Sostenibilità: è moda o conversione consapevole? – Gianluca Santilli

Sostenibilità: è moda o conversione consapevole?

di Gianluca Santilli

Il Lazio vuole assurgere a volano e laboratorio della sostenibilità che sarà.

Il vice presidente della giunta regionale del Lazio, Daniele Leodori dichiara al Corriere che ci sono 21 progetti pronti e che si attende solo la manna del Next Generation EU per realizzarli.

Fino a neanche un anno fa, di sostenibilità e transizione ecologica non si sentiva praticamente parlare mentre ora, come per incanto, questi temi sono diventati un mantra della politica, anche a livello locale.

“Resilienza”, termine talmente inflazionato da essere diventato odioso, è presente in ogni discorso e dichiarazione.

Ma, come suol dirsi, un dubbio sorge spontaneo: è una moda o davvero, in pochi mesi, chi governa a livello centrale e locale si è convertito sulla via tracciata dalla piccola Greta Thunberg?

E come mai interventi ai quali tanti Paesi da anni stanno lavorando, da noi solo ora sono diventati fondamentali?

E si realizzeranno solo se li finanzierà il Next Generation EU o si farà comunque in modo che vengano realizzati, come la logica vorrebbe visto che li si ritiene, appunto, fondamentali?

La sostenibilità, che deve essere la piattaforma grazie alla quale realizzare la rigenerazione urbana e dei territori, è un asse portante del nostro prossimo futuro.

Non è tanto Greta ad affermarlo, quanto i grandi gruppi finanziari e le grandi corporation che hanno determinato questa scelta, rendendola irreversibile.

Basti pensare che negli USA un terzo degli asset finanziari, pari ad oltre 5 trilioni di dollari, sono dedicati alla finanza sostenibile e che questo trend è cresciuto di 25 volte dal 1995, quando si inizio a parlare di sostenibilità.

Non si sa se c’è questa consapevolezza nella nostra classe politica e tra i nostri amministratori locali ma c’è di sicuro in Mario Draghi e nei Ministri chiave del suo Governo, che ben conoscono questi indirizzi globali.

Ci si augura quindi che i 21 progetti che il Lazio vuole realizzare siano stati strutturati con le necessarie competenze e con la visione corretta e soprattutto che si faccia in modo di favorire una consapevolezza ed un cambio di cultura necessari per la loro realizzazione.

Sentire parlare solo ora di smart cities, economia circolare ed investimenti nell’economia green può oggettivamente generare dubbi, visto che finora a questi temi non si è dato alcun serio riscontro. Ma è assai positivo che se ne parli finalmente e si vuole pensare che lo si faccia con convinzione.

Ciò favorirebbe anche quel partenariato pubblico/privato evocato sempre da Draghi nel suo discorso programmatico fatto il 17 febbraio scorso al Senato, che favorirebbe l’apporto da parte dei privati non solo e non tanto di finanza quanto di competenza, efficienza ed innovazione, indispensabili per la realizzazione dei progetti.

Articolo del Corriere

https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/21_febbraio_22/roma-leodori-rilancio-green-21-progetti-sostenibili-il-futuro-lazio-479b4894-7484-11eb-88fd-12da203c2b8b.shtml

 

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