PARLANO DELLE NOSTRE INIZIATIVE – VISIONEROMA

Da Repubblica del 30 settembre

Case fuori dal centro, taglio degli uffici, rifiuti green e un “sindaco che si svegli”: “Così si salva la Roma post Covid”

di PAOLO BOCCACCI

Intorno a un tavolo parlamentari Pd come Luigi Zanda e Roberto Morassut, che spinge per una nuova governance delle tre grandi città, Roma, Milano  e Napoli. Ma ci sono anche il renziano Michele Anzaldi, il giurista Piero Sandulli, l’ex sindaco Rutelli, il presidente di Legambiente Stefano Ciafani, Rebecca Spitzmiller di Retake e Mirko Trezza, l’attore di Dogman. Oltre a Claudio Minelli di Visione Roma, organizzatore dell’incontro che spinge : “Ora però un candidato sindaco, siamo già in ritardo”

Dagli scenari della Roma post Covid con i trasporti da aumentare, la crisi degli uffici e la città da riorganizzare nelle microtown dell’hinterland a come risolvere la crisi dei rifiuti, dal degrado e dal distacco delle periferie alla voglia di volontariato, dalla necessità  di nuove idee a quella di altre regole per la Capitale anche con una riforma costituzionale.

Che progetto per la Roma che verrà? E che figura di sindaco sarà chiamata a realizzarlo? Ecco il tema del confronto in un hotel di Prati organizzato dall’associazione Visione Roma che ha visto intorno a un tavolo parlamentari e viceministri del Pd come Luigi Zanda e Roberto Morassut, il renziano Michele Anzaldi, ma anche il giurista Piero Sandulli, l’ex sindaco Francesco Rutelli, il presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani, Rebecca Spitzmiller di Retake e Mirko Trezza, l’attore di Dogman, oltre a Claudio Minelli di Visione Roma, ex segretario della Cgil di Roma e Lazio ed ex assessore nelle giunte Rutelli e Veltroni.

“Dopo il Covid” ha spiegato Rutelli “le città  dall’Europa all’America cambieranno inesorabilmente con conseguenze permanenti. Lo smart working porterà a un taglio drastico di uffici, alla richiesta di case più ampie fuori dal Centro a una grande esigenza di maggiori collegamenti. E poi più verde, più digitalizzazione. Così dovrà avanzare anche Roma. È necessario fare il cosiddetto salto della rana”.
E se Trezza ha lanciato al futuro sindaco il monito del “vetro della finestra rotto” che porta a romperne altri e della città sporca che incoraggia a sporcarla di più, Zanda ha ricordato che a Barcellona dal 1980 il futuro sindaco “investiva in progetti che poi hanno portato quella città  ad aggiudicarsi le Olimpiadi e a produrre una vera e propria rivoluzione dei servizi. Insomma la mia ricetta è  tavolo di progetti e rinnovo della macchina amministrativa”.

Poi è  stata la volta dell’ex assessore all’Urbanistica e ora viceministro per l’Ambiente Morassut. “Roma” ha detto “deve superare una crisi sistemica. In tutta Europa negli ultimi dieci anni si è  investito nelle capitali, in Italia  no, con il risultato di un disgregamento. Ricominciamo ristrutturando la governance delle tre grandi città, Roma, Milano  e Napoli. Per Roma chiediamo una riforma costituzionale ed eventualmente andiamo anche a un referendum. E poi decarbonizziamo tutto il trasporto pubblico, difendiamo il suolo e il verde e miglioriamo le periferie”.

Invece da Legambiente un duro attacco agli “incubi di rifiuti e mobilità”. “Non solo ora ma negli ultimi trent’anni ” ha affermato Ciafani “a Roma il ciclo dello smaltimento dei rifiuti non è stato chiuso. Abbiamo quasi zero impianti di riciclo, mentre Milano in 25 anni è  diventata un esempio nel mondo. Bisogna subito mettere mano alla gestione dell’Ama e, per i trasporti, a quella dell’Atac”.

E i cittadini? Per Spitzmiller la parola d’ordine deve essere “wake up”, ovvero “svegliatevi”. “L’esperienza di volontariato di Retake non vuole sostituire nessuno e non significa solo pulire giardini e strade, ma insegnare a tutti l’impegno civile. Siamo una riserva democratica che segue il principio della sussidiarietà”.

“Ma siamo proprio sicuri che la sinistra vincerà  le elezioni a sindaco?” ammonisce Anzaldi “Gli umori delle periferie non li conosciamo. Dobbiamo rivolgerci alla città  fuori il raccordo. Con Rutelli e Gianni Borgna l’estate romana, il teatro e il cinema in periferia avevano due milioni di spettatori a stagione. È  da lì che bisogna ripartire”.

“Con Visione Roma” conclude Sandulli, l’ex assessore della “carta d’identità ottenuta a vista” “vogliamo regalarci un sogno dopo un incubo. I sindaci di Parigi e Londra siedono al tavolo del governo. Non sono costretti a chiedere fondi con il cappello in mano. Bisogna poi dare più poteri ai Municipi e realizzare finalmente la tanto promessa cura del ferro”. Infine Minelli: “La nostra missione è  quella di stimolare dibattiti e progetti, anche unendoci ad altre associazioni. E soprattutto spingere per la proposta di un candidato sindaco per cui siamo già in ritardo”.

 

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