CINEMA E TEATRO DOMANDE DI VISIONEROMA A PAOLA COMENCINI

DOMANDE DI VISIONEROMA A PAOLA COMENCINI

Visioneroma

Cinema e teatro sono molto importanti a Roma, ma Teatro e Cinema dopo il fermo Covid a Roma si riprenderanno? Il  Cinema ha potuto in parte avvalersi della TV, del Web, con serial e produzioni che forse hanno  consentito al settore di vivere, il Teatro molto di meno o per niente.
Tutti auspichiamo che con i vaccini presto si torni alla normalità, ma cosa bisognerebbe fare per arrivarci “pronti” alla ripresa?

Paola Comencini

“La vedo un po’ diversamente da voi cinema e teatro sono importanti ovunque. Non particolarmente a Roma.
Detto questo, il cinema non si è mai fermato, al contrario, c’è molto lavoro, moltissimo. La richiesta di audiovisivo, comunque sia, è enorme.
I costi sono alti. Tamponi ogni settimana. Interruzioni quando si trova un positivo nella troupe. Un cosiddetto Covid manager e una infermiera sempre sul set. Per non parlare di quando a essere positivo è un attore o un regista. Io stessa ho finito da poco un film che è durato tantissimo per le varie interruzioni covid.
Il tax shelter credo abbia contato molto (non sono un produttore e non conosco i numeri). Le produzioni americane in Italia e a Roma arrivano (o meglio arrivavano) perché con il Covid in USA erano messi male. Per noi va bene, lavoriamo.
Temo che per i cinema sarà dura.
Già negli anni scorsi il numero di sale era notevolmente diminuito (non ho i numeri). Molte cittadine non hanno più nemmeno una sala. Se questo maledetto Covid si placa, molti cinema non riapriranno per ragioni economiche. Aprire con mezza sala vuota non è molto redditizio. Nelle grandi città, quando si potrà, molti cinema riapriranno ma non tutti.
Già prima del Covid, a Roma, hanno chiuso molte sale. Un esempio per tutti: lo splendido cinema FIAMMA di Via Bissolati che proiettava film in v.o.
I tecnici del cinema hanno subìto qualche danno (film rinviati, film interrotti) ma molto meno di altre categorie.
Le “serie” hanno già la loro destinazione, Rai, Sky, Netflix, Prime video ecc. ecc.
I film patiscono di più. In generale credo sia triste rinunciare al rito “andiamo al cinema” e vedere i film solo sulle varie piattaforme.
Io stessa, come quasi tutti, mi sono abituata a guardare di tutto anche sul pc dato che non ho (ancora) una tv “smart”. E per ora va benissimo così. Il cinema mi manca e non vedo l’ora di tornarci ma temo che il Covid abbia molto cambiato le nostre abitudini.
Per lo spettacolo dal vivo è una tragedia. Loro non hanno alternative.
Sono reduce da un film che parla proprio di Teatro (la storia dei Fratelli De Filippo da giovani).
Ho visto teatri stupendi chiusi da mesi e maestranze disposte anche a fare una sola giornata pur di guadagnare qualcosa. Fortunati quelli che sono dipendenti fissi di qualche teatro stabile, ma non sono assolutamente la maggioranza. Questo è molto triste. La maggioranza dei lavoratori dello spettacolo dal vivo, dei concerti, degli eventi è free lance.
Direi che se voi siete impegnati come associazione sul tema Roma, vi dovreste occupare del caso Teatro Valle.
Un teatro storico, bellissimo e denso di cultura: dopo un’occupazione scellerata non ha mai riaperto e adesso leggo che verrà intrapreso il solito restauro eterno di cui non si vede la fine.
Sì, questo è il mio consiglio: indagare su cosa succede al Valle, il teatro preferito da Pirandello e Eduardo. Sarebbe da parte vostra un impegno più puntuale e meno generico.
Infine, per tornare a una “normalità” credo che possiamo contare solo su vaccini, vaccini, vaccini. Io ci spero.
Saluti a tutti, a risentirci”
Paola Comencini
Aprile 2021

Paola Comencini

E’ nata a Roma. Ha frequentato il liceo francese e la facoltà di Architettura di Roma. Ha iniziato a lavorare nel cinema sia nel reparto costumi che in scenografia, qualifica che poi ha scelto definitivamente abbandonando i costumi. Ha collaborato agli ultimi film di suo padre Luigi Comencini tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta. Ha poi proseguito la sua carriera come production designer. Ha lavorato principalmente per il cinema ma anche per la televisione e per il teatro. Ha frequentato i generi più diversi, la commedia, i film drammatici, moderni e in costume, sia per il cinema che per la televisione. È stata candidata a diversi premi e, in particolare nel 2005, con il film Romanzo Criminale le sono stati assegnati il David di Donatello, il Ciak d’oro e il Premio 35mm. Successivamente ha lavorato nelle due stagioni della serie Romanzo Criminale. Negli ultimi anni ha lavorato in tre stagioni della serie Rai Tutto può succedere, nella seconda stagione di Suburra – La serie, nel film di Daniele Luchetti Io sono Tempesta, nella serie Oriana con Marco Turco, nei film Latin Lover e Qualcosa di nuovo di Cristina Comencini, e per altri spettacoli teatrali. Con Francesca Comencini aveva collaborato diverse volte: Mi piace lavorare (Mobbing), A casa nostra, Lo spazio bianco, Un giorno speciale. E in ultimo, nella serie Luna Nera, diretta, oltre che da Francesca Comencini, da Susanna Nicchiarelli e Paola Randi

Con la sua naturale sensibilità sociale ed umana, è stata portata dal suo lavoro a conoscere ogni zona di Roma, dalle più ricche, alle più modeste, quelle delle periferie dove si toccano con mano le assenze e le privazioni che bambini ed intere famiglie sopportano ancora oggi a Roma.

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