A PARIGI SVOLTA EPOCALE: NIENTE AUTO E A ROMA? – GIANLUCA SANTILLI

A Parigi svolta epocale: niente auto! E a Roma?

La Sindaca di Parigi, Anne Hidalgo, punta decisa verso la svolta epocale: eliminare le auto private da Parigi, dando seguito ai coraggiosi interventi sulla mobilità sostenibile, iniziati con il suo primo mandato.

Hidalgo: niente auto.

Si valuta questa iniziativa addirittura come propedeutica alla sua corsa alla presidenza della Repubblica Francese nel 2022.

A New York il Sindaco De Blasio vuole azzerare il traffico automobilistico entro il 2030.

A Londra, il Sindaco Sadiq Khan inizia il suo secondo mandato dichiarando: “Sono determinato a uscire da questa pandemia, ma non per sostituire una crisi sanitaria con un’altra. Dobbiamo far scendere i londinesi dalle loro auto e farli andare in bicicletta, sarà una parte importante del prossimo mandato” e punta ad emissioni zero entro il 2030.

Parigi, New York e Londra si muovono all’unisono e quel che risalta è che certe scelte ora producono grandi consensi perché i cittadini del mondo, in specie dopo questa maledetta pandemia, puntano tutto sulla qualità della vita e le città in grado di garantirla si assicureranno attrattività e quindi maggior valore e ricchezza per chi ci vive.

In Italia e soprattutto a Roma, che succede sul fronte della mobilità sostenibile?

Poco per ora e quel poco non è quasi mai il frutto di un progetto globale e coordinato ma si declina in interventi quasi casuali, anacronistici, effettuati con logiche vecchie di 20 anni, senza utilizzare le migliori competenze internazionali, tra mille critiche perché comunicati male o per niente.

La recente diatriba tra Comune e Soprintendenza di Roma sul bitume riversato sulla ciclabile del Tevere, ne è una triste conferma.

Un intervento effettuato senza previo coordinamento con la Soprintendenza, senza utilizzare materiali innovativi e sostenibili, giustificato con la necessità di fare manutenzione della quale c’era sicuramente la necessità ma che avrebbe potuto essere l’occasione per adottare i migliori standard internazionali, per tramutare una brutta ciclabile in una ciclovia strutturata ed in grado di diventare anche uno stimolo ad attività economiche e turistiche, visto che si snoda in uno dei tratti più belli del mondo.

Perché si deve comprendere bene e soprattutto deve comprenderlo chi amministra una città, che la mobilità sostenibile, se ben strutturata, genera tanta ricchezza non solo per i positivi effetti su clima ed ambiente ma anche per le iniziative economiche ed imprenditoriali che genera, per i vantaggi legati al commercio ed all’economia di prossimità, per la vivibilità, oggi ancor più agognata dopo la pandemia.

A pochi mesi dalle elezioni dei sindaci delle più importanti città italiane, a cominciare da Roma, il dibattito su questi temi latita e ciò è molto preoccupante perché denota sia la quasi totale sconoscenza del fenomeno e del suo impatto sulle metropoli e sulla vita dei loro cittadini che l’assenza di sensibilità e visione.

I partiti non pare abbiano la capacità di selezionare i candidati in questa chiave. Sono ossessionati dai sondaggi e dalle alchimie politiche, privi di visione di medio-lungo termine.

La recente girandola di nomi, alcuni dei quali corteggiati senza ritegno perché pare che fare il Sindaco di Roma sia considerata una condanna invece che un grandissimo onore, lasciano noi cittadini in equilibrio tra la perplessità e la rassegnazione.

E intanto il mondo pedala e scappa via…

 

Avv. Gianluca Santilli

 

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