UNA GRANDE IDEA PER RILANCIARE ROMA – PIERO SANDULLI

UNA GRANDE IDEA PER RILANCIARE ROMA

 

Mentre si avvicina (nella primavera del prossimo anno, che ci si augura sia un anno normale), la scadenza del quinquennio della consigliatura romana, ci si trova innanzi ad una lista di candidature (spesso autocandidature) alla carica di Sindaco di Roma.

E’, a mio avviso, necessario partire non dai nomi, ma dal “progetto Roma” per i prossimi anni, quelli che porteranno, nel 2025, al primo Giubileo del terzo millennio.

Una volta individuato il programma si potrà, su di esso, cercare Sindaco e squadra, ricordando che sarà il lavoro di un gruppo affiatato e coeso quello in grado di risollevare Roma, riportandola all’effettivo ruolo di capitale (al riguardo, va ricordato che è passato, nel più assordante silenzio, il centocinquantesimo anniversario del giorno, il 20 settembre, in cui Roma è divenuta la Capitale d’Italia).

Visioneroma si è impegnata fin dalla sua costituzione a compiere una grande lavoro di ricerca, di proposizione di idee e progetti che il Presidente dell’associazione Gandelli si è fatto carico di sintetizzare e coordinare.

Si sta cercando ora di trovare compagni di strada con finalità comuni  per realizzare quella che provvisoriamente abbiamo chiamata una “costituente delle associazioni” con il compito di elaborare  un programma e una proposta comune.

Come è facilmente rilevabile Roma è, ormai da qualche anno, in stato di abbandono, le attività di gestione ordinaria sono ferme, i trasporti insufficienti, i rifiuti non raccolti, gli alberi e le strade prive di ogni cura.

Accanto all’attuale Sindaco si sono alternati numerosissimi assessori e collaboratori non adatti al ruolo ad essi assegnato, in definitiva la città è allo stato brado.

In particolare, nell’ultimo decennio Roma ha perso il suo ruolo di faro culturale, non solo italiano, ma mondiale.

Non bisogna dimenticare che l’Urbe è la Capitale Europea con la storia più rilevante e nella quale è contenuto il maggior numero di opere architettoniche ed artistiche del mondo. L’imperativo categorico della prossima giunta dovrà essere quello di riportare Roma al centro dell’attenzione mondiale.

Per far questo sarà necessario realizzare, sulla base di una “grande idea”, il programma destinato a creare ciò che alcuni, sulla scorta di una ipotesi nata in vista delle olimpiadi del 2004 poi non assegnate a Roma, avevano individuato, quella di dar vita al “grande Campidoglio” trasformando in musei tutti i palazzi comunali siti sul colle capitolino ed anche quelli posti sui due lati di via Petroselli, restituendo il Palazzo di via dei Cerchi alla sua primitiva destinazione museale ancora oggi sulla sua facciata si legge “Palazzo dei Musei di Roma”) fino ad inglobare nel Foro il Circo Massimo.

Funzione museale a cui unire, in futuro, anche il palazzo carcerario, di Regina Coeli non più adatto alla sua attuale funzione sia per collocazione che per struttura.

Dar vita così al polo museale, più grande del mondo, nel quale, finalmente, mostrare tutte le opere che, da anni, sono abbandonate e non visibili, nei magazzini comunali.

Questa prima trasformazione potrà essere facilmente implementata con la realizzazione di due nuove filiere museali nei due opposti quadranti della città: all’Eur (nato per essere il luogo della Esposizione universale del 1942, mai avvenuta) e nella zona Flaminio – Stadio Olimpico in quello che alcuni hanno definitivo “Miglio d’oro” di Roma.

Consorziando tra loro i non pochi musei dell’Eur, in un percorso unitario, integrato dai centri congressi vecchi e nuovi, in grado di fornire, sotto una unica guida propulsiva, a quella attività il lancio pubblicitario e manageriale oggi carente.

Analogamente, per tutto ciò che va dalle pendici di Villa Glori (intrise di storia garibaldina) ai palazzi che ospitano il C.O.N.I., sarà possibile, a costi molto contenuti, dar vita ad una ulteriore struttura attrattiva, intorno al MAXXI, destinata a rappresentare l’arte, l’architettura e la cultura musicale moderna; recuperando anche lo Stadio Flaminio (oggi nel più completo abbandono), al quale potrebbe assegnarsi il ruolo di museo dello sport, unitamente alla Casa delle armi ed all’Ostello della gioventù posti sulla opposta sponda del Tevere.

Questa svolta programmatica della città, che deve tornare, nell’immaginario collettivo, ad essere eterna, potrà far crescere la stessa sotto il profilo turistico e ricettivo, restituendole la vocazione turistico-culturale, che la sua storia merita.

Sarà compito della futura squadra di governo cittadino porre mano, in modo risoluto, anche attingendo ai fondi europei, oggi disponibili in rilevante misura, ad un piano di trasporti efficiente completando la “cura del ferro”, già auspicata all’inizio degli anni ’90 del secolo XX, riprendendo a realizzare le grandi opere viarie, mai completate, interne e di accesso a Roma, dando vita ad un interscambio tra il trasporto privato e quello pubblico ben prima del raccordo anulare, attestando fuori di esso il capolinea delle metropolitane.

Andrà chiuso il centro storico, in concreto, al traffico privato, ma, ad un tempo, potenziato e protetto il trasporto pubblico.

Va enfatizzata la vocazione turistica della città incrementando la ricettività alberghiera che dovrà però essere regolata non lasciata, come oggi avviene, alla crescita spontanea di B & B.

Grande sforzo andrà fatto, operando sul monitoraggio della macchina burocratica e delle sue semplificazioni ed andranno potenziate il ruolo e funzioni delle Municipalità. Dovrà essere anche avviata, in un rapporto virtuoso pubblico – privato, la realizzazione di una grande e caratterizzante opera per ogni Municipalità.

Bisognerà completare ed attuare il piano regolatore, in particolare circa lo S.D.O. ed il decentramento dei palazzi dell’Esecutivo.

Su questi profili, altrettanto rilevanti, per la crescita della città capitale mi riservo di tornare, in scritti successivi.

Auspichiamo che intorno a queste prime idee di rilancio di Roma si possa coagulare una corrente di opinioni in grado di individuare il nuovo Sindaco di Roma, aiutandolo poi a svolgere il suo complesso compito.

 

Prof. Avv.  Piero Sandulli

* prime considerazioni frutto delle riunioni preparatorie della “costituente delle associazioni”

 

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