Sostenibilità e mobilità – ossimoro o realtà? – Gianluca Santilli

 

INTRODUZIONE

di Gabriele Gandelli

Gianluca Santilli parla della futura mobilità, anzi della smart mobility che dovrebbe essere introdotta nella nostra Città, come elemento di futuro sviluppo economico e sociale e per acquisire un nuovo modo di vivere, più a misura d’uomo, con il rispetto dell’ambiente come elemento di comune sopravvivenza.

Questo lavoro tratta un tema che evidentemente è strettamente connesso a quello urbanistico che stiamo affrontando ed affronteremo ancora in più occasioni.

Una mobilità che con il tempo lasci “ai posti di coda” le auto, per privilegiare gli spostamenti con mezzi comuni, non più inquinanti; con mezzi pubblici che si affidino alle rotaie, treni, metro, tram, e ai bus elettici, spostamenti con biciclette anche con pedalata assistita e piccoli mezzi elettrici.

A proposito di mezzi in comune ci piace ricordare l’idea di Alberto Cassone, imprenditore romano, che ha fondato, nel 2004, Hurry, portale della mobilità, nato per vendere auto, soprattutto usate con prova prima dell’acquisto, ma anche nuove che potevano essere personalizzate con un click poi con gli anni si è fatta strada un’ idea di car – sharing (società già creata con il nome di PopGo)  auto ibride od elettriche, messe a disposizione con un abbonamento di circa 100 euro al mese  in tutta Italia. Chi mette le macchine? Un parco auto della società, ma sopratutto le auto di privati che mediante un ristorno dell’abbonamento recuperano totalmente o parzialmente il costo dell’auto e le spese sostenute. Idea che avrà tempo per farsi strada ma che a lungo andare dovrà necessariamente prevalere perché sicuramente ci stanno già pensando anche le case automobilistiche.

Una Città smart attrae sicuramente capitali perché diventa vivibile, risparmiare tempo nello spostarsi è denaro risparmiato, per non parlare dei costi degli incidenti stradali purtroppo anche di vite umane che nella nostra città contano oltre 120 morti e migliaia di feriti, ma il tempo risparmiato è anche tempo a nostra disposizione per le attività si svago.

Chiacchierando con Gianluca Santilli concordavamo anche su altre soluzioni sulla falsa riga di quanto avvenuto nell’autostrada Milano-Torino che prevede fermate del trasporto pubblico locale.

Non si potrebbe prevedere l’utilizzo del GRA per i mezzi pubblici?

Anzi essendo ancora più “onirici” perchè non prevedere una linea metro affianco all’autostrada ( e dove non c’è lo spazio interrare il tragitto) ?

68 chilometri di anello da utilizzare mettendo in connessione le periferie non sembra una cattiva idea.

Inoltre è impossibile un migliore utilizzo delle banchine del Tevere?

È vero che è soggetto a piene invernali, dato il carattere torrentizio del fiume, ma intanto perché non renderne l’accesso più agevole e aumentare i punti di ingresso, e capire se è possibile controllare o attenuare le piene, per renderlo maggiormente fruibile? E qui ci potrebbe venire d’aiuto l’Autorità di Bacino.  Diciamo pure che oggi il Tevere sembra sia stato dimenticato e relegato a “fiume di città” : l’ultimo lavoro impegnativo risale al 2003, per controllare il flusso del fiume all’altezza dell’Isola Tiberina.

Infine la seconda parte del lavoro di Santilli da lui chiamato “La fantascienza prossima ventura”, sembra fantascienza, ma se tornate a ritroso di pochi anni vi rendete conto che siamo circondati da cose, macchine, e strumenti impensabili fino a poco tempo fa. Quindi forse quel mondo fantastico non è poi molto lontano.

Sostenibilità e mobilità – ossimoro o realtà?

di Gianluca Santilli

 

Il Covid-19 comporta e comporterà enormi problematiche di ogni genere, soprattutto di natura economica, ma ci sta facendo assistere a scenari irripetibili che potrebbero o meglio dovrebbero essere fonte di attente riflessioni.

Roma oggi la guardiamo come da un grande set cinematografico allestito a Cinecittà.

Nessun film si è mai spinto fino ad immaginare una intera Nazione e le sue città vincolate ad un coprifuoco slegato da una guerra.

Anche se di guerra si tratta, seppur contro un nemico invisibile ed estremamente pericoloso.

Questo surreale set cinematografico ci offre però un vantaggio unico: scoprire come sarà il futuro.

Roma e le altre città deserte e senza auto ci offrono un quadro che sarebbe delittuoso sfregiare tornando al caotico e pestilenziale traffico urbano che ruota prevalentemente sull’utilizzo dell’auto privata, spesso utilizzata da un singolo viaggiatore.

Il crollo del PM10, di quelle polveri sottili che alcuni studi stanno collegando alla frequenza dei contagi di Covid-19, in specie nella Pianura Padana, è oramai evidente che è legato anche all’assenza di traffico automobilistico.

Pensando al futuro, ricordiamo che il 75% del PIL mondiale, entro il 2030, sarà prodotto da megalopoli che dovranno essere smart per generarlo ed essere destinatarie degli enormi finanziamenti finalizzati alla rigenerazione urbana.

Se Roma non sarà smart, i flussi della finanza globale la emargineranno, con le ovvie conseguenze.

Lo smart working, impennatosi a causa del Covid-19, difficilmente sarà abbandonato.

Lavorare da casa o in remoto sta facendo capire che l’efficienza può essere la stessa se non superiore al lavoro svolto dall’ufficio perché si evitano spostamenti, ritardi, difficoltà di organizzare le rispettive agende e si guadagna una enorme quantità di tempo che si sfrutterà per godersi la città e le offerte culturali, ludiche e sportive che sarà in grado di offrire.

Senza una reale svolta sostenibile non sarà ipotizzabile poter godere di questi che sono ormai non solo trend consolidati ma business oggetto di grandi investimenti.

I green bond hanno superato i 250 miliardi di dollari ed il mercato di questi strumenti finanziari è in grande espansione. Tra il 2014 e il 2019 le emissioni di questi titoli si è quintuplicata.

Le attività gestite dai fondi “responsabili” sono raddoppiate dal 2012, passando da 250 ad oltre 500 miliardi.

La ripartenza post virus sarà probabilmente violenta, anche perché stimolata da pulsioni psicologiche e dobbiamo auspicarci che sia tale, stante la necessità di rimettere in moto un’economia gravemente penalizzata.

Riqualificazione dei centri storici, recupero di aree dismesse e vuoti urbani da riempire, rigenerazione dei quartieri residenziali e soprattutto delle periferie, multi-mobilità sostenibile, sono tutti elementi necessari per un progetto di città qualificato e qualificante.

Il tema della rigenerazione sarà prioritario, estremamente attuale e di enorme interesse per gli investitori e le aziende.

Il futuro avrà al centro la qualità della vita che l’aumento del tempo a disposizione di ciascuno renderà ancor più essenziale.

La competizione tra metropoli si giocherà su questi fattori e sarà spietata vista la posta in gioco.

Roma ha la possibilità, ma verrebbe da dire l’obbligo, non solo di competere ma di risultare tra le vincenti, stante le enormi potenzialità di cui gode.

Non aver attuato il nuovo Piano Regolatore può rivelarsi un vantaggio alla luce della mutazione radicale delle logiche sottese alle nuove esigenze delle città del futuro.

Sicuramente un passaggio ineludibile sarà rappresentato dalla mobilità che oggi rende operare a Roma assurdamente defatigante.

Ciò porta le aziende, in specie quelle internazionali e di grandi dimensioni, a non scegliere Roma quale sede.

Casa, ufficio, scuole dei figli, spostamenti, vengono analizzati quali elementi cruciali per scegliere ove allocare la sede aziendale.

Roma è oggi seconda solo a Bogotà per il tempo trascorso in auto. Senza una brutale revisione della sua politica di mobilità sarà impensabile ogni intervento di rigenerazione urbana.

New York ha realizzato quasi 700 km di ciclabili, reso isole pedonali simulacri dell’auto come Times Square ed ha allocato centinaia di milioni di dollari per i prossimi anni.

Londra investe 350 milioni di sterline l’anno sulla mobilità smart, utilizzando quanto ricava dalla congestion charge, tassa pagata da chi entra in città in auto.

Parigi ha realizzato oltre 1.000 km di ciclabili che l’hanno salvata dal recente sciopero generale dei trasporti ed intende implementare ulteriormente la mobilità smart, puntando a rendere la città car free.

Lo stesso stanno facendo Madrid e Barcellona, ma anche Messico City e le megalopoli cinesi.

Oslo ed Helsinki hanno interamente chiuso il loro centro alle auto azzerando, tra l’altro, la mortalità per incidenti. A Roma nel 2019 ci sono stati 30.000 incidenti stradali con oltre 120 morti.

Si deve quindi cominciare da un ripensamento urbanistico che abbia al centro la vivibilità e la sua qualità, sfruttando i migliori esempi internazionali, contestualizzandoli in una città unica, complessa ma anche straordinariamente modificabile come è Roma.

Saranno la multimobilità e la micromobilità gli elementi chiave attorno ai quali rivoluzionare gli spostamenti.

Pensare a realizzare altri parcheggi e strade ad alto scorrimento e simili infrastrutture è semplicemente fuori luogo.

 

La fantascienza prossima ventura

Racconto di Gianluca Santilli

Se penso che per l’attentato alle torri gemelle (morti 2996) volare è diventato un’impresa, cosa può diventare il mondo dopo il coronavirus  (oggi in USA più di 6.000 vittime ma non è escluso che si possano raggiungere e superare le vittime della guerra del Vietman 45.000) con la tecnologia che possediamo?

Conseguenze del distanziamento e il ritorno della Dea Igea (Figlia di Asclepio e di Epione)

Il trasporto pubblico

Il distanziamento comporterà la necessità di rivedere il sistema del trasporto pubblico. Una soluzione potrà essere il Jumbo tram con posti singoli ed accesso proporzionato ai posti liberi il cui numero apparirà su un display.

Sarà essenziale fare la fila alle fermate. I tram dovrebbero avere una cadenza di 5/7 minuti al massimo.

Stesso discorso per treni e aerei che avranno meno posti a disposizione e quindi saranno più grandi (per i treni più vagoni)

Il trasporto privato.

L’automobile (piccola) sarà ancora necessaria in particolare per i disabili e gli anziani previa autorizzazione pubblica, con parcheggi dedicati.  Per gli spostamenti su lunghi percorsi l’automobile sarà ancora necessaria ma verrà presa in affitto ( i garage serviranno solo per queste).

I taxi dovranno essere incrementati e dovranno avere costi inferiori; questo per garantire lo spostamento su distanze medie/lunghe.

Per i giovani e persone di media età il trasporto avverrà con mezzi di locomozione quali scooter, biciclette con pedalata assistita, monopattini elettrici e quant’altro si possa usare. Questi mezzi potranno essere allestiti con strutture per riparare da pioggia o vento.

Saranno permessi anche tandem e “trindem” con posto bambino.

Questo favorirà un miglioramento delle condizioni dell’aria e della convivenza civile. In poche parole, con le dovute eccezioni, l’auto tenderà a scomparire e l’acquisto potrebbe essere autorizzato solo per particolari esigenze (come quella di sicurezza).

Questi mezzi di locomozione dovranno essere a pagamento e in larga parte centralizzati in luoghi dove arrivano i treni ( per le persone che vivono all’esterno della città) e lungo le fermate delle tramvie ed ivi riconsegnati al termine del periodo di lavoro.  Lo scaglionamento degli orari di orari di lavoro ne favorirà gli interscambi.

Gli spostamenti su mezzi di locomozione con bici, moto o monopattini avverrà con tute (lavabili) realizzate di materiale leggero, facile da indossare o togliere e riponibile in piccoli contenitori.

Il lavoro

Gli orari di inizio e fine lavoro dovranno essere scaglionati.

Si potrà lavorare diciamo dalle 6 alle 20 a ciclo continuo ma con turnazione del personale.  L’orario di apertura dei negozi più frequentati (i.e.: Mediaword) sarà a ciclo pressoché continuo; certo il gioielliere continuerà ad avere lo stesso orario.

La flessibilità negli orari di lavoro dovrà tener conto dell’esistenza del nucleo familiare e quindi si porrà un problema organizzativo di non poco conto. Sotto questo profilo sarà rilevante la domotica (accensione a distanza dei riscaldamenti o perché no del forno) per consentire una più agevole convivenza.

Gli acquisti on line

Molti acquisti saranno on line e sarà necessario avere nelle città molti piccoli depositi merce (anche di quartiere) dove poter ritirare le ordinazioni; questi locali dovranno avere a disposizione impianti frigo. Questi punti all’inizio potranno essere bar ed edicole ed altri piccoli e medi negozi (un po’ come ai depositi bagagli delle stazioni).

Le Scuole

Le classi a scuola saranno di un numero limitato per favorire il distanziamento (per copiare sarà necessario tornare alle piccole cerbottane con i pizzini) e sarà necessario ristrutturare quelle esistenti, o edificarne di nuove. Questo consentirà di aumentare il numero degli insegnanti.

La scuola bus con posti distanziati sarà una necessità insieme all’obbligatorietà per i bambini di mettere la cintura di sicurezza.

Gli Uffici

Gli spazi per singolo operatore negli uffici dovranno essere maggiori e quindi questi andranno ristrutturati o costruiti con corridoi più ampi per garantire comunque il distanziamento.

La Fede, il corona virus e gli alberghi

Non bisogna sottovalutare il fatto che il ricorso ai simboli della fede è un fatto umano ed è sempre seguito alle grandi epidemie. Dunque Roma è e rimane il centro della cristianità. Ne consegue che sempre più numerosi saranno i pellegrinaggi a Roma, Pietralcina ecc. Gli alberghi si dovranno attrezzare. Corridoi più ampi per i passaggio dei clienti, orari differenziati per la colazione con vani più ampi e soprattutto dovranno garantire la sanificazione dei locali.

La ristrutturazione sarà, dunque essenziale, unitamente ad un marketing centrato sulla sanificazione. Si ridurranno i viaggi esotici perché la gente diffida del livello di igiene presente in quei paesi (soprattutto africa) mentre potrebbero aumentare ulteriormente i viaggi culturali, anche per effetto di un possibile nuovo umanesimo. Per nuovo umanesimo intendo l’opportunità, nella pluralità delle culture, di costruire una cultura umana comune che permetta agli uomini di dialogare e camminare insieme

Lo smart working

L’incremento sarà eccezionale, e sotto un profilo immobiliare la normale famiglia (2 genitori + un figlio) avrà bisogno di una stanza in più. Dunque, le nuove case dovranno avere una superfice intorno ai 100 mt. Perché sarà necessario avere una o due stanza ufficio in più.

I piccoli appartamenti saranno utili solo per i single. Lo stesso vale per le Università sempre più telematiche e le nuove case dovranno tener conto delle esigenze degli studenti (prese elettriche a gogò – a differenza delle case dei palazzinari con una presa per stanza fatta eccezione per le camere da letto che di norma ne avevano due per le abat jour).

Le carceri

Sarà necessario costruirne di nuove per assicurare le distanze.

Dai grandi ospedali ai piccoli pronto soccorso di prossimità per l’assistenza diretta e domiciliare con laboratori attrezzati, e sistemi di video contatto con gli ospedali che dovranno assicurare la costante presenza di specialisti al telefono e ai video.

Questo comporterà la necessità di trovare locali idonei e soprattutto di riutilizzare e riqualificare edifici esistenti.

I supermercati

E’ presumibile che i supermercati resistano, ma il possibile mancato utilizzo dell’auto potrebbe ridurne il lavoro. Collegamenti web camere fisse istallate sui banchi del fresco, carne e salsamenteria potrebbero consentire la scelta del prodotto per poi procedere all’ordine che verrà assolto da un esercito di corrieri zonali. E’ probabile la sopravvivenza dei negozi di vicinato per specializzazione di prodotto perché questo ridurrebbe comunque le file.

La patente sanitaria

Non è escluso che possa esserci un documento rivedibile semestralmente di sana e robusta costituzione patente A (verde) che consentirà di frequentare ogni tipo di locale aperto al pubblico. Sarà diverso per i titolari di patenti B (gialle) e Patenti C (rosse), i cui comportamenti e frequentazioni saranno limitate in diverse misura.

Libertà addio?

Gianluca Santilli

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Avv. Gianluca Santilli

Avvocato, laurea in giurisprudenza presso Università La sapienza, Master in studi economici presso l’Università La Sapienza.

Managing e Senior partner di LS – LexJus Sinacta, studio professionale di 200 professionisti avvocati e dottori commercialisti con 9 sedi in Italia

Avvocato dell’anno – Economia sostenibile – Premio Le Fonti 2019

Leone d’Oro per meriti professionali – 2019

Eccellenza per gli studi sull’economia sostenibile Senato della Repubblica – 2018

Da oltre 25 anni è a capo degli studi legali nei quali opera con ruoli di responsabile e di conseguenza con coerenti capacità relazionali e di gestione dei team operativi

E’ presidente di Osservatorio Bikeconomy

E’ ideatore di Focus PMI – convegno di studi sull’economia della PMI italiane

E’ Assessore alle attività produttive ed al commercio del Comune diGrottaferrata

E’ stato a capo della Procura e del Settore Amatoriale della Federciclismo

E’ membro della Bikeconomy e Marketing Commission dell’UCI – Unione Ciclistica Internazionale

Ha fondato associazioni onlus e sportive.

Ha ideato ed organizzato Granfondo Campagnolo Roma, uno dei più importanti eventi di ciclismo di massa al mondo.

Ha ideato ed organizza Bikeconomy Forum, il primo convegno al mondo sulla bikeconomy e Osservatorio Bikeconomy, il più importante think tank sul fenomeno in Italia.

E’ ideatore e già presidente di Formula Bici

 

 

 

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