APPUNTI DI VIAGGIO N1 – CHIOSTRO DELLA CONFRATERNITA DI SAN GIOVANNI BATTISTA DEI GENOVESI

APPUNTI DI VIAGGIO N.1

 

Iniziamo una nuova rubrica  che nasce dall’amore per la nostra città, tanto bistrattata ma tanto bella. Ci mettiamo  nei panni di un viaggiatore o meglio di un osservatore curioso  ed  è rivolta sia a coloro  che ci leggono da fuori Roma ma anche ai romani.

Ci si mette in viaggio per andare a conoscere luoghi, abitudini, costumi, ci si muove con curiosità per trovare qualcosa di nuovo, di affascinante, ma anche per vedere i luoghi della vita e del divertimento e a volte si incontra anche  la sofferenza.

Roma offre tutto questo.

Offre straordinarie  bellezze, luoghi e fascini insoliti ed  una letteratura vasta che ne parla però vorrei segnalare anche  alcuni luoghi che hanno una loro storia ed un loro fascino e sono per lo più sconosciuti.

Offre anche un grande campionario della vita comune con tutto quello che comporta.

Cominciamo oggi con un luogo che penso non molti abbiano visitato o addirittura ne siano a conoscenza.

Questi viaggi saranno fatti da me e da Francesco Narcisi accompagnato sempre dalla sua macchina fotografica e dalla sua sensibilità estetica ed umana.

Gabriele Gandelli

 

CHIOSTRO DELLA CONFRATERNITA DI SAN GIOVANNI BATTISTA DEI GENOVESI

 

Il Chiostro della Confraternita di San Giovanni Battista dei Genovesi; si trova all’interno dell’omonima chiesa in via Anicia a Trastevere.

La costruzione del tempio terminò nel 1492, dopo undici anni dall’inizio della costruzione, per opera di un ricco genovese di nome Meliaduce Cicala, tesoriere della Camera Apostolica, il quale fece aggiungere successivamente un ospedale per i marinari genovesi che approdavano al porto di Ripa Grande. Nel 1533 fu istituita la Confraternita di san Giovanni dei Genovesi che amministrò la chiesa e l’ospedale, il quale continuò a funzionare fino a metà del XVIII secolo. La chiesa fu rifatta nel 1737 con la realizzazione della facciata e con l’aggiunta dell’abside, nella metà dell’ottocento l’edificio poi subì ulteriori e importanti restauri con una nuova facciata e modifiche interne.

La chiesa come gran parte delle chiese di Roma merita di essere visitata, ma va assolutamente visto lo splendido e suggestivo Chiostro di Baccio Pontelli (secondo il Vasari), architetto vissuto nel 1400, che vorremmo ricordare per opere a noi vicine, come Ponte Sisto (secondo il Vasari) la Rocca di Ostia, ma anche il progetto della Cappella Sistina poi completato da Giovannino De’ Dolci, oltre alla Rocca di Civitavecchia, di cui però non c’è assoluta certezza.

Entrando nella chiesa bisogna raggiungere la sagrestia e da una porta laterale si trova lo splendido Chiostro di Baccio Pontelli, uno dei più belli a Roma, risale alla seconda metà del secolo XV.

Riprendiamo quanto descritto dalla Confraternita nel loro sito, che se decidete di visitare il luogo consigliamo di leggere, troverete le notizie storiche, e una descrizione della chiesa e delle sue trasformazioni.

“Il Chiostro è a doppio ordine di colonne ottagone in travertino, ad archi nel primo ordine, architravate nel secondo.

Sulla quinta colonna a destra dell’ingresso è graffita un’epigrafe che ricorda una palma piantata nel Chiostro nel 1588 dal savonese P.A. Lanza, la prima palma piantata a Roma; una seconda scritta su un’altra colonna (nell’angolo del Chiostro verso l’ingresso della strada) ricorda la demolizione, avvenuta nel 1785, del controrecinto che come in quello di San Giovanni Decollato, fungeva da Camposanto.

 

 

Nel Chiostro sono disseminati alcuni elementi architettonici provenienti dalla chiesa antica: quattro capitelli della prima metà del sec. XVII; due fiamme in travertino del sec. XVII e due mensoloni del sec. XVIII che stavano probabilmente sulla facciata primitiva; una colonnina tortile medioevale, un frammento di balaustra, un grosso stemma della famiglia Piccaluga, .”

 


Il cortile, anticamente lastricato per le operazioni di movimentazione dell’Ospedale, nel XVIII secolo fu trasformato in un bellissimo silenzioso giardino, con alberi di melangoli (aranci amari), siepi di mirto, piante di acanto, al centro del quale c’è un pozzo in pietra, della fine del sec. XV, fiancheggiato da due colonne ioniche sostenenti una trabeazione alla quale è attaccata la carrucola.

 

Immergetevi nel silenzio del Chiostro e buona visita.

 

 

Alcune informazioni utili per visitarlo:

Si trova in via Anicia 12

Telefono: 065812416

Sito web: http://www.confraternita-sgbg.it/

Email: confraternita.sgbg@virgilio.it

 

Aperto martedì e giovedì ore 14.00-16.00 (ora solare); ore 15.00-18.00 (ora legale)

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