LO STADIO FLAMINIO RITORNA ALLA CITTA’ APRIAMO IL DIBATTITO ARTICOLO DI PIERO SANDULLI

PIERO SANDULLI TORNA SULLO STADIO FLAMINIO E APRE UN DIBATTITO SU QUESTO ATTESO EVENTO

LO STADIO FLAMINIO RITORNA ALLA CITTA’

 

 

Dopo anni di abbandono ed incuria, finalmente lo Stadio Flaminio verrà restituito alla utilizzazione dei cittadini romani.

La notizia apparsa sui giornali, questa mattina, deve essere salutata positivamente da chi, come Visioneroma, auspicava, da tempo, tale soluzione.

Il glorioso stadio che ha ospitato nel 1934 la finale dei campionati del mondo, che portò l’Italia al suo primo titolo e che, nel tempo, è stato dedicato al ricordo dei calciatori del “Grande Torino” (deceduti sulla collina di Superga nel maggio del 1949); essendo, infine, ristrutturato dall’Arch. Pier Luigi Nervi, in occasione delle XVII Olimpiadi, svoltasi a Roma nel 1960; dopo un lungo periodo di abbandono verrà restituito alla fruizione dei cittadini romani, per ospitare le partite di calcio della Società Sportiva Lazio, la quale, in tal modo tornerà nella sua originaria sede. Invero, la Lazio, sino alla metà degli anni ’50, ha disputato le sue partite nello stadio sito nel quartiere Flaminio.

La restituzione dell’impianto sportivo, polifunzionale (è da ricordare come al di sotto del campo di calcio vi siano altre numerose strutture destinate alla scherma ed altre pratiche sportive), integra un ulteriore passo per il totale recupero nelle aree del cosiddetto “Villaggio Olimpico”. Tale opera di riqualificazione, iniziata, sotto la Giunta Rutelli, alla fine dello scorso millennio, con la realizzazione dell’Auditorium, potrà definitivamente completarsi quando anche il Palazzetto dello sport verrà restituito al suo primigenio splendore.

Invero, anche questa altra importante opera dell’Arch. Nervi versa, da tempo, in uno stato di quasi totale abbandono.

I lavori di restauro del Flaminio, che potranno trasformare l’impianto in un moderno stadio, destinato ad ospitare, comodamente, circa quarantamila spettatori, potranno inaugurare la realizzazione di strutture funzionali destinate alla migliore fruizione dello spettacolo calcistico. Il campo di gioco ospitato all’interno dello stadio Flaminio, non essendo circondato dalla pista di atletica leggera, consentirà agli spettatori una migliore e totale visione della partita.

L’opera di restauro e di modernizzazione dell’impianto lo renderà competitivo con altri, recentemente edificati nel nostro Paese. E’ necessario, al riguardo, ricordare che lo Stadio della Juventus, edificato con le tecnologie più moderne ospita un numero di spettatori più limitato rispetto al precedente stadio della Società torinese (anche in questo caso circa quarantamila spettatori), ma offre servizi all’avanguardia e consente un confort in precedenza mai assegnato agli spettatori del calcio. Analogamente, anche lo stadio Flaminio potrà offrire gli stessi servizi e la stessa confortevole accoglienza, consentendo ai tifosi romani di fruire, al meglio, della visione della gara che si svolge sotto i loro occhi e non di poterla, soltanto immaginare, come avviene allo stadio Olimpico (struttura monumentale, ma poco adatta alla fruizione di uno spettacolo calcistico). Inoltre, l’affidare la gestione dello stadio ad una sola delle due storiche società capitoline (la S.S. Lazio) consentirà anche all’altra (la A.S. Roma) di accelerare le procedure per la realizzazione di un proprio impianto.

Per società per azioni quotate in borsa, quali sono la Lazio e la Roma, è giunto il momento di dotarsi di un proprio impianto sportivo che sappia garantire al meglio, i requisiti di sicurezza, nella gestione delle tifoserie, nonché il miglior spettacolo possibile di uno sport che è e continua ad essere il più seguito in Italia. Inoltre, il possesso dell’impianto è garanzia anche per i risparmiatori azionisti.

Certamente, perché l’intrapresa possa avere successo, sarà necessario che anche Roma Capitale, attualmente proprietaria dell’impianto, compia il suo massimo sforzo per agevolare l’opera di concessione dello stadio Flaminio moltiplicando i posteggi e realizzando efficaci reti di trasporto pubblico.

Riportando, in tal modo, un importante struttura della Capitale all’utilizzo pubblico e restituendo il Villaggio Olimpico alla sua originaria vocazione, quella di ospitare eventi sportivi.

L’auspicio è che tale opera di bonifica iniziata dallo Stadio Flaminio, prosegua, poi, con il restauro/recupero del Palazzetto dello sport riportandolo al suo originario ruolo di tempio della pallacanestro romana che potrà, anche in base a tale stimolo, recuperare il suo glorioso passato e tornare a primeggiare in Italia.

 

Prof. Avv. Piero Sandulli

 

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