DECRETO “SEMPLIFICAZIONE” – VISIONEROMA

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2 risposte

  1. wp_11225883 wp_11225883 ha detto:

    Claudio Minelli:
    Michele alcuni aspetti di questo provvedimento sono inaccettabili.
    Innanzitutto dovremmo tornare a quando e perché il nostro piano regolatore ha fatto quella scelta di una zona A così ampia.
    Innanzitutto il provvedimento era accompagnato da una carta degli immobili da tutelare la cosiddetta carta della qualità.
    Si contava sulle norme di tutela esistenti (ancora adesso) e non si pensava lontanamente di affidare ai soli piani di recupero gli interventi di trasformazione urbana. Non a caso se ne individuarono molti.
    Il problema è che nessuno di essi consente di superare quella enorme corsa ad ostacoli costituita dalle mille competenze, commissioni, delibere consiliari ecc ecc.
    A questo punto intervengono provvedimenti che cercano di accelerare le procedure ove necessario.
    Spesso pareri di tutela espressi dai soggetti competenti della tutela, vengono considerati disattenzioni se non peggio e la valutazione di ciò che è consentito o non consentito diventa prerogativa del comitato di turno.
    Noi questa questione non la possiamo risolvere congelando il tutto è lasciando tutto il resto immutato!
    Allora ridisegnamo la zona A riducendola alle aree che effettivamente meritano una tutela totale, oppure cambiamo radicalmente e semplifichiamo i piani di recupero.
    Ma la nostra città può aspettare i 10 anni che sarebbero necessari per fare questi cambiamenti? E poi i soggetti che oggi hanno sollecitato e partorito questo bell’intervento draconiano sarebbero disponibili a farlo?
    No io leggo in tutto ciò una totale sfiducia nello stato, nei soggetti preposti alla tutela, nel senso di responsabilità che anche cittadini ed imprese dovrebbero avere.
    No non ci siamo proprio e mi sembra che il tutto evidenzi un grave peggioramento della civiltà del nostro Paese.
    Tu Michele con le tue parole confermi l’impostazione: “per tutelarci congeliamo tutto, per impedire la corruzione, non facciamo le Olimpiadi, per ostacolare i corrotti introduciamo altri impedimenti ed altri passaggi burocratici”.
    No per me questa non è la strada giusta.
    Quando tu dici cambiamo certe procedure so che sei in buona fede, ma gli altri sanno benissimo che questo non avverrà (anche perché non vogliono modificarle).
    No io credo che queste scelte non tuteleranno la nostra bella città, la impoveriranno e imbruttiranno solamente.
    Rettifico si Roma è bellissima….ma anche tanto, tanto brutta!

  2. wp_11225883 wp_11225883 ha detto:

    Michele Campisi:
    Proviamo intanto a salvare la città storica e togliamo dal degrado estetico le periferie. Semplifichiamo i Piani di Recupero…..abbiate pazienza: questa città non ha bisogno di creatività ma di civiltà e consapevolezza non dice ció. L’attuale normativa dice che è tutto disponibile e non puó essere!
    Esiste una solidissima ed evoluta Cultura della Tutela e della Conservazione. Esistono processi raffinati di trasformazione urbana che non possono ridursi alla demolizione/ricostruzione…….
    Si cambiano i termini di quel modello di Recupero e non è vero ed è “una riduzione” insopportabile dire che un Piano di Recupero consenta solo la ricostruzione com’era. È falsissimo e scorretto dirlo! Anche il Piano di Recupero, quando inserito in uma “processualità” (Caniggia) puó benissimo prevedere un’altra ricostruzione.
    Adeguiamoci agli standards europei anche se le città straniere non sono Roma. Io non credo che una revisione delle procedure di realizzazione dei Piani di Recupero sia impossibile e certamente non si può accelerare tanto per accelerare. Il risultato che a demolirsi – come tutti hanno visto – non sono caseggiati deformi e scadenti ma operazioni immobiliari in aree privilegiate dove, per ricavare “quattro soldi” e dico quattro di appartamenti si demoliscono e si mettono in crisi i tessuti che DEVONO essere salvaguardati. Non c’è nessun diritto al “FARE” che possa sacrificare l’unica parte di città che regge l’impatto del grande disastro.

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