LA PAGINA DEI CONTENUTI E DELLE PROPOSTE COSA SI IMPEGNA A FARE UN CANDIDATO CHE VENGA ELETTO ALLA REGIONE

PARLIAMO DI CONTENUTI


Le azioni fumogene della campagna elettorale e i problemi reali della gente

La Ricerca sia di supporto alla rivoluzione sanitaria

Sulla campagna elettorale irrompono due fatti che debbono far riflettere gli elettori che ancora non hanno deciso: il caso Donzelli e la proposta di legge sulla autonomia regionale in Consiglio dei Ministri.

Ambedue questi fatti sono “azioni fumogene” sulla incapacità delle destra, in particolare quella del Lazio, di fare proposte da attuare in  breve tempo nella  Sanità  e nella Ricerca e sviluppo.

Il Lazio non è nelle condizioni di poter subire ulteriori ritardi per affrontare la situazioni dei Pronto Soccorso e in generale la carenza di medici ed infermieri,  pena il rischio di una caduta verticale della Sanità Pubblica  che deve affrontare la situazione del post Covid  che lascia un ritardo, spesso rischioso, nell’ intervenire su patologie invalidanti e con prognosi infausta.

La regione è riuscita ad uscire dal commissariamento della sanità ed ora può investire ed assumere il personale necessario.

Solo chi ha avuto la capacità di sostenere la crisi dell’epidemia nella fase acuta ha la prospettiva di poter riportare il Servizio Sanitario Regionale ad un livello accettabile di sicurezza per i Cittadini: è questa una ragione più che sufficiente per sostenere la candidatura di D’Amato di fronte ad un candidato come Rocca che non ha mai avuto esperienza di gestione delle Sanità Pubblica.

Il secondo aspetto è che i Servizi per la salute  possono avere un supporto sostanziale nella sua transizione all’utilizzo integrato nella SALUTE DIGITALE   con la  diffusione dell’uso del Fascicolo Elettronico del Cittadino : competenze  e tecnologie sono più che presenti nella nostra Regione con Enti Pubblici di Ricerca (EPR) ed Università  che possono dare supporto sia nelle tecnologie che nei contenuti in un rapporto organico con la Regione utilizzando anche i fondi del PNRR.

Questi obbiettivi che  debbono essere perseguiti con sollecitudine dando un voto responsabile  alla Lista Civica di sostegno alla candidatura di D’Amato portando nel governo della  Regione competenze professionali  a servizio dei Cittadini.

CM

 


LAZIO VERA CAPITALE DELLA RICERCA E SVILUPPO

di Claudio Minelli candidato nella Lista Civica D’Amato Presidente alle Elezioni Regionali Lazio 2023

IL PROGRAMMA DI D’AMATO PRESIDENTE INDICA DIRETTRICI CHIARE:
Un grande progetto di rilancio della nostra economia basato su tre direttrici: innovazione, ricerca e sviluppo. Le misure: un sistema di incentivi per promuovere gli investimenti nelle tecnologie digitali e green; una nuova rete di servizi informativi e di assistenza per le aziende; un programma di formazione 4.0 per la diffusione delle nuove competenze; il rafforzamento della sinergia tra impresa e ricerca, con progetti innovativi come “Rome Technopole” e “10 km di scienza.
HO GIA’ AVUTO MODO DI DIRE ANCHE IN OCCASIONE DELLA PRESENTAZIONE DELLA LISTA DI COSA INTENDO OCCUPARMI, UTILIZZANDO ANCHE L’ESPERIENZA MATURATA IN UN’AZIENDA IMPORTANTE DEL SETTORE AEROSPAZIALE PRIMA, NEL MONDO DEL LAVORO POI ED INFINE IN LUNGHI ANNI DI AMMINISTRAZIONE DI ROMA.
I diritti delle persone, soprattutto degli anziani, la crescita della coscienza civile, la sicurezza sanitaria, la tutela delle fasce deboli sono valori prioritari su cui deve impegnarsi una Istituzione e chi si candida a fare parte dei suoi organi di governo.
Per gli uomini e le donne a cui è rivolto questo impegno, un presupposto importante è Il lavoro, quando c’è o c’è la prospettiva di averlo, sicuro, adeguato alle professionalità acquisite o da acquisire con l’esperienza o la formazione.
Il Lazio anche grazie ad una guida alla Regione accorta e risanatrice di danni passati, solo pochi anni fa, si avviava ad una significativa ripresa economica.
La pandemia è stata gestita in modo esemplare da un ottimo assessore alla sanità che oggi a tutto titolo si candida a governare la Regione, ma ha avuto pesanti effetti sul sistema economico nazionale e laziale e la guerra in Ucraina ora rischia di perpetuarli. Le prospettive di una crescita di disoccupati nell’anno in corso sono preoccupanti. Il caro energia e l’aumento delle materie prime infine possono davvero mettere in ginocchio le famiglie, le aziende e l’intero sistema produttivo.
Una grande battaglia per lo sviluppo è quindi il compito obbligatorio dell’intera collettività regionale; Roma ed il Lazio sono piene di potenzialità e fattori positivi che devono e possono agevolare la ripresa e lo sviluppo.
La Regione in questi anni vi ha svolto e deve continuare a svolgere un ruolo importante.I settori trainanti sono il polo della ricerca, l’industria avanzata in campi strategici ed innovativi, il turismo di qualità legato all’imponente patrimonio storico monumentale ed ambientale di Roma e del Lazio, il commercio ad esso connesso ma che deve anche contare su una ripresa dei consumi, l’edilizia della rigenerazione e recupero urbano e quella legata alle infrastrutture necessarie al riequilibrio territoriale, il sistema della comunicazione , dell’informazione e della cultura, i servizi legati ad un miglioramento della qualità della vita dei cittadini.
La formazione svolge un ruolo importante nei processi di trasformazione ed ammodernamento del sistema produttivo
A fronte dei grandi fattori di crisi soprattutto ci sono grandi occasioni che devono essere sfruttate: gli interventi previsti per il PNRR, quelli legati al Giubileo e quelli possibili connessi all’Expo.Per fare tutto ciò ci vogliono istituzioni efficienti che sappiano attuarli sfruttando anche adeguatamente la rivoluzione tecnologica e la digitalizzazione.
Il rapporto positivo con gli organi intermedi ( sindacati ed associazioni datoriali) è fondamentale, ed è interesse di tutti agevolare la loro crescita di rappresentatività perchè le illusorie soluzioni individuali non hanno mai concorso a raggiungere obiettivi generali e durevoli.
Roma ed Il Lazio devono concorrere a questo obiettivo generale di crescita e sviluppo anche collaborando per quelle riforme istituzionali che rafforzino il ruolo di Capitale di Roma. Ne guadagneranno tutti romani e laziali.
ROMA ED IL LAZIO SONO STORIA, TURISMO , COMMERCIO E CULTURA, MA E’ IL MOMENTO DI DIRE CHE IL LAZIO CON ROMA E’ CAPITALE DELLA RICERCA E DELL’INNOVAZIONE .
CIOE’ STA GIA’ QUI IL FUTURO DI UN PAESE MODERNO E COMPETITIVO DOVE OGGI SI MISURA REALMENTE CHI STA “DAVANTI O CHI DIETRO”.
Occorre lanciare una proposta pervasiva che può risultare dal coinvolgimento concreto del mondo della Ricerca ( EPR) ed Università, che nel Lazio sono una straordinaria realtà.Dico straordinaria poichè nella Regione Lazio vi è il più grande aggregato di Ricerca Pubblica in Università ed EPR (enti pubblici di ricerca) che generano a loro volta spin off di R&S (ricerca e sviluppo) ma che è quasi avulso dalla considerazione della politica mentre invece, con l’occasione del PNRR, dovrebbe essere una realtà strutturata e pervasiva in tutti i progetti della Regione.
Gli addetti Ricerca “intramuros” censiti nella Regione Lazio superano le 60.000 unità………con un valore medio di retribuzione di 45.000 euro/anno
MA NE E’ CONSAPEVOLE L’OPINIONE PUBBLICA LOCALE E NAZIONALE QUANTO PARADOSSALMENTE LO E’ IL MONDO DELLA RICERCA A LIVELLO INTERNAZIONALE?
LAZIO CAPITALE DELLA RICERCA E DELL’INNOVAZIONE vuol dire essere all’avanguardia nel campo di cosa rende attuabile il discorso della sostenibilità in tema ambientale, produttivo, alimentare, culturale, sanitario e comunicativo.
Formazione d’avanguardia e futuro per i giovani.
E questo è l’unico vero campo d’azione in cui Roma ed il resto del Lazio sono in condizioni di parita’!
Il Capitale di Conoscenza è nella Regione Lazio, a Roma ma in tanti siti prestigiosi dell’area metropolitana e nelle altre province.
Il Lazio è tra i più grandi poli della scienza e della ricerca dell’EU e sfida , per numeri di addetti e pubblicazioni scientifiche, i grandi centri mondiali.
Vi operano grandi strutture pubbliche, ma anche importanti iniziative private.
Cosa può fare la Regione Lazio per assistere Università ed EPR nello sviluppo dei progetti di ricerca?Cosa possono collaborare Università ed EPR nello sviluppo economico e sociale della Regione Lazio?
Su questa strada si sono già incamminate esperienze importanti come il programma SUSA, ma è il momento e l’occasione di un progetto vasto e di forte impatto nazionale.
Il patrimonio di competenze e di Conoscenza è immenso e la Regione può diventare attrattiva, in un contesto di Mediterraneo Europeo, e la Regione può sostenere l’aumento dei sistemi di accoglienza per studenti e ricercatori, migliorare la rete dei trasporti tra i Poli della Ricerca Regionale.La Regione Lazio può sostenere un progetto di Rete Pubblica Informatica basata su tecnologie evolute e sistemi complementari satellitari, obbiettivi questi perfettamente compatibili con il PNRR, in un ampio accordo di programma che comprenda anche il Ministero dell’Università e Ricerca.Le spese per la Ricerca Pubblica crea un interessante indotto di servizi ed anche per queste attività vanno considerati azioni di supporto favorendo la creazione di Unità Locali delle Imprese che hanno come attività la fornitura di Beni e Servizi per la R&S.
PER IL PROSSIMO GOVERNO DELLA REGIONE OCCORRE PROSEGUIRE QUANTO GIA’ AVVIATO E FIN DAI PRIMI GIORNI DELLA NUOVA AMMINISTRAZIONE OCCORRE:
a) PROMUOVERE una Conferenza Permanente Regione Lazio con Università ed EPR partecipata dai Sindacati del Comparto Università e Ricerca
b) ATTIVARE Tavoli tematici per Infrastrutture per la Ricerca, servizi al personale con presenza temporanea ( Case per Ricercatori )
c) ATTIVARE Sistemi di Calcolo avanzato e reti ultraveloci per il sistema di R&S regionale
d) ATTIVARE UNA CAMPAGNA DI INFORMAZIONE CHE COINVOLGA I GIOVANI
e) GESTIRE QUANTO PREVISTO DAL PNRR SENZA RINVII E RITARDI
f) IMPEDIRE IN NOME DELL’AUTONOMIA REGIONALE qulsiasi fuga di importanti realtà nazionali nella R&S verso “lidi settentrionali”

PARLIAMO DI CONTENUTI

L’ECONOMIA DEL MARE

Una delle proposte più importanti ed innovative del programma di Alessio D’Amato è la creazione di un assessorato all’economia del mare.
Uno strumento che nessuna regione italiana ha mai adottato. Vogliamo valorizzare l’ecosistema della nostra Regione: parliamo di 350 km di coste, oltre 34mila imprese, 140mila occupati, 8 miliardi di fatturato, il 34 % di quello che produce l’intero settore italiano”. Così il candidato alla Presidenza della Regione Lazio Alessio D’Amato in occasione della presentazione del progetto “Economia del Mare – I progetti della Regione Lazio per creare sviluppo e lavoro”.
“E’ chiaro a tutti che la Blue Economy rappresenta un elemento forte e determinante per la crescita della nostra Regione. Alla Lombardia, che tutti indicano come la locomotiva d’Italia, noi vogliamo contrapporre il Lazio – assicura – come la ‘nave del futuro’. Partiamo da solide basi, quelle che ha prodotto il lavoro di questi anni della Giunta regionale: nel 2018 – ricorda – abbiamo istituito una cabina di regia, poi il Consiglio ha votato la legge regionale sulla Blue Economy, abbiamo creato la Zona Logistica Semplificata di Civitavecchia, pensiamo anche alle zone costiere nella strategia di specializzazione europea attraverso il programma FESR. Vogliamo portare avanti tutte le azioni già messe in campo proprio attraverso la creazione di un assessorato ad hoc che assuma sotto di sé tutte le deleghe attualmente in capo a direzioni diverse”.
E’ partendo da questa proposta strategica che vorremmo attuare due interventi importanti: l’inserimento del Poligono di Tiro di Nettuno con il suo splendido litorale nel parco naturale del Circeo e un piano straordinario per Ostia, riprendendo il grande lavoro fatto da Visioneroma.
Per il Poligono di Tiro, si tratta non solo di sostituire la “protezione” dei militari che ne ha consentito positivamente di fatto la salvaguardia, con le tutele di un Parco.
Vorremo che in questo caso si approfondisse il concetto di economia di un parco dalle caratteristiche storiche particolari.
Valorizzazione e fruibilità dei beni archeologici, riutilizzo delle strutture militari per la ricerca nel sistema ambientale e marino, enti di formazione sull’economia del mare e la salvaguardia delle coste.
Ci piacerebbe anche una sorta di comitato di controllo della cittadinanza che ne favorisse la fruibilità pubblica contemporaneamente alla tutela dei luoghi.
Per Ostia.
Roma si è spesso dimenticata di Ostia ,ma non i Romani che sin dall’antichità avevano valorizzato questo territorio chiamato OSTIA dove realizzarono il loro porto.
E dire che il territorio è ricco di potenzialità. Oltre al mare, infatti, ad Ostia troviamo la bellissima pineta di Castelfusano con al suo interno la via Severiana in pietra di basalti e la villa di Plinio, due siti archeologici che insieme agli scavi di Ostia Antica (insieme a Pompei il sito archeologico più grande del pianeta di cui il 60% è ancora sepolto) danno un ulteriore motivo per valorizzare questo territorio.
Infine il borgo di Ostia Antica con la Chiesa del Peruzzi e il Magnifico Castello di Giulio II
Riassumendo:
• La Spiaggia ed il Litorale – Sistema Ludico Ricettivo e Portuale
• La pineta di Castelfusano – Sistema Ambientale
• Gli scavi di Ostia Antica – Sistema Archeologico
Il tutto a meno di 10 km dall’Aeroporto Internazionale di Fiumicino e a circa 20 km dalla Capitale.
Non è possibile che tutto deve essere lasciato nelle mani dell’intraprenditoria improvvisata e aimè della malavita?
L’assessorato all’economia del mare può segnare una svolta e per Ostia, per questo territorio ad alto potenziale sarà possibile affermare un Sistema Ludico/Ambientale/Archeologico unico al mondo.
Innanzitutto, è necessario rivedere l’industria del turismo spostandolo da una vocazione prettamente locale ad una Nazionale ed Internazionale. Da un parte va, quindi, completamente ripensata la modalità di gestione degli arenili (i cui gestori ad oggi basano ancora la maggior parte dei loro guadagni sulla rendita di posizione – affitto cabine-), arenili da gestire in chiave più moderna sulla falsa riga di quello che avviene sui litorali Romagnoli e Toscani; e dall’altra va ripensata tutta la fascia di congiungimento tra l’arenile e la città che ad oggi si pone di fatto come una barriera mentre dovrebbe essere riproposta con l’obiettivo di creare un cerniera tra la sabbia e l’edificato.
Su tutto il lungomare deve essere ripensata la viabilità (prediligendo quella sostenibile), il sistema dei parcheggi, il verde, gli spazi e le aree di ristoro e da dedicare al commercio, oltre che incentivare lo sviluppo e l’insediamento di attività ricettive ad oggi ridicole per una città balneare e che devono anche essere complementari alle visite dell’area archeologica (quindi anche nell’entro terra).
Discorso a parte merita poi lo sviluppo delle attrezzature da dedicare agli sport acquatici (Vela – Kite e wind surf, canoa, etc..) attraverso la creazione di poli dedicati con possibilità di rimessaggio adeguati ed organizzati, e la gestione del Porto Turistico e di tutta l’attività cantieristica attualmente svolta in modo disordinato lungo le sponde del Fiume Tevere.
Altro ambito di valorizzazione è poi la pineta di Castelfusano, molto frequentata a livello locale ma sconosciuta ai più e sottodimensionata di servizi, priva di adeguata sorveglianza, attività manutentiva e guide turistiche per l’organizzazione di visite guidate.
Insomma, un MARE di opportunità non utilizzate che potrebbero generare anche un MARE di occasioni di lavoro ai giovani del territorio e non solo.
Gli atti del convegno pubblicato dal sito di visioneroma costituiscono un importante traccia degli interventi suggeriti e necessari, a volte anche difformi da alcuni in atto sui quali auspicheremmo anche ripensamenti.
CM

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PARLIAMO DI CONTENUTI

di Olga Severi  candidata nella Lista Civica D’Amato Presidente alle Elezioni Regionali Lazio 2023

 

IL LAVORO FEMMINILE NEL LAZIO

 

Nonostante l’aumento dell’occupazione continua ad esserci una sofferta situazione del lavoro femminile, con un gap di genere del 18% in Italia, dato dall’occupazione ridotta, dai carichi di lavoro familiari che molto spesso pesa solo sulle donne e dalla difficoltà nel raggiungere posizioni apicali nelle aziende rispetto ai colleghi maschi.

Pertanto vengo ad alcune proposte e indirizzo che saranno la base del mio contributo  alla Regione.

Come saprete spetta alle Regioni la potestà legislativa in materia di pianificazione del territorio regionale e mobilità al suo interno, di dotazione infrastrutturale, di programmazione e organizzazione dei servizi sanitari e sociali, di promozione dello sviluppo economico locale e organizzazione in ambito regionale dei servizi.

Il mio impegno  sarà:

1. Proseguire incrementare leggi e atti amministrativi volti a favorire la parità retributiva tra i sessi e il contrasto  ai differenziali retributivi di genere: sia come l’attribuzione di benefici economici sia, mediante un sistema di premialità, le imprese pubbliche private con sede legale e operanti sul territorio regionale che rendono conoscibili e diffondono i dati relativi alla situazione del personale femminile e maschile, con particolare attenzione a quelli relativi alla tutela della maternità, alla formazione e promozione professionale, alle iniziative  per conciliare i tempi di vita con i tempi di lavoro, ai passaggi di categoria  o di qualifica, all’equo riconoscimento delle qualifica professionale nonché alla retribuzione effettivamente corrisposta.

2. promuovere la diffusione di buone pratiche  tra le imprese e gli enti locali con progetti di sensibilizzazione sulla parità retributiva, anche attraverso la creazione di reti di impresa che si distinguono per modelli organizzativi di lavoro paritario

3. diffondere una cultura organizzativa anti-discriminatoria nei luoghi di lavoro anche attraverso UN REGISTRO in cui le imprese pubbliche  e private dimostrino la redazione e la trasmissione, a titolo obbligatorio o su base volontaria, di rapporti periodici sulla situazione del personale con particolare riferimento alla parità salariale.

4. inoltre, mettere in campo atti volti alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro nonché l’equa distribuzione delle responsabilità di cura familiare, sul territorio, a cominciare da un investimento e incremento dei servizi sociali.

Olga Severi

 


PARLIAMO DI CONTENUTI

IN  ATTESA  DEL TERMOVALORIZZATORE DI ROMA  LA MESSA IN FUNZIONE DEGLI IMPIANTI DI BIOMETANO DA FRAZIONE ORGANICA DEI RIFIUTI URBANI E’ INELUDIBILE: OCCORRE UN PIANO REGIONALE

La costruzione di un termovalorizzatore al servizio di Roma Capitale  sta procedendo con gli ostacoli politici che tutti conosciamo; comunque, se sarà possibile realizzarlo, è bene concorrere ad una  progammazione del ciclo integrato dei rifiuti senza remore ideologiche nel processo di valutazione complessiva, che   è  si  tecnica ,  ma  deve avere una sua sostenibilità  economica che possa alla fine permettere di abbassare il costo della TARI.

La Giunta Comunale di Roma aveva anche approvato  la costruzione di due impianti biodigestori per la FORSU (i rifiuti organici) da 100.000 tons/anno da finanziare con i fondi del PNRR che non sono stati però concessi e quidi sono scomparsi dalle cronache e dal dibattito politico e sui quali il Sindacoha detto di impegnarsi a trovare un finanziamento alternativo.

Le popolazioni interessate    non sono favorevoli a queste installazioni ma la gestione della FORSU nel Lazio è fondamentale  per trasformare un costo – quello di trasferimento dei rifiuti  fuori Regione – in un processo tecnologicamente avanzato che crei un prodotto di alto valore sia ambientale che economico; la sfida al metano naturale di importazione si può vincere anche con la produzione di biometano che può contribuire da una parte alla diminuzione degli acquisti di gas naturale e dall’altro rappresenta un caposaldo della economia circolare.

In Italia , stando ai dati forniti dal Consorzio Italiano Biogas (CIB),  sono  operativi circa 1.500 impianti di biogas (di cui 1.200 in ambito agricolo)   mentre del Lazio solo… progetti in corso.

La dimensione media degli impianti esistenti è tra le 30.000 e la 70.000 tons/anno;  forse quelli da 100.000 tons/anno previsti dala Giunta Gualtieri  sono troppo grandi in termini di impatto ambientale e sulla popolazione del territorio,   quindi un compito del prossimo Governo della Regione Lazio dovrà essere quello di redigere un Piano Regionale che non solo riguardi Roma Capitale ma anche tutte le altre Province del Lazio  per la produzione di biometano da FORSU e dalla zootecnia ove esistente.

Sono impianti a redditività sicura che possono generare occupazione e valore industriale.

Come detto prima,  le tecnologie sono mature ma va fatto un piano di localizzazione degli impianti  minimizzando costi ambientali e disagio per le popolazioni.

E’ una strada obbligata, diversamente è un impoverimento di tutti costretti a pagare costi di trasporto degli RSU  senza alcuna ricaduta positiva sul Territorio


 


IL “MANIFESTO ELETTORALE” DI CLAUDIO MINELLI E OLGA SEVERI

IL MIO IMPEGNO
La mia vita si è divisa tra l’impegno nel sindacato nel quale ho sempre cercato di portare avanti una linea di confronto ma anche di collaborazione con il mondo imprenditoriale e quello nell’amministrazione della città in cui ho molto amato l’esperienza con il sindaco Rutelli in particolare nel settore del commercio ma anche quella con Veltroni, soprattutto nelle trasformazioni urbanistiche e negli interventi di riqualificazione e trasformazione urbana
Una esperienza che mi ha fatto conoscere anche dirigenti e dipendenti dell’amministrazione di grande professionalità e dedizione di cui spesso si sottovaluta presenza e importanza.
In questa difficile competizione elettorale ritrovo amici di lunga data di cui apprezzo la preparazione, onesta’ e serietà.
Ed in particolare mi piace dare una mano a Damato che stimo come persona e per quello che ha dimostrato di fare come assessore.
L’associazione Visioneroma che ha assorbito ogni mio interesse in questi ultimi anni mi ha manifestato tutto l’appoggio degli amici di grande livello umano e professionale che la compongono. E di ciò sono particolarmente grato.
Se ci sarà il risultato auspicato penso di portare in Regione l’esperienza maturata in tanti anni e soprattutto la concretezza del fare che ben sanno coloro che mi hanno conosciuto o incontrato nel corso dell’attività amministrativa.

Claudio Minelli

 

IL MIO IMPEGNO

Mi sono candidata nella lista Civica D’Amato per tre motivi:

1. perchè ho il piacere di assumere questo impegno insieme a Claudio Minelli, amministratore di certificata capacità amministrativa e uomo di non comune sensibilità umana e sociale
2. perchè la sfida a buttarsi in una nuova esperienza di impegno civile e sociale è una scelta che mi deriva dall’ambiente politico e culturale in cui sono cresciuta.

3. perché, tutto sommato,penso di poter dare il mio contributo a rinnovare il centro sinistra e il governo della Regione come donna che crede che la realtà sognata – parità di genere, parità retributiva nel lavoro, cultura della non violenza, ruolo delle donne nella tutela dell’ambiente diventi realtà vera con gesti e azioni concrete. E’ bene che sappiate che parlo innanzitutto delle donne, forte della mia esperienza professionale che è sempre consistita in un’attività femminile a garanzia e sostegno dei diritti delle donne nel lavoro, nella salute, nell’istruzione, nella ricerca scientifica, nel mondo delle arti e saperi e nella famiglia. In Italia, lavorando nell’editoria e in progetti ed eventi sociali e da Presidente dell’ Associazione #PremioMinervaAnnaMariaMammoliti e del Premio Minerva. All’estero, come editorial producer in progetti di cooperazione non profit a favore dell’uguaglianza donna-uomo, dell’infanzia e contro la povertà in Paesi come Libia, Iraq, Yemen, Swaziland.

M piacerebbe, con il tuo consenso, portare questa mia esperienza e competenza anche nell’ Istituzione regionale. Senza mai perdere la bussola di ogni pensiero e azione progressista:ovvero che il territorio in cui viviamo, sia esso Comune, Regione, Stato, ha un solo, comune orizzonte: il Mondo. A cominciare da un’Europa più attiva e giusta, in pace e non in guerra come è ora per l’aggressione russa all’ Ucraina.

L’orizzonte di una città, Roma, una Regione, il Lazio, uno Stato, l’ Italia, un continente, l’ Europa, in un Mondo in cui Donne e Uomini senza alcuna distinzione di sesso, etnia, religione, ceto sociale, come dice la nostra Costituzione, possano convivere e migliorare le loro condizioni di vita.

 

Olga Severi

 

 

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Come è difficile essere eletto consigliere regionale: ma ci si può riuscire!

 

La destra ha governato male il Lazio e Roma, le persone dovrebbero evitare che tornino a farlo, invece leggiamo sondaggi ed opinioni che sembrano non tenerne conto.

La destra si gioca soprattutto il “vento che tira” e le relazioni con il nuovo sistema di governo nazionale. La divisione di chi vi si oppone favorisce  questo possibile (ma non certo) ed  insensato esito. E il risultato personale positivo di un ottimo assessore come Alessio D’Amato che sul campo ha dimostrato capacità e serietà è probabilmente la sola grande e concreta speranza di battere la destra.

Ora mi è stato chiesto di dare una mano in un momento di difficoltà presentandomi nella lista civica D’Amato, dopo che per molti anni mi ero allontanato dalla politica, ma non dall’impegno civico.

Per la prima volta dopo molti anni mi devo misurare con la fatidica preferenza elettorale!

Nella mia esperienza di assessore in vari campi non ho mai avuto tempo o voluto curare “clienti”, “correnti e correntine” , perché rimango dell’idea che le due cose sono incompatibili.

Considerato poi che a seconda del risultato del duello sulla Presidenza, scatta il premio di maggioranza  ne consegue pure che  aumenta tantissimo il numero di preferenze necessarie per essere eletto.

Ecco che allora ti accorgi di quanto sia difficile il “ricambio” e l’ingresso nel “circolo chiuso” della politica! Il circolo ti accorgi subito che è composto da esponenti politici che possono vantare  di aver svolto bene il proprio ruolo (è proprio il caso di D’Amato e ovviamente non solo) e che a ragione si ripropongono nella nuova amministrazione.

Ma anche di altri che si avvalgono di relazioni, favori (?), collocazioni possibili o promesse, strutture ben organizzate del consenso.

E allora chi si propone di “entrare”   perché è portatore di idee innovative anche per l’età oppure di esperienza verificata sul campo, si trova davanti ad un muro difficilmente valicabile.

Anche perché salvo rare eccezioni, non entra nell’altro “circolo”  quello mediatico.

Qui oggi ti aiuta un po’ il troppo spesso criticato “internet” o mondo social che può sfondare la comunicazione se hai argomenti validi, fantasia oppure perché fai parte di associazioni e organismi attivi.

Ed allora concludendo , non gettiamo la spugna e rompiamo quel muro!

 Continuando a parlare con le persone degli argomenti che davvero  interessano cioè  il lavoro, l’efficienza di una macchina amministrativa dalle ruote quadrate, della sicurezza  sanitaria e dei tanti problemi  di questa epoca difficile.

E contiamo su chi hai potuto conoscere personalmente in tanti anni di attività e sul giudizio che hanno dato del tuo operato , così come speriamo che pesi il giudizio dato  su una giovane che si presenta con me , nella stessa lista, Olga Severi  impegnata da anni a garanzia e sostegno delle donne, dei loro diritti e ruolo.

 

Claudio Minelli

 

 

 

Mi sono candidata nella lista Civica D’Amato per tre motivi:

1. perché mi ha convinto #claudiominelli, il nostro capolista, amministratore di certificata capacità amministrativa e uomo di non comune sensibilità umana e sociale
2. perchè la sfida a buttarsi in una nuova esperienza di impegno civile e sociale è una scelta che mi deriva dall’ambiente politico e culturale in cui sono cresciuta.

3. perché, tutto sommato,penso di poter dare il mio contributo a rinnovare il centro sinistra e il governo della Regione come donna che crede che la realtà sognata – parità di genere, parità retributiva nel lavoro, cultura della non violenza, ruolo delle donne nella tutela dell’ambiente diventi realtà vera con gesti e azioni concrete. E’ bene che sappiate che parlo innanzitutto delle donne, forte della mia esperienza professionale che è sempre consistita in un’attività femminile a garanzia e sostegno dei diritti delle donne nel lavoro, nella salute, nell’istruzione, nella ricerca scientifica, nel mondo delle arti e saperi e nella famiglia. In Italia, lavorando nell’editoria e in progetti ed eventi sociali e da Presidente dell’ Associazione #PremioMinervaAnnaMariaMammoliti e del Premio Minerva. All’estero, come editorial producer in progetti di cooperazione non profit a favore dell’uguaglianza donna-uomo, dell’infanzia e contro la povertà in Paesi come Libia, Iraq, Yemen, Swaziland.

M piacerebbe, con il tuo consenso, portare questa mia esperienza e competenza anche nell’ Istituzione regionale. Senza mai perdere la bussola di ogni pensiero e azione progressista:ovvero che il territorio in cui viviamo, sia esso Comune, Regione, Stato, ha un solo, comune orizzonte: il Mondo. A cominciare da un’Europa più attiva e giusta, in pace e non in guerra come è ora per l’aggressione russa all’ Ucraina.

L’orizzonte di una città, Roma, una Regione, il Lazio, uno Stato, l’ Italia, un continente, l’ Europa, in un Mondo in cui Donne e Uomini senza alcuna distinzione di sesso, etnia, religione, ceto sociale, come dice la nostra Costituzione, possano convivere e migliorare le loro condizioni di vita.

Olga Severi

 



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