DOVE VA LA CITTÀ RELAZIONE DEL SINDACO VALUTAZIONE DI VISIONEROMA INTERVENTI

RAPPORTO ALLA CITTA’ SINDACO ROBERTO GUALTIERI

VALUTAZIONI DI VISIONEROMA

SETTORE PER SETTORE ESAMINIAMO E VALUTIAMO ANCHE IN RELAZIONE ALLE NOSTRE PROPOSTE QUANTO ESPOSTO DAL SINDACO
A cura dei responsabili di settore dell’associazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 



Nei giorni scorsi Edovige Catitti aveva avviato una discussione sulla città e sulle iniziative di Visioneroma che riteniamo utile  riportare  in questo contesto

 

Ho riflettuto sulla questione dei Master di Visione Roma, ma partendo dalla nostra discussione sul nuovo piano di studi ho sentito la necessità di una riflessione più ampia che investiva le prossime iniziative di Visioneroma.

Credo che l’idea dei Master sia stata molto buona; cosa abbiamo fatto per realizzarla? Abbiamo preso un po’ di competenze che avevamo in casa, ne abbiamo aggiunte altre esterne e siamo partiti.

L’oggetto era, mi si passi la semplificazione, “cosa occorre fare per avere una città migliore”?

Abbiamo trattato di mobilità, di urbanistica, di bike economy, di partenariato pubblico-privato, di digitalizzazione, di inclusione ecc.

In poche parole abbiamo parlato dei grandi problemi che affliggono Roma e che ci trasciniamo da tantissimo tempo e lo abbiamo fatto con modalità universitarie.

Ma mentre noi parliamo di mobilità, gli autobus passano con cadenze che vanno dai 15 minuti ai 50 minuti e la gente alle fermate si incazza.

Mentre noi parliamo di urbanistica i cittadini delle periferie si incazzano per il degrado.

Mentre noi parliamo di bike economy e piste ciclabili i cittadini automobilisti (spesso obbligati all’uso dell’auto) si incazzano perché i cantieri durano una vita, il traffico è aumentato a causa del restringimento delle carreggiate e non si vedono più di due ciclisti in un’ora, transitare sulle piste.

Mentre noi parliamo di partenariato finanziario, i cittadini si incazzano perché non ci sono le case popolari, anzi l’ATER ha morosità da incassare di 1.000 Mio ed un passivo di 186 Mio.

Mentre noi parliamo di digitalizzazione (qualche passo avanti è stato fatto) i cittadini si incazzano perché  parlare con la pubblica amministrazione è sempre più difficile e ottenere risposte è praticamente impossibile.

Mentre noi parliamo di inclusione sociale i cittadini si incazzano perché la violenza e lo spaccio sono dilaganti in molte zone.

I cittadini, a mio avviso, vogliono sapere se, quando e come quel determinato problema, potrà essere risolto.

 

Dunque è mia opinione che la prima cosa da fare (non so se facendo riferimento al nuovo ciclo dei master o più in generale con il programma di iniziative di Visioneroma)  sia quella di predisporre l’elenco dei problemi che i cittadini devono affrontare vivendo a Roma.

Occorre un primo elenco che evidenzi i problemi in relazione alle fasce di età: bambini, adolescenti, adulti, anziani, molto anziani.

Occorre un secondo elenco che evidenzi i problemi in relazione alla localizzazione: per es. periferia, semiperiferia, semicentro, centro, centro storico.

Poi si scelgono due o tre problemi in relazione all’importanza, alla disponibilità di persone qualificate che abbiamo o che potremmo coinvolgere su quel dato problema (o in relazione ad altri criteri da individuare).

Poi ancora, si analizza il problema e si parla di se, quando, con che modalità, con quali costi, in quanto tempo si può risolvere.

Esempio: servono gli asili nido o nidi d’infanzia? Quanti nei prossimi 5 anni? Dove devono essere realizzati? Possiamo prevedere che la loro realizzazione sia compresa negli oneri di urbanizzazione? In quanto tempo possono essere realizzati? Quanto costa realizzarli? Di quanto personale c’è bisogno nei prossimi 5 anni? Quanto costerà la gestione? In relazione ai costi di realizzazione e gestione a quanto ammonterà la retta da pagare? Sarà eguale o differenziata in relazione alle capacità economiche della famiglia? A quanto ammonterà il contributo che il Comune potrà destinare per pareggiare i costi?

Sono 92.360 i bambini nati in Italia da genitori stranieri nel 2019, di cui 29.442 con uno dei due, madre o padre, di cittadinanza italiana, in totale rappresentano il 22% dei nati, 420.084 (dati ISTAT Report Natalità pubblicato il 21 dicembre 2020).

Considerato quanto sopra quale percorso educativo può essere immaginato?

Un solo problema almeno 10 e più argomenti. Claudia Pratelli o i suoi dirigenti sono in grado di rispondere a tutte queste domande? Hanno i dati necessari per dare le risposte? Siamo NOI, come aderenti a Visione Roma, in grado di proporre un ciclo di lezioni rispondendo a  tutte le domande? Certamente no, ma ritengo possibile trovare persone qualificate che possano farlo.

In questo modo Visione Roma si apre all’esterno, ma è proprio quello che dovremmo fare.

E certamente dovremmo informare l’assessora Pratelli, che potrebbe anche tenere una o due lezioni su uno o due temi specifici.

Per concludere, partendo dai bisogni dei cittadini, concentriamoci su due o tre temi. Sezioniamoli e prepariamo le iniziative  ricercando esperienze ed esperti in tutta Italia, qualificati e disponibili.

Spero che questo pamphlet possa essere utile alla nostra associazione…..

Edovige Catitti


 

Condivido quello che ha scritto Catitti. Non condivido affermazioni sommarie e da bar sulla Amministrazione, Catitti si muove su un terreno diverso segnalando giustamente la necessità di approfondire le questioni  avvalendoci dei nostri esperti e di altri da invitare a darci una mano.

Molti dei nostri iprecritici non si sono letti gli atti di assemblea e giunta che definiscono le politiche. I pregiudizi non ci devono riguardare. Studio e moschetto.

Ad esempio Patané sta facendo bene. Ha scongiurato la chiusura delle Metro. Sta acquistando 1200 bus ecologici. Con alcune iniziative sulla ciclabilità, non complete, ma vanno nella direzione giusta. Si può fare di più è certo. Altri settori sono non pervenuti o, mi domando, non sono riuscito a leggere gli atti? Mi piacerebbe che ognuno di noi segua l’attività amministrativa leggendo gli atti di interesse dalle fonti ufficiali. Saremmo molto più scientifici nelle nostre critiche. Come già previsto sarà molto utile vederci “di persona” per una riflessione su visioneroma. Potrebbe essere molto utile.

Gianfranco Piccioni


Concordo con le giuste considerazioni di Edovige. Va rilevato che i nostri Master( con modalità universitaria, ma la competenza ogni tanto serve ad indicare soluzioni) avevano la finalità di valutare alcune criticità e di suggerire possibili soluzioni. Non solo non siamo stati ascoltati, ma abbiamo dovuto, con tristezza, rilevare che neppure le indicazioni da alcuni di noi inserire nel programma del Sindaco e della sua Giunta sono state comprese ed attuate. Un esempio per tutti: è inutile continuare a lamentarsi della eccessiva estensione della città aspettando a pie’ fermo la soluzione da altri. Bisogna, con volontà e fantasia operare il decentramento aumentando poteri e capacità di spesa alle Municipalità. Auspicare un ulteriore trasferimento di competenze dalla regione. Avviare, senza indugi ulteriori,la semplificazione delle procedure. Tornando ad Edovige ed ai suoi preziosi suggerimenti va detto che noi possiamo anche fare la raccolta delle criticità e suggerire soluzioni, come, parzialmente, già tentato, ma nella totale ignavia di una Amministrazione largamente al di sotto delle aspettative rischia di essere fatica sprecata! Questi non solo non sono in grado di vedere i problemi, ma neppure si fanno aiutare per trovare possibili soluzioni. Roma merita di più di questo vivacchiare senza alcuna progettualità! Roma ha bisogno di grandi visioni che ci restituiscano l’orgoglio di essere: Cittadini romani. Un caro saluto a tutti.

Piero Sandulli

 


 

Personalmente mi convinco sempre più che le energie e competenze di Visione Roma vadano concentrate e portate in profondità sui temi che i vari componenti dell’associazione conoscono meglio.

Questo per approfondire ed elaborare critiche costruttive e proposte di soluzione verso l’Aministrazione,   e non penso solo alla classe politica che ci governa ma anche alle strutture amministrative.

Ha ragione Gianfranco Piccioni quando sostiene che bisogna muoversi all’interno degli obbiettivi e dei programmi che l’Amministrazione si è data e da questi partire per fare le giuste osservazioni quando possono risultare ai nostri occhi carenti o non sufficientemente approfonditi, oppure vi siano esigenze assolutamente non percepite o latenti.

Occorrerebbe quindi a mio parere, mappare in maniera più analitica di quanto fatto in precedenza, le competenze di settore rinvenibili all’interno di Visione Roma ed abbinarle ai settori chiave in cui si è configurata la Giunta e il riflesso sull’organizzazione degli Uffici e Servizi per poi, per ogni area tematica individuata, sviluppare i seguenti task:

• monitorare ed acquisire un adeguato livello di conoscenza degli obbiettivi programmatici definiti e
dei principali atti o provvedimenti che ne regolano l’attuazione;

• inquadrare la cornice legislativa nazionale a cui fare eventualmente riferimento, PNRR su tutto ma
se penso al tema che meglio conosco, la Digitalizzazione, anche la letteratura e le linee giuda di AgID
(Agenzia per l’Italia Digitale) e del Dipartimento della Trasformazione Digitale guidato (ancora per
poco purtroppo) dal ministro Colao;

• condividere la conoscenza acquisita con gli associati, anche attraverso gruppi di lavoro ristretti, e
stimolare una discussione tendente ad individuare eventuali criticità, suggerimenti e ipotesi di
lavoro, da tradurre in proposte concrete da discutere con la componente politica e non di riferimento
di Roma Capitale;

• consolidare la visione ricavata e le relative proposte con delle pubblicazioni o addirittura delle
presentazioni per favorirne la divulgazione all’interno di Visione Roma o oggetto di sereno confronto
e contraddittorio con l’Amministrazione.

E’ un percorso impegnativo ma credo che sia una strada corretta per non disperdere energie e focalizzarle su un terreno concreto di iniziative che meglio riflettono il bisogno dei cittadini.

Gianni Masia


 

 

 

 

 

 

 

 



Prof. Avv. Edovige Catitti

Si è laureato in giursiprudenza con il masssimo dei voti nel 1971 presso l’Università la Sapienza di Roma ed ha conseguito successivamente il diploma in Economia e Gestione d’Azienda (MBA- legalmente riconosciuto con D.P.R. 29 ottobre 1974 n. 679) presso l’Università Bocconi di Milano.

Nel ’79 si è iscritto all’Albo degli Avvocati di Roma da cui si è successivamente cancellato, non più esercitando l’attività forense;

dal 1995 al 2011 è stato Direttore Generale dell’Aareal Bank Italia, Succursale della Aareal Bank AG con sede in Wiesbaden (Germania), Banca quotata alla Borsa di Francoforte, che opera in 23 Paesi;

dal 2004 al 2013 è stato Presidente della Sezione Finanza, Immobiliare ed Assicurazione di Unindustria – Associazione territoriale del sistema Confindustria di Roma Frosinone Latina, Rieti e Viterbo;

dal 2010 al 2012 è stato consigliere di amministrazione di Beni Stabili Gestioni SGR;

dal 2013 al 2017 è stato Amministratore di numerose Società del Gruppo Leonardo Caltagirone;

dal 2016 sino al 2018 è stato Consigliere di Amministrazione della quotata doBank Spa (Gruppo Fortress) e Presidente del Comitato Rischi;

dal 2016 è Adjunct Professor di finanza immobiliare presso la LUISS Business School;

dal giugno 2014 è stato Presidente ed è ora membro del Comitato Consultivo del Fondo OPI (Fondo Opportunità Italia) di Torre SGR;

dal luglio del corrente anno è Presidente della Revalo Spa che gestisce grandi patrimoni immobiliari;

dal 2018 svolge anche attività di consulenza per SGR e gruppi immobiliari

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