BANDO PER LA QUALITA’ DELL’ABITARE – VISIONEROMA

Via al bando per la qualità dell’abitare

 

 

Via al bando per la qualità dell’abitare da 853 milioni di euro, che mira a dare un nuovo volto alle città italiane. Con la pubblicazione del decreto 395-2020 sulla Gazzetta ufficiale, infatti, parte il countdown di 120 giorni per la presentazione dei progetti da parte di Comuni e Regioni.

Legge bilancio 2020: Programma per la qualita’ dell’abitare

Via alle domande da parte di Comuni e Regioni per partecipare al Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare che stanzia 853 milioni di euro per migliorare la vivibilità delle città italiane.

Sulla Gazzetta ufficiale del 16 novembre, infatti, è stato pubblicato il decreto n. 395 del 16 settembre 2020 che regolamenta il Programma e detta le condizioni per accedere ai fondi. Si tratta del segnale di avvio per la presentazione delle domande da parte di Comuni e Regioni per farsi finanziare i progetti di restyling delle città.

Che cos’è il Programma innovativo per la qualità dell’abitare?

Con una dotazione di 853 milioni di euro, il Programma mira a riqualificare e incrementare il patrimonio destinato all’edilizia residenziale sociale, in un’ottica di consumo “zero” del suolo.

Il Programma è stato previsto nella Legge di bilancio 2020 che, con gli oltre 850 milioni, mira anche a rigenerare il tessuto socio-economico, così come a incrementare l’accessibilità, la sicurezza dei luoghi e la rifunzionalizzazione di spazi e immobili pubblici, al fine di contribuire al miglioramento della coesione sociale e della qualità della vita dei cittadini.

A chi vanno i fondi?

Gli 853 milioni di euro sono destinati alle Regioni e ai Comuni con più di 60mila abitanti. Saranno quindi loro i soggetti attuatori degli interventi che verranno selezionati tramite il bando.

Ogni Regione ed ogni Comune potrà presentare al massimo tre proposte progettuali. Quelle che saranno selezionate, potranno ricevere un massimo di 15 milioni di euro ciascuna.

Verrà assicurato il finanziamento di almeno una proposta per ciascuna Regione di appartenenza del soggetto proponente e il 34% delle risorse complessive sarà prioritariamente destinato a interventi collocati nelle regioni del Mezzogiorno.

I contenuti delle proposte di Comuni e Regioni

Le proposte di Comuni e Regioni saranno valutate in base a cinque linee di azione:

  • La riqualificazione e la riorganizzazione del patrimonio destinato all’edilizia residenziale sociale, anche con un suo incremento;
  • La rifunzionalizzazione di aree, spazi e immobili pubblici e privati, anche attraverso la rigenerazione del tessuto urbano e socioeconomico;
  • Il miglioramento dell’accessibilità e della sicurezza dei luoghi urbani e della dotazione di servizi e delle infrastrutture urbano-locali;
  • La rigenerazione di aree e spazi già costruiti, soprattutto ad alta tensione abitativa, incrementando la qualità ambientale e migliorando la resilienza ai cambiamenti climatici anche attraverso l’uso di operazioni di densificazione;
  • L’individuazione e l’utilizzo di modelli e strumenti innovativi di gestione, inclusione sociale e welfare urbano nonché di processi partecipativi, anche finalizzati all’autocostruzione.

La presentazione dei progetti

L’invio delle proposte, sull’apposita piattaforma predisposta dal MIT, avviene in due fasi:

  • Fase 1: in un primo momento i Comuni e le regioni dovranno trasmettere una proposta complessiva preliminare, indicante la strategia nel suo complesso e l’insieme di interventi che saranno attuati per raggiungere le finalità prescritte. Le proposte preliminari saranno esaminate dall’Alta Commissione, l’organo previsto dalla legge di bilancio per la selezione dei progetti da finanziare
  • Fase 2: nelle seconda fase, invece, i Comuni e le Regioni ammessi dovranno inviare la proposta complessiva finale.

Le tempistiche

Con la pubblicazione in GURI del decreto, si avviano i termini per la presentazione delle proposte preliminari che vanno inviate entro 120 giorni. L’obiettivo, pertanto, è quello di avere un parco progetti entro la fine dell’anno, in modo da marciare celermente verso l’apertura dei cantieri.

Per quanto riguarda invece la documentazione della Fase 2, nel decreto si legge che essa “dovrà pervenire entro 240 giorni dalla pubblicazione del decreto di approvazione dell’elenco di ammissione” delle proposte presentate in Fase 1. Dopo essere state ammesse sulla base di elementi preliminari (come la relazione tecnico-illustrativa, la planimetria, il quadro economico e il cronoprogramma finanziario) l’ente proponente deve inviare adesso il successivo livello di progettazione definitivo/ esecutivo. A questo punto la Commissione ha 90 giorni di tempo per verificare ed esprimere il nulla osta. E infine, in altri 60 giorni (dalla ricezione del nulla osta) il MIT pubblicherà il decreto con le proposte  ammesse definitivamente.

Progetti pilota ad alto rendimento: cosa sono e quanto valgono

Il decreto prevede anche una categoria a sé stante di proposte: i progetti pilota ad alto rendimento.

Si tratta di progetti ad alto impatto strategico sul territorio nazionale, per i quali il soggetto proponente dovrà presentare una Proposta complessiva finale (in linea con la Fase 2 prevista per i progetti “normali”) entro 150 giorni dalla pubblicazione del decreto in Gazzetta ufficiale.

“Le proposte possono essere cofinanziate fino a 100 milioni di euro ciascuna, per le annualità dal 2021 al 2027, nei limiti degli stanziamenti”, si legge nel decreto, eventualmente anche grazie alle risorse del Recovery fund. Trattandosi infatti di progetti orientati all’attuazione del Green Deal e della Digital Agenda, il governo punta a dirottare su questi progetti anche parte dei fondi che arriveranno da Bruxelles per affrontare la crisi causata dal Covid.

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