LA STORIA INFINITA DEL CENTRO CARNI DI ROMA – GIANFRANCO PICCIONI

LA STORIA INFINITA DEL CENTRO CARNI DI ROMA

DI GIANFRANCO PICCIONI

(Al termine dell’articolo sono disponibili gli atti conclusivi, appena pervenuti, della cabina di regia dell’amministrazione comunale)

La vicenda del  Centro Carni ha il difetto della complessità poiché, dopo dodici anni di tentativi abortiti, non si è ancora usciti dalla confusione causata da singolari deliberazioni dell’Assemblea Capitolina degli anni 2009/10.

Le vicende del COVID hanno dimostrato che strutture annonarie di natura pubblico privata come il centro agro alimentare e similari svolgono ancora oggi importanti funzioni d’interesse generale.

Prima di entrare nella storica confusione, è opportuno ricordare le dichiarazioni di uno degli ultimi amministratori dell’Ama.

Il 3 agosto 2019 il Sole 24 ore presenta un articolo dal titolo: “Ama presenta il bilancio: 130 milioni di perdite. L’Ama presenta il bilancio: 130 milioni di perdite Ama, l’azienda di igiene urbana al 100% del Campidoglio, è pronta a ripresentare il bilancio 2017. La neo presidente avv. Luisa Melara (è stata nominata il precedente 7 giugno) porterà in consiglio d’amministrazione il 7 agosto il nuovo documento contabile, l’avv. Melara spiega così i motivi del rosso: «La perdita per la maggior parte è stata determinata dalla svalutazione del Centro Carni», il complesso edilizio conferito ad Ama nel 2009 da parte del Comune per risanare l’azienda. «L’esperto indipendente – prosegue – ha svalutato improvvisamente questo fondo per circa 103 milioni, a seguito del mancato processo di valorizzazione. Noi non abbiamo potuto far altro che prenderne atto. I bilanci varati dal nuovo cda fanno chiarezza rispetto a partite del passato su cui è importante fissare un punto zero per far ripartire l’azienda»”

Cosa ha portato a questa situazione?
Il servizio di macellazione e del mercato della carne, si trasferirono a viale Palmiro Togliatti 1280, da Testaccio, nel 1975. Attività svolte dal 1975 fino ad oggi.
Con la deliberazione CC n. 313 del 12 dicembre 2005 si avvia il procedimento, con gli indirizzi
programmatici ex art. 42 D.Lgs. n. 267/2000, per la trasformazione e riqualificazione dei complesso edilizio del “Centro Carni“, del Municipio VII (ora V municipio) e la delocalizzazione del Centro Ingrosso Carni presso il Centro Agroalimentare Romano, per la riduzione del debito comunale.si individuavano, sommariamente, due procedimenti separati e convergenti:
a. Procedimento Urbanistico
1. schema di assetto
2. progetto e variante
3. gara per la individuazione del soggetto privato, che a fronte della realizzazione
del complesso urbanistico versa il prezzo di aggiudicazione a Roma Capitale.
Con lo Schema di Assetto Preliminare di Iniziativa Pubblica, deliberazione G.C.
397 del 16 dicembre 2009, in cui è stata prevista la realizzazione della
Centralità Metropolitana “Collatina, approvato in esecuzione della CC
313/2005”.

b. Procedimento di delocalizzazione dei Servizi Pubblici

1. realizzazione presso CAR del nuovo Centro Carni
2. trasferimento delle funzioni
3. sdemanializzazione
4. bonifica e consegna del compendio immobiliare al vincitore della gara
per la realizzazione di una nuova “Centralità Metropolitana.

Nel 2009 sulla spinta del peggioramento delle condizioni finanziarie delle società partecipate, con
delibera n.85/2009 viene proposto il “conferimento ad Ama Spa del complesso edilizio denominato
“Centro Carni” e relative pertinenze, ai fini del successivo aumento di capitale sociale di Ama Spa. Con la deliberazione CC n. 81/2010 si è sostituito, con parziali modifiche, il precedente testo, in esecuzione della sentenza del TAR n. 14109 del 13 maggio 2010 che accoglieva il ricorso degli operatori del Centro Carni, riconoscendo la sospensiva. La perizia del Tribunale di Roma, in esecuzione della delibera CC 81/2010, ha stimato il valore del compendio immobiliare in circa 171 milioni di euro, di cui circa 116 hanno costituito l’incremento del capitale sociale dell’Ama.

Con la deliberazione di Assemblea Capitolina n.30 del 4 luglio 2014 è stato autorizzato il passaggio da AMA alla Società di Gestione del Risparmio BNL Real Estate (Fondo Sviluppo) dell’intero compendio immobiliare e previa sottoscrizione del contratto di affitto, firmato il 20 ottobre 2014, già previsto dalla deliberazione CC 81/2010. Nel 2016 il conferimento si è attestato a 137 mln, ma ad agosto 2019 il consiglio di amministrazione Ama approvando il progetto di bilancio anno 2017 ha ridotto la valutazione a circa 31 mln, il valore mobiliare del compendio e il successivo consiglio di amministrazione Ama con la successiva proposta di bilancio AMA 2017 aveva attestato a 107 mln il valore mobiliare del bene.
Il tentativo di risolvere i nodi causati dalla Giunta Alemanno, hanno avuto conferma dal fallimento dalla Cabina di Regia istituita dalla Giunta Raggi a dicembre del 2017 che non ha mai concluso i sui lavori con una proposta di un progetto chiaro ed eseguibile. (In data 18 Marzo 2021 la Cabina di Regia ha ora inviato la sua relazione conclusiva vedi allegato  a fine articolo).
Il bene Centro Carni è demaniale, destinazione di PRG ex M1 Servizi Pubblici Urbani, vi sono occupati circa 1.200 lavoratori, movimenta oltre 30 milioni di chili di carne l’anno, macella (unico Macello dell’area metropolitana) poco meno di centomila capi provenienti prevalentemente dall’agro romano. Servizi Pubblici comunque necessari.
Il conferimento ad AMA nel 2010, anticipando i tempi previsti, ha prodotto il paradosso attuale.
La soluzione è cancellare la deliberazione 81/2010, rifinanziando il capitale AMA.
L’Ama deve chiarire la sua posizione finanziaria senza artifici contabili ,separando il Centro Carni, che potrà trovare un piano industriale che garantisca l’occupazione e gli equilibri finanziari dovuti.
Garantendo, inoltre, la memoria e la storia di Testaccio ancora viva e vitale nella attuale struttura..

Gianfranco Piccioni

 

Atti conclusivi Cabina di Regia. (Clikkare per scaricare documento in formato PDF)

INTEGRAZIONE ALL’ARTICOLO SU CENTRO CARNI DOPO EMISSIONE CONCLUSIONI CABINA DI REGIA

 

INTEGRAZIONE ALL’ARTICOLO SU CENTRO CARNI DOPO EMISSIONE CONCLUSIONI CABINA DI REGIA

La cabina di regia ha concluso i lavori sul Centro carni dopo 40 mesi dalla costituzione e 9 riunioni In cui si sono auditi operatori, tecnici ,l’AMA e la BNP PARIBASS. Il documento molto ricco di 19 pagine è firmato dall’assessore Gianni Lemmetti.

Il documento ha una lunga premessa sulle disavventure finanziarie dal 2003 al 2018 della società Partecipata AMA. In particolare il periodo 2009/2015, per ilconferimento patrimoniale del Centro carni all’AMA, è stato valutato negativamente. La cabina di regia afferma quindi che il centro carni manteneva le caratteristiche di “bene pubblico” quindi demaniale.

Viene rilevata, nelle procedure seguite, il non rispetto della normativa inerente l’evidenza pubblica, e quindi lea ttività svolte, sul conferimento patrimoniale, da AMA SPA potrebbero essere considerate elusive di tali norme.  (!) La cabina di regia aggiunge che tali operazioni, eseguite all’interno del piano di ristrutturazione del debito, si configurano come una serie di operazioni che, stante la crisi latente della Società mai rilevata né dagli organi amministrativi né dagli organi di controllo, avvitava ancora di più l’azienda nella spirale dell’indebitamento.

Si riporta inoltre che in data 10 giugno 2020 è stato presentato per la prima volta da AMA e BNP PARIBASS, lo studio di fattibilità per la valorizzazione del Centro carni.  In realtà vengono presentati due progetti:

il primo sostanzialmente identico al piano di assetto preliminare del 2009, che viene valutato subito come inattuabile

il secondo progetto prevede un hub logistico di mobilità intelligente (un sistema di mobilità intelligente) per la distribuzione in ambito urbano con i mezzi elettrici che lascia comunque gli operatori preesistenti  integrato da un hub energetico fotovoltaico e un hub di riciclo.

Questo secondo progetto viene valutato coerente e meritorio di sviluppo riqualificando il complesso. Aumenta la redditività ed è soprattutto fattibile a livello urbanistico con un piano particolareggiato attuativo in variante ai sensi dell’art. 4  della legge regionale  36 del 1987 . La valorizzazione così prevista si dovrebbe aggirare nei 7 anni tra i 44 milioni di euro fino ai 129 milioni dello scenario dei più favorevole.  Viene inserito del bilancio di previsione del 2021 /2023 lo stanziamento dei fondi necessari alla riacquisizione del complesso immobiliare del centro carni al valore di perizia aggiornato ( 23,65 milioni di euro).

I fondi per lo sviluppo del Centro carni sono  stati previsti nella memoria di giunta n. 48 del 28 agosto 2020 che ha approvato il Piano di Sviluppo Resiliente e Sostenibile di Roma Capitale indicando una richiesta di Finanziamento di euro 300 milioni per la realizzazione del progetto entro 7 anni.

Noi non siamo riusciti a trovare traccia di questa voce nei bilanci, sarà utile che si chiarisca in quale partita di bilancio siano previsti.

I lavori della cabina di regia risultano conclusi, ma lasciano una serie di atti da dover sviluppare, che stante il periodo preelettorale , potranno essere sviluppati solo dal  prossimo Sindaco.

Gianfranco Piccioni


Riteniamo utile pubblicare l’articolo di Sergio Scalia uscito su “Abitare a Roma” il 22 Marzo 2021

Centro Carni. Importanti risultati, ma ancora molte incognite

L’area può tornare di proprietà comunale, ma una parte rischia di trasformarsi in hub logistico con più smog in periferia

di Sergio Scalia – 22 Marzo 2021

Venerdì 19 marzo si è svolta una Commissione urbanistica sul Centro Carni e l’Assessore al Bilancio Lemmetti ha consegnato il verbale con le conclusioni della Cabina di regia costituita nel 2017 e che in questi anni ha esaminato diverse proposte sul futuro del Centro Carni.

Il confronto si è sviluppato su tre progetti che sono stati allegati alla relazione: 1) il progetto edilizio della SGR (ormai abbandonato); 2) quello degli operatori e maestranze del Centro Carni per uno sviluppo produttivo dell’intera area (per ora non preso in considerazione dalla Cabina di regia); 3) hub logistico (al momento quello scelto dalla Cabina di regia).

1) Progetto SGR per un quartiere residenziale

Il progetto della SGR (Società di Gestione del Risparmio) con cui AMA ha affidato alla BNP Paribas Real Estate l’incarico di ricavare i 140 milioni iscritti a bilancio e necessari per ripianare il prestito ottenuto nel 2010.

Quel valore era legato al progetto approvato dalla Giunta Alemanno per un nuovo quartiere residenziale con 2000 appartamenti fino a 15 piani, uffici e edifici commerciali, progetto contro cui si sono mobilitati i cittadini del “Coordinamento popolare contro la speculazione sul Centro Carni” e gli operatori e maestranze della struttura produttiva.

La realizzazione del progetto avrebbe richiesto lo sgombero totale dell’attuale Centro Carni, da trasferire a Guidonia, e una variante urbanistica per trasformare quell’area da servizi pubblici urbani a edilizia privata.

In questi anni la resistenza degli operatori e la lotta del Coordinamento popolare contro il trasferimento a Guidonia, i ritardi delle giunte comunali sulla variante hanno reso sempre più difficile questa operazione.

Allora la SGR ha presentato alla Cabina di regia una proposta alternativa che, mantenendo su una parte dell’area l’attuale Centro Carni, proponeva di realizzare sull’altra metà almeno 1000 appartamenti e una quota ridotta di uffici e commerciale.

L’ipotesi di un nuovo quartiere residenziale in quell’area è stata sempre osteggiata, oltre che da operatori e comitati, anche dal Consiglio Municipale e Comunale che in più occasioni si sono espressi contro tale ipotesi. Questa posizione contraria è stata anche recepita dall’Assessore all’urbanistica Montuori, che avrebbe dovuto avviare le procedure di variante sull’area.

Quando le banche hanno compreso che il loro progetto edilizio non sarebbe passato, è stata comunicata la svalutazione del valore patrimoniale dell’area da 140 a 23 milioni di Euro, determinando un serio problema per il bilancio AMA.

2) Progetto per uno sviluppo produttivo dell’intera area

Il progetto degli operatori e delle maestranze del Centro Carni per uno sviluppo produttivo dell’intera area è stato presentato alla Cabina di regia nel 2018 e prevedeva l’utilizzo di tutti gli spazi abbandonati e richiesti dagli operatori del settore, il riconoscimento di un marchio IGP Centro Carni per gli allevatori del Lazio con cui estendere i settori di produzione, una scuola di formazione per gli addetti del settore, l’affitto degli spazi ad uffici, il trasferimento del mercato dei fiori e l’introduzione di altri servizi pubblici per la gestione sanitaria degli animali.

Il progetto si integrava con una riconversione energetica delle strutture attraverso la posa di impianti fotovoltaici sui tetti già inclinati e l’introduzione di un digestore per la produzione di energia dagli scarti organici. Questo progetto avrebbe portato a circa 15 milioni di entrate annue e ad oltre 1000 nuovi occupati.

Il progetto, presentato anche alla Commissione agricoltura della Regione, può portare un incremento della filiera produttiva alimentare del Lazio con la realizzazione di un Centro ingrosso delle carni e dei fiori, integrato con l’attuale Centro Agroalimentare di Guidonia.

Al momento questo progetto non sembra essere stato preso in considerazione dalla Cabina di regia.

3) Progetto per un hub logistico

Il progetto, definito “Mobilità Intelligente“ presentato in Cabina di regia e affidato per una valutazione di fattibilità all’Università La Sapienza, prevede la realizzazione di un hub logistico che dovrebbe fungere da punto di smistamento per tutte le merci destinate al Centro storico.

In pratica tutti i mezzi inquinanti a benzina e gasolio che trasportano merci dovrebbero convergere sull’hub Centro Carni, dove le merci sarebbero trasferite su mezzi elettrici più piccoli che raggiungerebbero poi il Centro storico senza inquinare.

Nell’hub potrebbero poi essere raccolti e smaltiti gli eventuali imballaggi residui dalle merci smistate. Questo progetto riprende la proposta di impianti fotovoltaici già avanzata dagli operatori del Centro Carni per un’autonomia energetica della struttura.

Al momento la Cabina di regia ha scelto questo ultimo progetto inserendolo tra le proposte inviate al governo per gli interventi finanziabili con il recovery Plan.

Le valutazioni dei risultati emersi

Dopo un primo esame dei risultati emersi dalla Cabina di regia, gli operatori, i lavoratori e il Coordinamento popolare del Centro Carni hanno espresso alcune valutazioni che di seguito sintetizziamo.

– Positiva la rinuncia ad avviare una speculazione edilizia in quell’area che avrebbe portato cemento in edilizia privata e cancellato una struttura pubblica come il Centro Carni comunale. Operatori, lavoratori e Coordinamento popolare ritengono che questo sia il risultato di 10 anni di difficili lotte contro le lobby della speculazione edilizia a Roma.

– Positivo lo stanziamento previsto nel bilancio comunale 2021-2023 per far tornare di proprietà comunale l’intera area del Centro Carni, anche se non sono state ancora avviate le procedure per lo scioglimento della SGR.

I fondi per il riacquisto dell’area sono compresi nello stanziamento previsto per il risanamento del Bilancio AMA ora in discussione al Consiglio Comunale. L’annullamento della Delibera 81/2008 di Alemanno e la riacquisizione del Centro Carni da parte del Comune di Roma erano infatti gli obiettivi della Delibera di iniziativa popolare promossa nel 2013 e sottoscritta da oltre 8000 cittadini del territorio.

– Profondamente errata la scelta di trasformare una parte dello stabilimento in hub logistico, che farebbe gestire l’area a un consorzio privato, con scarso incremento occupazionale, ma con un maggiore inquinamento atmosferico, per la concentrazione di grandi veicoli in uno spazio troppo limitato per essere un vero hub.

Inoltre, quasi tutte le attuali ditte di trasporto hanno già dei propri depositi a Roma e basterebbe riconoscere loro degli incentivi che favoriscano l’acquisto di mezzi elettrici per viaggiare all’interno della città.

Conclusioni

Gli operatori, i lavoratori e il Coordinamento popolare del Centro Carni sono intenzionati a mantenere in campo il progetto per lo sviluppo produttivo del Centro Carni, che deve mantenere la sua vocazione di bene comune per la salute alimentare della città e che può portare un rilevante incremento occupazionale e una valorizzazione dell’intera filiera degli agricoltori e allevatori del Lazio.

Ovviamente il progetto presentato nel 2018 è aggiornabile con le nuove opportunità offerte dai fondi europei per la trasformazione ecologica, prevedendo la trasformazione in veicoli elettrici o non inquinanti per i veicoli che oggi partono dal Centro Carni per distribuire i prodotti in tutti i punti vendita della città.

Sergio Scalia

 

 


Gianfranco Piccioni

Laurea in Sociologia (tesi: L’insediamento IACP di Roma Corviale. Votazione conseguita: 110/110) Università degli Studi di Roma La Sapienza; Scuola di Specializzazione S3 – Prof. Domenico De Masi – In Scienze Organizzative

Ex Funzionario di Roma Capitale– Categoria D7 ora in pensione. Dal 21 maggio 2008 a dicembre 2019 è stato responsabile della gestione operativa del Mercato all’Ingrosso delle Carni – Mattatoio Comunale- di Roma Capitale , controllo delle attività e gestione dei servizi, Relazione e coordinamento con ASL, Arpa Lazio. Interfaccia con gli operatori commerciali della macellazione e del Mercato.

Dal  Settembre 2001  al  21 Maggio 2008 è stato responsabile del coordinamento delle attività amministrative e tecniche nella gestione del Patrimonio Comunale nell’ambito dell’Ufficio di staff dell’assessorato  al Patrimonio e Capo Ufficio di Staff del Sub commissario – prefettizio

Referente della attuazione degli indirizzi dell’Amministrazione e controllo della corretta esecuzione delle stesse. Nell’ambito di queste aree ha curato il coordinamento della attività di gestione e tecniche relazionandosi con i Dipartimenti preposti del Comune e della Regione Lazio, con i Municipi territorialmente competenti, con la Società di gestione , con le Organizzazioni sindacali e comitati degli inquilini. Ha organizzato incontri e seminari di coordinamento per la soluzione di problemi complessi.

Dipartimento patrimonio del Comune di Roma Staff Tecnico di supporto agli Organi politici

Dal Dicembre 2000 al  1 Settembre 2001 è stato responsabile dalla 4 UO della Direzione Generale del Ministero dell’Ambiente SIAR; Facente funzione del Dirigente della 4UO, Ministero dell’Ambiente Roma.

Nella Direzione UO, predisposizione e gestione degli atti di promozione delle politiche, volte alla riduzione dell’inquinamento atmosferico nella città, a mezzo di carburanti a basso impatto, Car Sharing, Mobility Management.

Dal Dicembre 1997 al  Novembre 2000 è stato responsabile Amministrativo della Commissione di coordinamento degli Assessorati alla Mobilità e Ambiente delle 14 Città Metropolitane, presieduta dal Vice Sindaco .del Comune di Roma, Walter Tocci.  Predisposizione delle Conferenze periodiche tra gli Assessori alla Mobilità e Ambiente dei 14 Comuni Città Metropolitane, con la stesura del progetti normativi e relazioni. Lavoro interorganizzativo con i ministeri, regioni, province, comuni e Anci, per coordinare le iniziative.

Dal Dicembre 1993  al novembre 1997 Capo dello Staff dell’ Assessore alle Attività Produttive

Coordinamento delle attività di Indirizzo e Controllo rivolto, in particolare, ai tributi e alle Affissioni e Pubblicità. Supporto agli Organi Politici

Dal Giugno 1981 ad  Ottobre 1997 Tecnico rilievi e studi di progettazione e pianificazione urbanistica per il verde pubblico, piani di recupero urbano, edilizia Economica Popolare, catasto e GIS. Ufficio Speciale Piano Regolatore Generale del Comune di Roma Attività tecnica presso l’Ufficio Piano Regolatore Generale del Comune di Roma

 

 

 

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento