APPUNTI DI VIAGGIO N.2 IL MUSEO DELLE ANIME DEL PURGATORIO – GABRIELE GANDELLI FABRIZIO NARCISI

IL MUSEO DELLE ANIME DEL PURGATORIO

A CURA DI GABRIELE GANDELLI ,  FOTO DI FABRIZIO NARCISI

 

Se vi trovate a passare nei pressi dell’Ara Pacis, magari avete una mezz’ora di tempo, allora concedetevi una visita in un piccolissimo museo che si trova a 200 metri di distanza, attraversate il Tevere passando per Ponte Cavour girate a sinistra e fermatevi in Lungotevere Prati al n. 12, troverete la Chiesa del Sacro Cuore del Suffragio ufficialmente del Sacro Cuore di Gesù, il piccolo Duomo di Milano come lo chiamano ironicamente i romani di Prati.

 

La chiesa in stile neogotico fu terminata nel 1917, e guardando la facciata dal lato opposto della strada capirete il perché del nomignolo Piccolo Duomo.

L’apparato decorativo del prospetto si compone di elementi architettonici di derivazione gotica e di diciannove statue di santi, queste sono dislocate in più punti, entro delle nicchie sopra gli spioventi della navata centrale.

L’interno della chiesa è a tre navate di sei campate ciascuna, coperte con volta a crociera e separate da archi a sesto acuto poggianti su pilastri polistili con capitelli scolpiti; il pavimento presenta inserti in marmo rosso di Verona. La luce dall’esterno proviene oltre che dalle tre finestre della facciata, anche attraverso diciotto bifore con vetrate policrome.

 

Dopo aver visitato la chiesa, entrate nella porta che dà sulla sesta campata della navata di destra accedete nella sagrestia subito a destra entrate in una piccolissima stanza e lì troverete il Museo delle Anime del Purgatorio.

 

Il museo delle anime del Purgatorio è un’esposizione di documenti e testimonianze che proverebbero l’esistenza del Purgatorio. Troverete su un tavolo un foglio la descrizione dei cimeli più importanti.

Queste sono le foto che rappresentano i cimeli.

 

 

Nel proseguo daremo una spiegazione dei vari reperti aiutandoci, oltre che con foto fatte sul posto dai viaggiatori di Visioneroma, anche con delle immagini ingrandite trovate su google.

 

 

La prima immagine che ci colpisce è la riproduzione fotografica dell’Altare della Madonna del Rosario che si trovava in una Cappella esistente prima dell’anno 1900, tra l’attuale Chiesa e la Casa religiosa. E’ visibile l’immagine rimasta sulla parete dopo il piccolo incendio, avvenuto il 15 novembre 1897. (Foto3)

 

Nel reperto 2 si vede l’impronta di tre dita lasciata la domenica 5 marzo 1871 sul libro di devozione di Maria Zaganti della Parrocchia di S. Andrea del Poggio Berni (Rimini), dalla defunta Palmira Rastelli, sorella del Parroco, morta il 28 dicembre 1870, la quale chiedeva per mezzo dell’amica al fratello, don Sante Rastelli, l’applicazione di sante Messe. ( Foto 4)

Il reperto 3 è relativo all’apparizione, nel 1875, di Luisa Le Sénèchal, nata a Chanvrières, morta il 7 maggio 1873, a suo marito Luigi Le Sénèchal, nella loro casa di Ducey (Manche-Francia), per chiedergli preghiere e lasciandogli come segno l’impronta di cinque dita sul berretto da notte. Secondo il racconto autenticato dell’apparizione, la bruciatura sul berretto fu fatta dalla defunta Le Sénèchal perché il marito documentasse con segno visibile, alla figlia, la richiesta di celebrazione di sante Messe. ( Foto5)

 

Il reperto 4 è il fac-simile fotografico (l’originale si conserva a Winnemberg) di un’impronta di fuoco, lasciata il sabato 13 ottobre 1696 sul grembiule di suor Maria Herendorps, religiosa conversa del monastero benedettino di Winnemberg presso Warendorf (Westfalia), dalla mano della defunta suor Chiara Schoelers, religiosa consta del medesimo Ordine, morta di peste nel 1637. Nel basso della fotografia c’è un’impronta bruciata di due mani, lasciata dalla stessa suora sopra una striscia di tela. (Foto 6)

 

Il reperto 5 è una fotografia di un’impronta lasciata dalla defunta signora Leleux sulla manica della camicia di suo figlio Giuseppe nella sua apparizione, la notte del 21 giugno 1789, a Wodecq (Belgio). Secondo il racconto del figlio la madre era morta da 27 anni, quando gli apparve la notte del 21 giugno 1789, dopo che per undici notti di seguito egli aveva inteso rumori che l’avevano spaventato e reso quasi malato. La madre gli ricordava obblighi di sante Messe, come legato paterno e gli rimproverava la vita dissipata. pregandolo di cambiare condotta e di lavorare per la Chiesa. Quindi gli pose la mano sulla camicia, lasciandovì un’impronta visibilissima. Giuseppe Leleux si ravvide e fondò una Congregazione. Morì in concetto di santità il 19 aprile 1825. (Foto 7)

Il reperto 6 mostra un’impronta di fuoco, lasciata da un dito della pia suor Maria di san Luigi Gonzaga, apparsa a suor Margherita del Sacro Cuore, tra il 5 e il 6 giugno 1894. La relazione del fatto, conservata nel monastero di santa Chiara del Bambino Gesù a Bastia (Perugia) racconta come la suddetta suor Maria di san Luigi Gonzaga, soffrendo da due anni dì tisi con forti febbri, tosse, asma ed emottisi fosse presa da scoraggiamento e quindi dal desiderio di morire subito per non più soffrire. Essendo però molto religiosa, all’esortazione della Madre Superiora, si rimise con calma alla volontà di Dio. Alcuni giorni dopo, la mattina del 5 giugno 1894. santamente spirò. Apparve nella notte tra il 5 e il 6 giugno, vestita da Clarissa, circondata da ombre, ma riconoscibile. A suor Margherita, meravigliata, rispose che era in Purgatorio, per espiare il suo moto di impazienza di fronte alla volontà di Dio. Chiese preghiere di suffragio e per attestare la realtà della sua apparizione, posò l’indice sulla fodera del cuscino e promise di tornare. Riapparve quindi alla medesima suora tra il 20 e il 25 giugno, per ringraziare e per dare avvisi spirituali alla Comunità, prima di volarsene in cielo.
(Foto 8)

I reperti 7/a 7/b 7/d sono rispettivamente: Impronta lasciata su una tavoletta di legno, sul panno della manica della tonaca e sulla tela della camicia della venerabile Madre Isabella Fornari, Badessa delle Clarisse del Monastero di san Francesco a Todi, dalle mani del defunto P. Panzini, abate Olivetano di Mantova, il 1° novembre 1731. Sono quattro impronte: una della mano sinistra su una tavoletta di cui si serviva la venerabile Badessa per il suo lavoro (è molto ben visibile con un segno di croce impresso profondamente nel legno) (7a). La seconda della stessa mano sinistra, su un foglio di carta. Un’altra impronta della mano destra sulla manica della tonaca (7b). La quarta è la medesima impressione che, oltrepassando la tonaca, ha bruciato la tela della camicia della suora, macchiata di sangue. La relazione del fatto è data dal P. Isidoro Gazala del SS.mo Crocefisso, confessore della Venerabile, alla quale ordinò per obbedienza di tagliare i pezzi della tonaca, della camicia e della tavoletta, perché fossero consegnati e quindi conservati.

 

 

 

Il reperto 8 è relativo ad un’impronta lasciata sopra un libro da Margherita Demmerlé, della parrocchia di Ellinghen (Diocesi di Metz), della suocera apparsale 30 anni dopo la morte (1785-1815). La defunta appariva nel costume del paese come pellegrina; scendeva dalla scala del granaio, gemendo e guardando con tristezza la nuora, quasi a chiederle qualche cosa. Margherita Demmerlé, consigliata dal Parroco, in una successiva apparizione, le rivolse la parola ed ebbe questa risposta: “Sono tua suocera, morta di parto 30 anni fa. Va’ in pellegrinaggio al Santuario di Nostra Signora di Mariental e qui fa’ celebrare due sante Messe per me”. Dopo il pellegrinaggio l’apparizione si mostrò di nuovo per annunciare a Margherita la sua liberazione dal Purgatorio. Alla nuora che, dietro consiglio del parroco, domanda un segno, lascia, posando la mano sul libro L’Imitazione di Cristo il segno della bruciatura. In seguito non compare più. (Foto 12)

Il reperto n9 è un’impronta di fuoco che lasciò il defunto Giuseppe Schitz, toccando con l’estremità delle cinque dita della mano destra, un libro di preghiere in lingua tedesca, di suo fratello Giorgio, il 21 dicembre 1838, a Scarralbe (Lorena). Il defunto chiedeva preghiere di suffragio per riparare la sua poca pietà in vita. (Foto 13)

Fotocopia di una banconota da £ 10. Tra il 18 agosto e il 9 novembre 1919, ne furono complessivamente lasciate 30, presso il Monastero di san Leonardo di Montefalco, da un sacerdote defunto, che chiedeva applicazioni di sante Messe. (L’originale di questo biglietto di Banca è stato restituito al Monastero di san Leonardo, dove è conservato).

 

Il nostro itinerario nel mistero del Purgatorio è terminato, Vi invitiamo a fare questa breve visita, o per fede o solo per curiosità, ma qualche interrogativo nella vostra mente sicuramente si affaccerà. Buon viaggio.

 

 

 

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