IL DIARIO DI DARIO COEN – RUBRICA AUTOGESTITA

 


IL DIARIO DI DARIO COEN – RUBRICA AUTOGESTITA

Sarà questa la mia rubrica, il mio spazio sui social gestiti da Visioneroma, che ringrazio per l’ospitalità.

Uno sguardo verso il mondo delle attività produttive in generale, il commercio al dettaglio, il real estate, il turismo e la libera concorrenza, ma anche una attenzione particolare sugli aspetti sociali come la convivenza civile e religiosa.

Con una lente d’ingrandimento di un protagonista attivo dell’economia romana che ha fatto della sua vita un impegno collettivo per la tutela dei diritti e degli interessi degli imprenditori e del mondo del lavoro, senza venir meno al rispetto delle classi sociali meno fortunate ed alle minoranze in generale. Un ebreo romano, o romano ebreo, insomma, che non intende rinunciare a nessuna delle due identità, perché ogni identità è la somma di tante identità che vivono e convivono in ognuno di noi. Leggere per credere.


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GLI ARTICOLI



RICORDANDO MARCO PANNELLA

 

 

Ricorre oggi l’anniversario del compleanno di Giacinto, detto Marco Pannella,  nato a Teramo il 2 maggio 1930, mancato il 19 maggio del 2016.

A lui dobbiamo le grandi battaglie sul divorzio, sull’aborto e tante altre ancora del dopoguerra italiano.
Marco Pannella è stato forse il più grande leader della sinistra italiana non comunista. Ha inventato il partito radicale e radio radicale, protagonista delle battaglie di libertà e dell’anticonformismo. Mai scontato, mai prevedibile, Marco Pannella ed il suo partito radicale, anticlericale,  europeista per eccellenza,  antiproibizionista, non violento, antimilitarista, gandiano, si definiva radicale, socialista, liberale. Un protagonista della migliore politica italiana, sempre all’opposizione, dalla parte dei più deboli e di ogni minoranza. Sia il suo ricordo di benedizione e di insegnamento per le nuove generazioni di giovani che scendono o scenderanno in politica per dar voce ai diritti umani. Marco Pannella ci manca molto

Dario Coen

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SINISTRA O DESTRA ?

Un partito politico, (od un’idea), è di sinistra o di destra in base a ciò che sostiene o che sostiene e poi la realizza? O in base al tipo dei suoi elettori? Un’idea politica può essere di sinistra o di destra in base a chi la sostiene?

Chi stabilisce ormai cosa significa essere di destra o sinistra? Il blocco degli sfratti e/o dei licenziamenti è di destra o di sinistra? È più di sinistra difendere a spada tratta i diritti dei lavoratori o liberalizzare il mercato del lavoro a favore dei disoccupati? È sempre vero che un proprietario immobiliare (anche se piccolo) deve essere tutelato meno di un inquilino? Chi è di destra, capita che dice anche cose di sinistra, magari su altri argomenti? Chi è di sinistra, capita che dice cose di destra?

Tolti alcuni concetti di fondo, alcune premesse necessarie ed indispensabili, come l’antifascismo, il razzismo, la parità dei diritti fra uomini e donne, che “generalmente” ormai possiamo dire essere condivisi da ambo gli schieramenti, cosa rimane delle ideologie del Novecento? Perché il quartiere più benestante di Roma, il 1° Municipio, vota a sinistra e le periferie generalmente a destra? Perché il PD ha sdoganato il M5S partito populista? Draghi è di destra? E’ di sinistra chiedere il voto per i sedicenni? È di destra tutto quello che sostiene Salvini o la Meloni? Un governo di unità nazionale, quello con PD e Lega insieme, è così male? Meglio il precedente con il M5S? Possiamo essere felici che gli ex populisti sono diventati europeisti?

Tante domande, poche risposte, molte delle quali uscite fuori in conversazione con i miei figli, alle quali non sempre so rispondere. Mi aiuti qualcuno, grazie.

Dario Coen

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VACCINI FINALMENTE SI PARTE ….PIANO PIANO

Stati Uniti, Russia, Cina, Israele, Gran Bretagna. Sono solo alcuni dei paesi dove la vaccinazione anti-covid è già partita da tempo. L’ Europa Occidentale, disunita, ancora una volta ha dimostrato di essere indietro. Non è colpa del SSN, non è colpa dell’agenzia del farmaco, ma di un continente che non riesce ad avere un primato positivo, nessun successo in questi ultimi decenni. L’ Europa non riesce a crescere, a decollare. Dobbiamo farcene una ragione o possiamo fare ancora qualcosa per realizzare il sogno dei nostri padri? Ammettiamo intanto la sconfitta, per voltare pagina e riprendere il progetto auspicato, magari senza aspettare nuove generazioni.

Dario Coen

 


LA DEMOCRAZIA DEI PAESI ARABI

L’ Egitto è uno dei Paesi arabi più democratici, diciamo così, rispetto agli altri. La triste storia di Giulio Regeni fa capire ancora una volta che l unica vera democrazia in tutto il Medio Oriente è e rimane Israele. Ma certa sinistra, una minoranza per fortuna, continua a non vedere, finge di non capire, sta dalla parte sbagliata. Solo in Israele sono rispettati i diritti Lgbt e delle donne  in generale. Anche l’autorità palestinese, che non indice elezioni democratiche da decenni, viola questi diritti,  ma mai una voce di protesta dell’Occidente. “La libertà dell’occidente si difende sotto le mura di Gerusalemme ” diceva il buon Ugo La Malfa. Santa verità.

Dario Coen

Sfratti e certezza del diritto

 

Il blocco degli sfratti per morosità per i locali non abitativi, ancora una volta dimostra che in Italia non c’è certezza del diritto. E se è vero, come è vero, che la ripresa economica può partire solo con e da investimenti esteri, è vero anche che senza certezza del diritto e con i tempi indefiniti per le pratiche burocratiche, nessuno straniero investirà mai più in Italia.

Aggiungi che il tasso di natalità è fra i più bassi d’Europa, mi domando, e vi domando, quale sarà la visione dell’Italia 2050? Quanti saranno gli abitanti di questo Paese? Come mai la classe politica non riesce a programmare uno sviluppo, una visione di una nazione dei prossimi 20/30 anni? Non parliamo poi di Roma, Capitale che non riesce a rispettare un appuntamento, nuove fermate della Metropolitana rinviate sine die, in ritardo tutto di almeno dieci anni.

Tutti iniziano a sperate nel Giubileo 2025. Sarà forse condivisibile, ma senza una Visione, Roma bucherà anche questo prossimo appuntamento. Buca più, buca meno, manco ce ne accorgeremo!


VOLONTARIATO OBBLIGATORIO UN SERVIZIO CIVILE CHE AIUTEREBBE QUESTO PAESE AD ESSERE PIÙ CIVILE

 

Sono contrario al servizio militare obbligatorio. Lo trovo superato dai tempi, inutile, costoso e soprattutto poco educativo. Ai miei tempi lo era, ma ho fatto di tutto per evitarlo e ci sono riuscito. E non sono pentito manco un pò.

Da sempre ho comunque fatto volontariato, dall’età di 10 anni, prima frequentando gli scout, poi vari centri e movimenti giovanili, militanza politica, fino agli ultimi anni nei quali dedico parte del mio tempo libero a battaglie ambientaliste, forse anche perchè figlio della  generazione che più ha inquinato.

Fatto sta che ai miei tempi non si poteva non impegnarsi in ideali sociali e collettivi. Si passava per qualunquisti e svogliati.

Bene, se fosse per me, finito il liceo, renderei obbligatorio per tutti un periodo di volontariato in qualsiasi forma o struttura. Prima di una assunzione o di una laurea, o di un concorso pubblico,  darei una sorta di preferenza e merito a chi ha prestato volontariato per un periodo di almeno sei mesi. Questo sì che sarebbe educativo e formativo per gli stessi giovani, ma anche una risorsa per la collettività, insegnando alle nuove generazioni che allo Stato si deve dare, non solo chiedere. E per Stato, intendo istituzioni pubbliche sanitarie e non solo.
Ma di questi temi nessuno ne parla, come se al contrario della generazione passata, prestare volontariato fosse ormai una perdita di tempo ed inutile.
Visioneroma,  un gruppo di volontari, non troppo giovani, forse,  ma che non vuole rinunciare a scommettere sulle nuove generazioni, magari partendo da temi come questi, visto che ci piace andare controcorrente.

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