitanti. Le Città europee hanno densità maggiore e di conseguenza una gestione più semplice.

La crescita programmata, con opportune strategie per l’uso del suolo e la distribuzione della popolazione, è la migliore strada per una crescita sana con una politica equilibrata di ricambio della popolazione e di gestione dell’immigrazione, con valori plausibili che produca reddito gestione degli equilibri. Una crescita equilibrata prevede un incremento non superiore al 10% e non inferiore al 3% circa (dati Istat).

Una rigenerazione urbana equilibrata, deve abbandonare le modalità tradizionali dell’uso del suolo per lasciare il posto alla gestione di vuoti urbani e di luoghi irrisolti, che generano discontinuità nelle reti di connessione e trasporto e nella gestione amministrativa del suolo, ecc.

Grandi vuoti urbani, quindi che possono ritornare ad essere parte del ciclo vitale del territorio, con la messa a reddito di aree pubbliche e private, che ritorneranno al servizio dei cittadini.

Nelle Città metropolitane nel territorio nazionale sono localizzati siti della Rete Natura 2000 (un sistema di aree per la conservazione della biodiversità a scala europea), per un totale di 536 siti, pari al 20,5% del totale di quelli presenti in Italia. I valori massimi si hanno per le Città metropolitane di Roma (66) e Torino (63). In considerazione dei futuri scenari climatici, definire, analizzare e valutare la vulnerabilità rappresenta una delle sfide più complesse dell’intero percorso di predisposizione delle politiche di adattamento. Politiche di antropizzazione e resilienza consentono di gestire in modo adeguato nel futuro la crescita urbana.

L‘adeguamento del PRG allo scopo di ottimizzare l’uso del suolo con la rigenerazione dei vuoti urbani sarebbe vincente nel rilancio delle città, consentendo di ridurre le spese pro capite a favore di una crescita sul piano socio economico. La programmazione dovrà prevedere una crescita del 10% annuo per la messa a reddito di tali aree.

Dall’analisi che abbiamo condotto deriva un’immagine della città in cui prevale la “vocazione” di alcuni ambiti in riferimento ai singoli Municipi, piuttosto che ad una strategia urbana condivisa.

A nostro parere sarebbe necessaria una valorizzazione di tali sistemi, che potrebbero essere isolati e autosufficienti, ma allo stesso tempo logisticamente uniti con una diversa gestione delle risorse, secondo principi di efficienza energetica, ecosostenibilità, sistemi di gestione ed infrastrutture organizzati secondo modalità e principi delle nuove strategie Smart City.

Tale sistema di relazioni ed interconnessioni, da noi denominato “fiore all’occhiello” , con l’idea che ciascuno di noi debba indossarlo e farlo proprio,  immaginato come un insieme di petali in relazione fra loro e con il centro, ma che, allo stesso tempo, hanno una loro conformazione e articolazione e  vivono di vita propria. Questo sistema parte dall’idea di una semplificazione della macchina amministrativa e di un suo efficientamento. Hanno un ruolo fondamentale anche il dialogo e le capacità strategiche tra l’amministrazione e il governo centrale, allo scopo di ottenere contributi economici e la possibilità degli investitori privati di avvalersi di strumenti quali il partenariato ed il project financing.

Il secondo passo del nostro studio è stato individuare un sistema di rigenerazione urbana, sociale ed economico-produttiva composto da interventi strategici di trasformazione e rilancio della città.

Tale sistema di interventi costituirà la struttura per una strategia urbana, che propone uno nuovo

assetto della città e del suo territorio metropolitano.

Lo studio ha comportato la realizzazione di 11 Tavole di Strategie raggruppate secondo gli stessi tre ambiti di studio (Urbano, Sociale, Economico Produttivo). Lo stesso approccio è stato poi approfondito per individuare in dettaglio le trasformazioni nei singoli Municipi, mantenendo lo stesso schema.

L’ultima fase prevede l’individuazione di Progetti strategici, in relazione alle considerazioni dell’analisi e delle criticità, e delle proposte di strategie.

Sono state selezionate proposte concrete di progetti con lo scopo di dare un’immagine e una visione del futuro della città di Roma, senza la quale non è possibile avviare il processo di trasformazione.

Tali progetti appartengono a trasformazioni già innescate dal PRG 2008, oppure a concorsi delle precedenti amministrazioni o da proposte di privati. Per alcuni si è già messa in atto la faticosa macchina amministrativa, altri sono ancora sulla carta, altri ancora sono solo proposte, ma tutti hanno lo stesso obiettivo di rinascita della città.

Di seguito alcuni tra i progetti selezionati :

  • Campidoglio 2, Circonvallazione Ostiense

  • Ex Fiera di Roma, Via C. Colombo

  • Ex Velodromo, Viale dell’ Oceano Pacifico

  • Città della Scienza, Via G. Reni

  • Città dell’ artigianato, Piazza Mazzini

  • Città dello Sport, Viale dell’ Archiginnasio

  • Chiusura anello Ferroviario Nord

  • Ex centro Carni, Viale P. Togliatti

  • PRINT e Piazzale Ovest Stazione Tiburtina

  • Ex Leo Farmaceutica, via Tiburtina

  • Programma di riqualificazione Urbana S. Lorenzo, via dei Lucani

  • Funicolare Piazzale Clodio –Balduina-Monte Mario

  • Riqualificazione Stazione Atac , Quartiere Prati

  • Polo turistico e Lungomare di Ostia e Ostia antica

  • Esempio di isola ecologica per ogni Municipio, Municipio XII

  • SmartMed: Distretto Smart Energy, Pietralata

  • Rigenerazione Mercato Rionale, Via Bevagna

  • MEGG: Museo del Gioco e del Giocattolo, Villa Ada

  • Parco Fluviale, riqualificazione argini del Tevere

  • GRAB: Grande Raccordo Anulare delle Biciclette

  • Riqualificazione edifici ed area urbana, Via E. Martini e Viale A. Ciamarra

Si potrebbero ipotizzare nuovi scenari di sviluppo, organizzati in relazione a grandi eventi, per consentire l’utilizzo e la successiva riconversione di grandi vuoti urbani sul modello del MINDlab di Milano realizzato sul sito dell’Esposizione Universale “Expo” Milano 2015.

In tale occasione sul terreno sono state realizzate le opere di urbanizzazione: 15 km di strade dotate di illuminazione, segnali stradali, ponti pedonali e carrabili, parcheggi, edifici per l’uso temporaneo da destinare ad uffici, magazzini, laboratori, logistica e spazi per co-working e/o incubatori, una rete di infrastrutture (elettricità, acqua, fibra ottica, fognatura, etc.) a servizio del sito, una rete di canali e aree verdi. Tutto ciò è oggi in possesso dell’amministrazione comunale. La gestione del sito attraverso Arexpo prevede l’invito a presentare proposte progettuali per insediamenti architettonici di qualità, in grado di attrarre investimenti e generare ritorni economici per tutto il territorio attraverso funzioni scientifiche universitarie, un museo, una struttura ospedaliera, servizi sportivi, residenze, attività produttive e terziarie.

Il lavoro Roma 3000 è parte di un Laboratorio permanente, organizzato da Aspesi, partito da dicembre 2018, quando l’associazione Aspesi ha deciso di scendere in campo per riunire esperti delle questioni romane al fine di individuare possibili soluzioni per riportare Roma al suo ruolo di Capitale d’Italia.

Ritengo fondamentale invitare tutti a costituire un gruppo di lavoro, unito con obiettivi comuni evitando la dispersione in micro iniziative che non potranno mai essere da sole il motore del cambiamento.

Tutte le associazioni, grandi e piccole, motivate allo sviluppo dovranno fra loro collaborare per costituire un gruppo coeso.

Lo studio Roma 3000 ha quindi come obiettivo, oltre quello di trovare una condivisione oggettiva, quello di essere la scintilla che darà energia alla macchina amministrativa, proponendo idee e progetti per la stesura di un piano futuribile con un sistema più snello di coordinamento economico e normativo, secondo le nuove proposte della Smart City, per ridare a Roma il suo ruolo di Capitale d’ Italia.

Roma, 07 Novembre 2019

Renato Guidi

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