VIDEOREGISTRAZIONE RAPPORTI PUBBLICO PRIVATO NELLO SPORT – MASTERCLASS PROF. AVV. PIERO SANDULLI

RAPPORTI PUBBLICO PRIVATO NELLO SPORT

MASTERCLASS PROF. AVV. PIERO SANDULLI

E….L’OCCASIONE PER PARLARE ANCHE DELLA V ICENDA SUPERLEGA

 

PIERO SANDULLI, PROFESSORE E AVVOCATO, MA ANCHE PRESIDENTE DELLA CORTE SPORTIVA D’APPELLO DELLA FEDERCALCIO, NEL MASTER DI VISIONEROMA PARLA DEI RAPPORTI PUBBLICO PRIVATI NELLO SPORT;

SI SOFFERMA INOLTRE SULLA SITUAZIONE DELLO SPORT E DELLE STRUTTURE SPORTIVE NELLA REALTA’ ROMANA.

DESCRIVE LE RAGIONI CHE SONO ALLA BASE DI EPISODI COME QUELLO RECENTE DELLA SUPERLEGA.

PARTECIPA AL MASTER L’ARCH. BENEDETTA TAMBURINI COORDINATRICE DEI MASTER DI VISIONEROMA E GABRIELE GANDELLI PRES. DELL’ASSOCIAZIONE.

 

 


LA QUIETE DOPO LA TEMPESTA

LA VICENDA DELLA SUPERLEGA

di Piero Sandulli

 

Questa travagliata settimana, che ha visto nascere e tramontare, nel volgere di poche ore, il tentativo di far sorgere la “Superlega” dando vita, in tal modo, ad un pericoloso e doloroso “scisma” nel mondo del calcio, in particolare, e dello sport, in generale, non può essere archiviata senza operare alcune riflessioni sull’accaduto (o meglio su ciò che avrebbe potuto scaturirne).

Certamente il tentativo dei 12 clubs calcistici, tra i più titolati del mondo, segnala un momento di crisi del settore. Sullo strappo consumato è necessario operare più di una considerazione.

Invero, anche la gestione della crisi, se ben condotta può far emergere la crescita del settore.

Non possiamo non considerare che l’ipotesi paventata di dar vita alla Superlega affonda le sue radici nella grave crisi economica che il sistema mondiale sta attraversando a causa della pandemia. Tuttavia, la soluzione ipotizzata, con la logica dei più forti, non era un valido antidodo alla crisi. Ciò che maggiormente dispiace rilevare è che, malgrado i 15 mesi di evidenti sacrifici collettivi, non sia passato il messaggio che non ci si salva da soli adottando pratiche egoistiche, in evidente contrasto con la solidarietà, necessaria per uscire dalle difficoltà.

A ben vedere la crisi non riguarda il solo mondo del calcio, ma quello dello sport in generale e la sua origine non è imputabile esclusivamente a quanto causato dai contagi da Covid 19.

Invero, la eccessiva disinvoltura con la quale sono state poste in essere situazioni di indebitamento, non sostenute da concreti ed attuabili piani di rientro, nonchè la totale assenza dei seri controlli, hanno prodotto gli scompensi che oggi si cerca di risolvere attraverso soluzioni di comodo, fuori dalle norme che regolano lo sport, originate da un impianto solidale.

Di contro, da qualche tempo, nel mondo sportivo stanno prevalendo posizioni di comodo di natura egoistica in luogo di una sinergia di sistema finalizzata a far crescere l’intero comparto.

In assenza di un Ministero dello Sport, stabile e dotato di portafoglio, si è attuata una strategia politica atta ad incrinare la primazia del CONI, al quale è stata contrapposta, senza specificarne le competenze, la società “Sport e Salute”. Tale operazione ha incrinato l’autorità del CONI sulle singole Federazioni ed ha prodotto il concreto rischio di andare alle Olimpiadi senza la bandiera nazionale (è stato necessario un decreto legge il n. 5 del 2021 per scongiurare il pericolo). Anche la mancata condivisione relativa ai decreti legislativi, che dovrebbero dettare la nuova struttura dello sport, è sintomo di tale malessere.

Nel settore calcistico la insufficienza di una strategia comune, idonea a consentire la tutela dell’intero settore, in particolare delle società dei dilettanti, ha acuito le conseguenze della pandemia.

Per uscire rinforzati e non indeboliti dalla crisi, mostrata in tutta la sua evidenza dalla “superlega”, ma, con origini ben più lontane e diverse, sarà necessario riscoprire l’autorevolezza dei vertici e la comunità di intenti. A tale ultima finalità non possono rimanere estranei gli atleti ed i tifosi che costituiscono, a vario titolo, il motore agonistico ed affettivo della macchina.

Non dovranno più essere consentire situazioni di eccessivo indebitamento, né tollerate vicende contrarie alla regola generale dello sport: quella della lealtà.

Non è possibile pensare che quando si hanno compiti a tutela di tutti si facciano politiche “ego centrate” a tutela di pochi (o solo di se stessi).

Tale situazione è apparsa ancora più intollerabile perché è stata attuata (o voleva essere attuata) nel disprezzo delle norme e, cosa che è ancora più grave, della solidarietà che un sistema quale quello sportivo deve avere.

Solo il recupero dell’autorevolezza dei vertici, dal C.I.O. al C.O.N.I., dalla FIFA, alla FIGC, potrà consentire la rinascita dello sport ed il superamento delle difficoltà in cui versa.

Tale autorevolezza potrà essere, ulteriormente, consolidata accrescendo l’autonomia e la indipendenza della giustizia sportiva il cui compito è quello di ricondurre a norma i comportamenti viziati, restituendo al sistema la sua necessaria regolarità.

 

Prof. Avv. Piero Sandulli

Presidente della Corte Sportiva d’Appello della Federcalcio

 

 

 


 

Prof. Avv. Piero Sandulli

Laureato, con lode, in Giurisprudenza nel 1977, presso l’Università di Roma “La Sapienza”.

Titolare della Cattedra di Diritto Processuale Civile e Sportivo nell’Università di Roma “Foro Italico”.Professore invitato di Diritto Processuale Civile presso la Facoltà di Diritto Civile della Pontificia Università Lateranense, nello Stato Vaticano.Docente di Diritto Processuale Civile presso la Scuola delle Professioni legali dell’Università di Roma “La Sapienza” e di Teramo.Docente di diritto processuale civile presso la Scuola forense Vittorio Emanuele Orlando dell’Ordine degli Avvocati di Roma.

Responsabile del settore della Giustizia Sportiva, nel Master di Diritto Sportivo dell’Università “La Sapienza” di Roma, di cui è stato promotore.Responsabile del settore Processo del Lavoro nel Master di Diritto del Lavoro e Previdenza Sociale dell’Università “La Sapienza” di Roma.Avvocato abilitato alla difesa innanzi alle giurisdizioni superiori.

Componente del Nucleo strategico di Valutazione dei dirigenti dell’Agenzia di diritto allo studio universitario della Regione Lazio.Componente del Consiglio giudiziario presso la Corte d’Appello di l’Aquila (2012-2016).Presidente della Corte Sportiva d’Appello della Federcalcio, è giudice sportivo della F.I.G.C. dal 1996. E’ Presidente del Collegio di garanzia della Federnuoto.

Assessore alle Politiche Giuridiche e demografiche del Comune di Roma (1993-1997).  Presidente del Nucleo di valutazione della Provincia di Roma (2003-2013).  Componente delle Commissioni di riforma legislativa presso il Ministero della Funzione Pubblica ed il Ministero di Giustizia.Componente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma (2001-2004).Presidente di una sezione della censura cinematografica presso il Ministero dei Beni Culturali (2007-2009).

Autore di molteplici pubblicazioni (193), tra cui 7 monografie è tra i fondatori di Visioneroma

 

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