GALLERIA DEI PROTAGONISTI – ARCHITETTURA A ROMA VISIONEROMA CON FRANCO PURINI VIDEOREGISTRAZIONE

GALLERIA DEI PROTAGONISTI  ARCHITETTURA

VISIONEROMA CON IL

PROF. ARCH. FRANCO PURINI

VIDEOREGISTRAZIONE

 

 

 


 

 

Prof. Arch. Franco Purini

Si laurea in Architettura a Roma con L. Quaroni nel 1971. Allievo di M. Sacripanti, collabora con G. Pollini e V. Gregotti. Architetto e teorico dell’architettura.

Ha insegnato a Reggio Calabria, Ascoli Piceno, Milano e Venezia. Tra i riconoscimenti: Premio Internazionale “Controcampo Culturale” nel 1980, il “Leone di Pietra” alla Biennale di Venezia del 1985, il “Premio Nazionale Inarch” nel 1991, il Premio “Grotta di Tiberio” nel 2003, il Premio “Sebetia Ter” nel 2008. Alla progettazione affianca da sempre una ricerca sul rapporto tra architettura e rappresentazione. Nel 1966 fonda con Laura Thermes lo Studio Purini-Thermes progettando e realizzando numerose opere, tra cui: La Casa del Farmacista (1980), il Sistema delle Piazze (1982) e la Casa Pirrello (1990) a Gibellina; un isolato residenziale a Marianella, Napoli (1983); la Cappella di Sant’Antonio da Padova a Poggioreale (1993); il restauro delle Scuderie Medicee di Poggio a Caiano (2001); un edificio per uffici a Ravenna (2005); il grattacielo “Raffaello” a Shanghai (2005), il centro parrocchiale di San Giovanni Battista a Lecce (2006); l’Europarco Castellaccio a Roma (2008).  Tra le architetture “effimere”: il Teatrino scientifico per l’Estate Romana (1979); la facciata per la “Strada Novissima” per la Biennale di Venezia (1980); la porta di ingresso alla Triennale di Milano del 1996 in occasione della mostra “Identità e differenze”, di cui è stato curatore. Nel 2006 gli è stato affidato il Nuovo Padiglione Italiano alla X Biennale di Architettura di Venezia. I suoi disegni sono conservati presso collezioni pubbliche e private, tra cui: il Centre Pompidou, il Museo di Architettura di Francoforte, l’Archivio Progetti dello IUAV, il Museo di belle Arti di Buenos Aires.  Il suo lavoro è oggetto di numerose mostre in Italia e all’estero tra le quali: “Architetture incisive – Incisioni di Architettura”, a cura di Francesco Moschini, alla A.A.M.  Architettura Arte Moderna (Roma, 1982); “Franco Purini e Laura Thermes. Progetti e disegni 1983-1984”, AssociacIon Becarios de Arquitectura y Urbanismo, Centre de Arte y comunicacIon (Buenos Aires,1984); “Lo spazio sacro nella modernità” nella Basilica Palladiana (Vicenza, 2000); “Disegni di Architettura dal Dopoguerra ad oggi, dalla collezione di Francesco Moschini A.A.M. Architettura Arte Moderna” alle Scuderie Medicee di Poggio a Caiano (2002) con omonimo catalogo edizioni Centro D; “Incontri” alla Galleria Borghese (Roma, 2002).

È membro dell’Accademia Nazionale di San Luca dal 1989  e Accademico ordinario dell’Accademia delle Arti e del Disegno di Firenze.

E’ Professore emerito di Composizione Architettonica e Urbana presso l’Università della Sapienza di Roma.

I suoi progetti sono densi di linee, rimandi, campiture, e le sue strutture riecheggiano di razionalismo e tradizione classica, con chiare citazioni di Maurizio Sacripanti e Giovan Battista Piranesi, che rimandano a suggestioni di carattere metafisico

A giugno 2019 all’Università IUAV di Venezia si è tenuta la mostra L’invenzione di un linguaggio. Franco Purini e il tema dell’origine, 1964-1976, a cura di Roberta Albiero e Laura Thermes, con la collaborazione di Teresa Ianni. La mostra, attraverso progetti e disegni di Franco Purini degli anni Sessanta e Settanta – momento storico di transizione e rifondazione della disciplina architettonica – ha illustrato la “costruzione” di un linguaggio architettonico nella ricerca dell’architetto romano.

Proprio il disegno è infatti per Purini, che dal 1966 svolge attività professionale con Laura Thermes, il “luogo privilegiato, nonché primario, del pensiero architettonico“. Sul tema continua: “Credo (…) che l’idea architettonica si riveli in esso nella sua pienezza. Anche se esistono altre modalità di concepire un’architettura, l’immaginazione, che si rende comunicabile con l’esercizio grafico, è il vero momento nativo, del comporre-progettare. Disegnare è esplorare uno spazio concettuale”.

Sulla creazione del proprio linguaggio Purini prosegue: “L’invenzione di un linguaggio è avvenuta nella mia ricerca in un clima nel quale lo strutturalismo si affiancava al concettualismo, mentre l’idealismo si confrontava con il pensiero marxista anche attraverso la distinzione, per me ingannevole e forse impropria, tra struttura e sovrastruttura. Nello stesso momento erano presenti e fortemente operanti anche la fenomenologia, la semiologia e il nascente sistema dei mass-media, la sociologia. Il tutto dava vita a un mosaico, a volte indecifrabile, di prospettive culturali. Commentata da Manfredo Tafuri nel 1969, nel numero 5 di Palatino, una rivista del Comune di Roma, questa ipotesi di linguaggio è ancora oggi alla base del mio lavoro.

 

 

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