La grande vittima del COVID-19: Salvini

La grande vittima del COVID-19: Salvini

di Raffaele Minelli

Matteo Salvini è certamente il politico che più di qualsiasi altro è stato ferito dal coronavirus.

Vediamone velocemente i motivi.

Il primo deriva dalla circostanza che il virus, e quindi i problemi che ne sono derivati a tutti noi, ha fatto passare in secondo ordine la questione dell’immigrazione; vale a dire la principale, se non l’unica fonte della sua fortuna politica: la paura della povera gente di fronte a tale fenomeno di dimensioni enormi per un paese come il nostro.

Il secondo riguarda il fatto che la pandemia, con i suoi effetti colossali sull’economia mondiale, rende ridicolo il sovranismo delle piccole nazioni europee. Il sovranismo se lo possono permettere, naturalmente con effetti preoccupanti per il libero mercato e soprattutto per la pacifica convivenza internazionale, solo le potenze continentali, USA, Cina e Russia.

iI terzo: l’indebolirsi delle forza del suo attacco al governo attuale (che certamente qualche difetto di “comunicazione” ha dimostrato) ma che è poco credibile se attaccato per un eccesso di delega a “competenti” visto che a tutti i livelli a tale ricorso sono arrivati tanti governatori e sindaci.

 

Dall’insieme di tali motivazioni ne deriva la debolezza dell’attacco all’Unione Europea che sola può rispondere efficacemente ai problemi di una crisi economica che per i legami stretti infraeuropei pretende risposte a tale livello come finalmente sta avvenendo e come lo stesso Berlusconi comprende.

Da queste “lezioni” che succederà nella Lega?

Inoltre il movimento Cinque Stelle a sua volta ne trarrà le conseguenze, non solo sull’Unione Europea, come sta facendo Grillo, ma anche su un’impostazione di fondo che ha a che fare il rapporto con le “Elite” cioè con la competenza di chi è chiamato a governare città, regioni e Stato e con un chiaro assetto democratico della sua struttura?

Noi ci auguriamo di sì, per il bene del paese!

 

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Una risposta

  1. Quello che scrive Raffaele Minelli è condivisibile e la difficoltà di Salvini è dimostrata anche dal continuo calo nei sondaggi, però ci sono due variabili che potrebbero invertire la tendenza e diventare un volano che se ben guidato potrebbe diventare inarrestabile.
    Tutto il paese vive praticamente sospeso in attesa di riprendere a vivere in sicurezza, ed è ancora spaventato dalla virulenza della pandemia, attende segnali precisi dal Governo e dall’Europa, le due variabili. Se il Governo, e non è sulla buona strada, non risponderà con chiarezza e prontezza ai bisogni dei cittadini, il malcontento sarà cavalcato da Salvini, che sta già aizzando gli italiani contro l’apertura del 4 maggio (deludente), proclamando una giornata di disobbedienza civile, che se ci sarà ed avrà successo sarà una prima crepa. La seconda variabile è l’Europa che ha fin qui adottato misure di un certo rilievo ma non sufficienti e di cui ancora non si vedono gli effetti e sono tutti in attesa di vedere come sarà messo in atto il Recovery Fun, e se questa misura si dimostrasse deludente aspettiamoci da parte della destra forme di protesta che potrebbero aver presa su una popolazione che sta soffrendo e avendo davanti prospettive tutt’altro che rosee. Spero che il Governo e l’Europa facciano la loro parte se no il futuro del paese sarà politicamente plumbeo
    Gabriele Gandelli

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