LA CITTA’ DI MICHELANGELO GUZZARDI – RUBRICA AUTOGESTITA

 

 

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RIFLESSIONI DI UN CREDENTE

Le sette opere della misericordia – Caravaggio

E’ mio desiderio, oggi, di condividere una riflessione ispirata  dalla Festa della Divina Misericordia, Festa e riflessione che calzano alla perfezione anche con una visione culturale laica, orientata ad un’ecologia mentale, che ci guida ad un atteggiamento di fiducia profonda in noi stessi e nel nostro prossimo e per chi crede, in quella Misericordia che si concretizza nella consapevolezza di ricevere in abbondanza a nostra volta, nelle inevitabili traversie delle nostre vite, comprensione per i nostri limiti, perdono per i nostri errori, accettazione per il nostro diritto a non omologarci, in misura proporzionata a quanto noi viviamo tutto ciò, con il nostro prossimo.
Perché questa riflessione e perché proprio oggi?
Confesso, da vaccinato con Astra Zeneca, il mio profondo fastidio nel recepire le “notizie apocalittiche” sui complotti collegati alla pandemia ed agli “oscuri progetti stragisti” legati a certi vaccini. Certe notizie non vanno neanche prese in considerazione e trovo assurda ricerca di dietrologie, il sospetto, il benaltrismo, il voler vedere a tutti i costi, negli eventi della storia di questa nostra povera umanità, il “braccio della giustizia divina, pronto a brandire la mannaia della morte per spianare un’umana genia, resasi colpevole di ignobili scelte”.
Tutto ciò è l’antitesi della Volontà di un Dio, come quello Cristiano, che nella consapevolezza della nostra libertà e della nostra estrema fragilità, ci dona strumenti e braccia spalancate per costruire percorsi di “rinascita” e recupero da eventi collegati spesso a scelte scellerate da parte dell’uomo (manipolazioni genetiche, uso scriteriato delle scoperte scientifiche, corsa agli armamenti, economie iperliberiste …) ma anche a processi di evoluzione naturale, che da sempre affliggono la vita sulla Terra.
In tutto ciò, l’atteggiamento con cui affrontiamo l’inevitabile che oggi incombe su di noi, da come lo accogliamo a come ad esso reagiamo, fa la differenza nella ricerca di vie d’uscita che ci preservino non solo dal contagio da virus, ma anche dal deterioramento della nostra salute mentale (tanto messa alla prova in questo momento) e non da ultimo, da come ci rapportiamo con il nostro prossimo.
Lo dico soprattutto a me stesso, ma desidero farne dono a tutti coloro che mi stanno a cuore: cerchiamo di essere sempre misericordiosi con noi stessi, non prendiamoci troppo sul serio, i nostri limiti non sono una condanna, sono il giusto stimolo a cercare di migliorarci!
Solo partendo da una visione benevola di ciò che siamo, legati al principio cristiano dell’ “Ama il prossimo tuo, come te stesso”, potremo esercitare verso il prossimo, senza doverci sforzare, quella Misericordia che renderà migliore questa nostra povera umanità, scacciando una volta per tutte, la tentazione di credere che nel disastro attuale, si debbano cercare vie d’uscita, facendo a gara per rincorrere immagini di morte e distruzione, complotti e nemici, cui vengono attribuiti poteri maleficamente ineluttabili.
Buona Festa della Misericordia 2021

 

Michelangelo Guzzardi


COVID COME LA GUERRA

 

 

La nostra generazione non ha vissuto la Seconda guerra mondiale e vive del ricordo di racconti, a volte epici, delle persone che hanno contato di più nella vita di ognuno di noi. Ad esempio, mio padre Clemente, Ufficiale Effettivo della Regia Aeronautica, si rifiutò di aderire alla Repubblica di Salò ed insieme al fratello Michelangelo, anche egli Ufficiale del Regio Esercito, dovette nascondersi per evitare la deportazione, per poi unirsi all’Esercito di Liberazione. Ricordo i racconti del mio Padre Spirituale, il Gesuita Padre Frediano Carli, che con il fratello Camillo, visse sulle montagne della Garfagnana imprese rocambolesche, durante la ritirata dei Tedeschi, che in quell’area seminarono morte e distruzione.

In tutti questi racconti, comunque aleggiava sempre il sogno e l’attesa della fine della guerra e dell’arrivo degli Alleati Liberatori, nell’immancabile speranza che la Pace potesse prendere presto il posto di quella follia devastante, che fu la Seconda guerra mondiale, provocata ed alimentata dalle irragionevoli dittature che devastarono nel mondo, vite, valori e speranze.

Accade spesso oggi di pensare alla pandemia in atto, come ad una guerra e la prima cosa che mi viene in mente è di provare a paragonare il mio stato d’animo a quello di chi, tra il 1936 ed il 1945, ha subito l’incubo di dittature, bombardamenti, perdite di persone care al fronte, perdita del lavoro, crollo dei sistemi economici, fame, mercato nero, delazione, stupri. Le testimonianze a suo tempo da me raccolte, comunque, sono sempre state ricche di speranza e resilienza, anzi (vorrei dire) di certezza che prima o poi, la Pace sarebbe tornata e la Vita avrebbe ripreso i propri ritmi, all’insegna della civiltà.

Anche io, soggetto a rischio per età e patologie, circondato da Amici e Conoscenti che il covid se lo sono preso, nonostante le tante morti, non voglio cedere alla tentazione della disperazione. Sono credente e sono convinto del fatto che il Signore non mancherà di dare ascolto alle preghiere di chi, credente o meno, ognuno nella sua forma, Gli sta rivolgendo.

Ma, allo stesso tempo non posso fare a meno di immaginare chi possano essere oggi, gli emuli di quei moderni “vandali”, che animati dalla follia delle loro ideologie, nello scorso secolo hanno provocato violenza, morte e sterminio.

Penso all’incoscienza di chi, oggi, per lucrare consenso politico, alimenta il malcontento nelle popolazioni, già abbondantemente provate dalle inevitabili conseguenze economiche, derivanti dalle limitazioni imposte per evitare la diffusione del virus. Tribuni populisti di bassa lega, più orientati al loro interesse di parte ed alla loro personale visibilità, che ad un’uscita rapida ed efficace da questo incubo assurdo.

L’emulazione della trasgressività ostentata da ben individuati politici e vip negazionisti, dopo il primo “lock down”, ha provocato affollamenti di strade, piazze e locali pubblici, ed innescando uno tsunami di nuovi contagi, ha ulteriormente messo in ginocchio il “sistema economico” ed i rapporti sociali, allontanando prospettive e tempi di uscita ragionevoli, da questo incubo.

E seppur speranzoso, non mi consola il fatto di apprendere che prima di Natale, arrivino le prime dosi di vaccino contro il covid19.

Le trasgressioni, gli assembramenti, le risse nei parchi e l’irrazionale pretesa di “aprire tutto”, promossa dai noti “sciacalli”, in questi giorni, mentre i contagi e le morti sono a livelli folli ed in prospettiva delle prossime Festività, la mancanza di senso di responsabilità e (perché no !) di una ferma presa di posizione da parte dello Stato Italiano, nel reprimere e sanzionare con concreta severità, tutto ciò che in base alle norme stabilite, potrà provocare un aggravamento della pandemia nel nostro Paese, sono oggi l’equivalente di quelle marmaglie nazifasciste, che percepita la disfatta ed in fuga dall’Italia tra il 1943 ed il 1945, alle Fosse Ardeatine, a Palidoro, a Fiesole, alle Bocche di Magra ed in tanti altri luoghi di morte, hanno fatto scempio di tante eroiche, spesso inconsapevoli ma sempre innocenti vite umane.

Tanti poveri Anziani nelle Case di Riposo, tanti Nonni e Genitori portati via dalle loro abitazioni con Ambulanze in biocontenimento (spesso sotto lo sguardo terrorizzato di figli e nipoti), Medici, Infermieri e Volontari dediti ai contagiati, tanti che contagiati senza essersela cercata, muoiono in solitudine e non possono essere dignitosamente salutati. Tutti questi, sono oggi Vittime e Martiri dell’irragionevole ed omicida incoscienza di chi oggi nega, sottovaluta e strumentalizza la pandemia da covid19 e di chi non attua interventi di risolutivo contenimento dei contagi!

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