ROMA SI MERITA UN DRAGHI?- Gianluca Santilli

Roma si merita un Draghi?

 

 

In pochissimi giorni il tornado Draghi ha cambiato tutto, generando la solita, affannata, salita sul carro dell’ex Presidente della BCE, condita dalle giravolte alle quali la politica ci ha tristemente abituato.

Diciamolo: è Draghimania.

Il cambiamento, tanto improvviso quanto inaspettato, anche se ora tutti affermano “io l’avevo detto”, se si consoliderà sarà radicale e spazzerà via quel populismo de noantri che al grido dell’uno vale uno, ha definitivamente sgangherato una politica già irreversibilmente degradata.

L’inno alla competenza, la riscoperta del curriculum, la voglia di autorevolezza, sono senz’altro sintomi positivi anche se, nel suo acuto “L’ingranaggio del potere” Lorenzo Castellani disegna con precisione i limiti e i rischi della democrazia della competenza, che ha eroso gli spazi e le responsabilità della politica.

È quella che in una parola Castellani definisce «Tecno-democrazia» generata dalla sbornia di incompetenza che ci ha reso assetati di efficienza e razionalità.

La tecno-democrazia è frutto di una crisi di sistema. Della crisi del politico, della capacità di gestire i conflitti interni della società attraverso le istituzioni rappresentative.

Ma la tecno-democrazia è anche una democrazia sotto tutela, custodita dai tecnici, legittimati dalla competenza ma non dalle elezioni.
Si rischia quindi di rompere l’equilibrio tra il principio democratico e il principio di competenza.
La conclusione di Castellani, è che «gli esperti hanno la tentazione di pensare che il mondo sia pieno di problemi a cui loro devono trovare soluzioni. Ma il mondo non è pieno di problemi, è pieno di persone. E questo non è un problema, ma una condizione».

Questa premessa a mio avviso è utile perchè la prima verifica sull’apprezzamento o meno di questo cambiamento la avremo in occasione delle elezioni comunali che, salvo rinvii, si terranno nella prossima primavera e riguarderanno soprattutto Roma ed il suo nuovo Sindaco.

Le elezioni di Roma avranno una duplice rilevanza perché non riguarderanno solo la più grande città italiana ma anche la Capitale del nostro Paese, il cui ruolo dovrà essere finalmente definito.

Roma dovrebbe diventare quello che Parigi e Londra sono rispettivamente per la Francia ed il Regno Unito. Città che beneficiano di uno status particolare, che sono destinatarie di finanziamenti ad hoc, la cui gestione è affidata a sindaci che sono spesso leader politici che, come ad esempio nel caso di Jacques Chirac e Boris Johnson, sono poi diventati Presidente il primo e Primo Ministro il secondo.

Se al Governo il prossimo Sindaco di Roma troverà Draghi, dovrà avere capacità ed autorevolezza adeguate per poter chiedere il supporto e l’attenzione che Roma merita.

La prossima squadra che gestirà Roma non avrà quindi alternative ad essere di alto profilo se si vorrà finalmente avere una Capitale degna di tale nome.

Visione, capacità, ambizione, coraggio ed equilibrio tra democrazia e competenza saranno requisiti essenziali perché, non dimentichiamolo mai, Roma ha tutte ma proprio tutte le potenzialità per diventare una grande Capitale, in grado di guidare le nuove generazioni verso quel Rinascimento permeato di sostenibilità, qualità della vita, crescita e sviluppo.

E quindi sì, Roma si merita un Draghi, come si merita di essere considerata alla pari con Parigi, Londra e New York.

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