L’Assistenza Domiciliare (CAD) – Dott. Alessandro Poggi

INTRODUZIONE

di Gabriele Gandelli

Riceviamo dal Dott. Alessandro Poggi un contributo inerente un aspetto importante dell’argomento Sanitario ovvero l’assistenza domiciliare.

Il dott. Poggi così come ha fatto in precedenza il dott. Cademartori, parte dalla propria esperienza lavorativa ed evidenzia ancora una volta quelle problematiche che gli operatori devono quotidianamente affrontare.

In particolare la mancanza degli strumenti diagnostici, le carenze organizzative. Il Dott. Poggi segnala la scarsità delle figure professionali disponibili presso il CAD, l’assenza in molte strutture dell’assistenza domiciliare del NAD (nutrizione artificiale domiciliare) e la non puntuale assistenza psicologica dei pazienti.

Anche l’intervento del Dott. Alessandro Poggi arricchisce il lavoro di approfondimento di un settore chiave della sanità territoriale.

 

 

L’Assistenza Domiciliare (CAD)

di  Alessandro Poggi

 

La mia esperienza come medico oncologo nell’assistenza domiciliare e’ piuttosto lunga e nel corso degli ultimi 25 anni ho constatato un netto miglioramento nell’offerta di assistenza a casa del paziente.

Lavoro in cinque Distretti Sanitari diversi ognuno con le sue peculiarita’ e anche criticita’.

L’assistenza domiciliare ti chiede molto in termini di fatica fisica e psicologica perche’ visitare un paziente in struttura sicuramente ti protegge dal cosidetto burn out: l’operatore sanitario si concentra sull’aspetto “paziente” mentre a domicilio devi anche confrontarti con la “persona”, entri nel suo ambiente e ti confronti non piu’ con un familiare accompagnatore ma con tutta la famiglia( spesso a casa in occasione della prima visita ci sono almeno quattro, cinque parenti).

Le “risonanze psicologiche “ sono piu’ forti e piu’ impegnative ma proprio per questo l’assistenza domiciliare ti restituisce umanamente e professionalmente dieci volte quello che ti ha chiesto.

Da un punto di vista organizzativo se tanto si e’ fatto, tanto puo’ ancora migliorare:

1) La comunicazione CAD – paziente

2) La varieta’ delle figure professionali presenti

3) Diagnostica strumentale

4) Assistenza psicologica

5) La comunicazione Ospedale – Cad

6) Presenza di un centro NAD

La comunicazione CAD-paziente/famiglia a volte e’ difficile. L’attivita’ del CAD e’ per definizione sul territorio e, se nessuno e’ presente, l’unica possibilita’ e’ l’uso delle segreterie telefoniche con le telefonate in differita.

E’ una buona soluzione ma comunque offre una risposta 24 ore dopo la formulazione della domanda. La fornitura di telefonini aziendali agli operatori per rispondere quando si e’ sul territorio potrebbe essere una soluzione.

Le figure professionali presenti nei CAD dovrebbero essere rappresentate tutte: se il cardiologo e il geriatra li troviamo sempre, non e’ cosi’ per il fisiatra, l’urologo o il neurologo. Sono tutte figure di estrema rilevanza all’interno di un progetto di assistenza domiciliare e non possono mancare, al momento i pazienti sono costretti ad andare in Ambulatorio o a ricorrere a specialisti privati.

Al momento nessun CAD offre la possibilita’ di una diagnostica strumentale (ECO o RX tradizionale) a domicilio del paziente ed e’ inutile dilungarsi su quanto cio’ sarebbe importante. Anche in questo caso il paziente ricorre a specialisti privati a domicilio e, se non se lo puo’ permettere, deve andare in Ospedale.

L’assistenza psicologica non e’ presente. I pazienti oncologici che sono in assistenza domiciliare con l’Hospice possono avere lo psicologo a domicilio, i pazienti oncologici in carico al CAD no. E’ una grande limitazione, un vero peccato. La risposta che sono costretto a dare ogni volta e’ sempre la stessa: rivolgersi al Dipartimento di Salute Mentale. Ma chi non si puo’ muovere? E’ sicuramente un aspetto da migliorare.

La comunicazione Ospedale- Cad e’ di grande importanza per i pazienti che alla dimissione hanno bisogno di terapie complesse, medicazioni, terapie infusionali, terapia antalgica. A volte ci sono casi virtuosi in cui si riesce a sincronizzare la dimissione con l’arrivo dell’operatore CAD a domicilio ma altre volte accade che l’Ospedale dimette il paziente di venerdi’ alle 15, con il CAD chiuso, senza che ci sia stata nemmeno una rIchiesta di attivazione. Immaginabili le conseguenze.

La presenza di una NAD (Nutrizione Artificiale Domiciliare) che lavora in tandem con il CAD e’ una risorsa preziosa, non tutti i CAD hanno questa opportunita’, in molti casi i centri nutrizionali di riferimento sono anche a 40 Km dalla sede del CAD di appartenenza. Portare un paziente in valutazione e’ molto difficile anche perche’ se un paziente ha bisogno di supporto nutrizionale e’ in condizioni scadute. Una valutazione a domicilio e’ preziosa, con la possibilita’ anche di valutare il funzionamento della pompa in caso di guasti.

La mia esperienza mi ha portato a queste valutazioni, spero che si possa in un futuro non troppo lontano affrontare e risolvere queste criticita’.

Dott. Alessandro  Poggi

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento