DIALOGO NELLA CHAT DI VISIONEROMA: IL CASO DELLO SHERATON HOTEL

DIALOGO NELLA CHAT DI VISIONEROMA: IL CASO DELLO SHERATON HOTEL

 

 

IL DIALOGO INIZIA CON UN INTERVENTO ED UNA IMMAGINE DELL’ARCH. ALBERTO PANFILO

 

 

Per chiarire: la lettera che ho inviato è stata pubblicata su linkedin da chi l’ha ricevuta a testimonianza del triste epilogo che ha riguardato la chiusura dell’hotel Sheraton di Roma ed il licenziamento dei 164 dipendenti

Intervento dell’Avv. Piero Sandulli 
È un brutto segnale per il turismo e per la Nostra Città!
Intervento dell’Avv. Gianluca Santilli
Purtroppo ad oggi non c’è un piano concreto sul turismo ed anche i 600 mln di Caput Mundi, erogati dal Ministero del turismo, non è chiaro sul come verranno utilizzati.
Intervento di Michelangelo Guzzardi
Conosco bene questa problematica. Il Turismo, la “vera miniera” soprattutto per un Paese come l’Italia.
Ricordo il grande terremoto che mise in ginocchio questo settore allo scoppio della prima guerra del golfo, quando l’Iraq invase il Kuwait e gli USA attaccarono L’Iraq.
Una guerra lontana, fermò per un breve periodo il turismo. La “soluzione” fu un licenziamento in massa di quadri e dirigenti ed alla ripresa del settore, che in Italia vedeva piccole aziende a conduzione per lo più familiare, rimpiazzando la dirigenza, con nuova forza lavoro da impegnare soprattutto nei settori “vendite e prenotazioni”. Il tutto con contratti a forte caratterizzazione di precariato. Ai Quadri ed ai Dirigenti,  portatori di “know how” e alto profilo professionale, le aziende iniziarono a proporre contratti a tempo di consulenza e retribuzioni basate principalmente su regimi commissionati, estremamente penalizzanti e disincentivanti, per profili professionali investiti da responsabilità decisionali ed imprenditoriali, con forte proiezione al mercato interno ed estero.
Ci fu un periodo di forte calo nella qualità dei prodotti. Fecero un botto di soldi, piccole aziende a conduzione familiare, che approfittando della crisi in atto, misero in piedi (a spese dei Tour Operators) catene di charter a basso costo verso destinazioni in Paesi poveri, ma molto ricchi di natura e “movida”. Iniziò in quel periodo, il declino di Alitalia, che aveva al proprio interno una bella struttura di promozione turistica, devastata da una gestione commerciale discutibile, sia sotto il profilo etico, che sotto quello della qualità.  Da lì inizio’ anche il tracollo del mercato della biglietteria Alitalia, con politiche di marketing che vedevano la Compagnia, fare scelte di “canali di vendita” in base a criteri che solo chi li aveva concepiti, li comprendeva.
Sarebbe lungo parlare anche della bellissima organizzazione turistica voluta da Enrico Mattei in ENI. Inizialmente Moteltour, successivamente SEMI GRANTURISMO, eccellente organizzazione turistico/alberghiera, dilaniata e spolpata ad opera di “emissari” della peggiore politichetta dell’Italia di “mani pulite”…
Oggi le cause della crisi sono differenti, ma una cosa appare simile a quanto accadde allora : ma chi ci governa, è consapevole di quanto sia importante sostenere un settore che, soprattutto per l’Italia (Territorio, Natura, Arte, Cultura, Cucina ed infrastruttura ricettiva) continua ad essere Patrimonio Fondamentale da alimentare e sostenere nell’interesse del nostro Paese ? Oramai è passato, ma qualcuno, si è mai preoccupato di analizzare e trarre conclusioni sulla gestione di ENIT,Promozione Turistica Regionale e Strutture di promozione locale ? Finanziamenti a pioggia e nessun controllo effettivo sui risultati di tutto cio’ ! Il problema è mondiale, ma da noi, c’è sempre stato chi ha messo del suo, crisi sanitarie o guerre a parte !!!
Piero Sandulli
Ottima analisi critica di Michelangelo. Ci vorrebbe un tavolo comune  tra Regione Lazio e Roma Capitale  per esaminare il problema e tentare di individuare alcune soluzioni.
Michelangelo Guzzardi
Grazie, caro Piero. E se un giorno vorremo aprire un “fronte” su questo interessantissimo argomento,  potremmo invitare anche Romolo Guasco, già illuminato Assessore al Turismo alla Regione Lazio con Badaloni, che aveva una “visione” consistente sul consolidamento delle Politiche Regionali del Turismo e che nel pieno della sua attività,  fu costretto a ritirarsi, per un rimpasto di Giunta, nell’ottica delle più bieche dinamiche di una politica dell’improvvisazione, che dopo poco ci regalò una maggioranza di destra in Regione.
Luciano chesini
Bellissima e tristissima analisi
Intervento dell’arch. Piero Meogrossi
Turismo Regionale GloCalizzato….per rigenerare Mente&Territorio attraverso gli scambi culturali e produttivi
Se volete approfondire clikkate su:
Alberto Panfilo riprende l’argomento allegando una scheda del “Piano di promozione turistica di Roma Capitale
Questo forse andrebbe ri-titolato Elenco…e non Piano, che è un altra cosa!
Gianluca Santilli
Alberto, è un elenco dietro il quale ci sono le spese da sostenere per partecipare a fiere del turismo nel mondo. Qualcuno dovrebbe invece occuparsi di creare prima il prodotto da promuovere.
Piergiorgio Tupini
Michelangelo complimenti per la tua chiara esposizione sulla storia recente del comparto turistico
Conclusione di Michelangelo Guzzardi
Grazie, caro Pier Giorgio. Nella mia vita professionale, dopo il comparto Sicurezza e la Banca, ho avuto un discreto periodo di direzione in Tour Operator italiani ed esteri. Ho lavorato a Roma, Milano, L’Avana, con frequenti proiezioni nel nord e nel sud America, in tutti i Paesi Europei, tutta la fascia mediterranea dell’Africa, l’oceano Indiano. Ho frequentato tutte le maggiori Borse Internazionali del Turismo (Milano, Roma, Berlino, Madrid, Barcellona, Miami, Parigi, Napoli …). E ad un certo punto, dopo aver collaborato con Romolo Guasco alla Regione Lazio, dove mi chiamò a fargli da Capo Staff a pochi giorni dal rimpasto di Giunta, ho lavorato come Consulente di varie realtà. Ricordo che quando Claudio mi chiamò nel suo Staff nelle 2 Giunte Veltroni, ebbi il privilegio di essere più volte convocato da Maria Pia Garavaglia, allora Vice Sindaco e Assessore al Turismo, cui prospettai la mia “visione” sulla politica di promozione turistica della Capitale,  con spunti che prescindendo dalle rendite di posizione di Roma. L’arrivo di Alemanno, poi di Marino, dove Luigina di Liegro mi chiamò nel suo Staff, ma ahimè ci fu il commissariamento e poi della Raggi, mi tagliarono definitivamente fuori da un Mondo in cui mi sapevo muovere discretamente.  Ora faccio il nonno a tempo quasi pieno e il volontario in Parrocchia è con la Caritas. Nel ricordo grato di una vita professionale che non mi ha mai fatto annoiare .

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