ELEZIONE IN CAMPIDOGLIO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEL CIBO E TUTTI GLI ARTICOLI E DOCUMENTI DI SEMI E BOCCONI

SEMI E BOCCONI DI GIANFRANCO PICCIONI

 

La necessità di riflettere sui temi dell’Agricoltura e del Cibo, il pane quotidiano della vita, induce Visioneroma a dar vita, a partire dalla Giornata FAO, dell’alimentazione del 16 ottobre 2025, ad una nuova rubrica  sul cibo e la sua filiera che possa contribuire alla crescita della coscienza critica dei Cittadini.

Questa pagina deve essere terreno fertile per semi e pensieri.

Una pagina per comunicare l’ambiente e il cibo a Roma.

Il seme e il boccone

Il seme è lento e profondo.
Sono articoli o piccoli saggi che richiedono letture e ricerche, interviste ai protagonisti, presentazioni di libri e pubblicazioni. Sia di Piccioni che di altri cittadini o istituzioni, in questo caso, anticipato da sinossi e riportato con il massimo di libertà. Contributi che richiedono tempo per farli maturare e raccogliere.

Il boccone è la minima parte del pasto.
Comincia con il morso, tagliente, incisivo e critico. Suggestioni, notizie veloci, brevi interviste. Seguendo il modello, si diceva lo scorso secolo, della ” spigolatura”. Vedi che c’è il seme. Quindi sottratta dal fluire disordinato dell’alluvione Informativa e segnalata per essere rilevante per la visione di Roma.




 

Food Policy. Fabio Ciconte rieletto presidente del Consiglio del Cibo di Roma, in Aula Giulio Cesare in Campidoglio, Mercoledì 4 febbraio 2026.

Mercoledì 4 febbraio 2026, l’Aula Giulio Cesare in Campidoglio ha ospitato la prima seduta dell’Assemblea del Consiglio del Cibo di Roma. In questa occasione istituzionale, svoltasi alla presenza del Sindaco Roberto Gualtieri e dell’Assessora Sabrina Alfonsi, Fabio Ciconte e’ stato rieletto Presidente dell’organismo.

Aula Giulio Cesare in Campidoglio, i componenti del Consiglio riempiono gli scranni e l’aula.

Il Consiglio del Cibo 2026. I numeri di una realtà sincretica

Il Consiglio del Cibo rappresenta un ecosistema variegato composto da 205 realtà del sistema alimentare locale.

La composizione statistica dei membri aderenti evidenzia la natura inclusiva del progetto:

Settore

Percentuale

Terzo Settore

55%

Aziende

20%

Associazioni di categoria

15%

Università e Ricerca

10%

Cronaca dell’elezione: il valore dell’acclamazione

L’elezione, presieduta da Giammarco Palmieri, ha visto la riconferma del presidente uscente Fabio Ciconte. Nonostante l’Articolo 48 della Costituzione sancisca solitamente la segretezza del voto per proteggere la libertà di scelta, la realtà e le circostanze specifiche hanno permesso una diversa modalità di espressione:

1. Candidatura Unica: Fabio Ciconte è stato l’unico a presentare la propria candidatura durante la seduta, come previsto dal regolamento.
2. Scelta dell’Assemblea: Il Presidente Palmieri ha consultato l’aula sulla modalità di voto; l’Assemblea ha optato all’unanimità per l’acclamazione.
3. Consenso Palese: L’elezione è avvenuta senza scrutinio formale, ma attraverso una manifestazione di consenso palese (applausi) che non ha registrato alcun dissenso o formale ricorso.

Funzioni e prospettive future

È importante chiarire che, ai sensi del regolamento (DAC n. 68 del 13/04/2023), il Presidente ha funzioni di rappresentanza e coordinamento, non poteri operativi diretti.

I suoi compiti sono:

Rappresentare il Consiglio internamente ed esternamente.
Convocare e coordinare l’Assemblea garantendo la massima partecipazione.
Attuare le decisioni prese dall’Assemblea.

Perché non c’è stato un dibattito?

Il Presidente uscente ha presentato il lavoro svolto finora; tuttavia, le linee guida future non potevano essere discusse prima dell’insediamento.

Il dibattito programmatico è previsto per la prossima Assemblea (prima settimana di marzo), dove sarà obbligatorio definire le politiche future.

L’organo decisionale è l ’Assemblea del Consiglio del Cibo come dettagliato dall’art. 8.  

Successivamente, i Tavoli tematici svilupperanno le azioni concrete sotto la guida dei rispettivi coordinatori eletti dai componenti dei Tavoli.

Riflessione: La Democrazia come Esercizio di Gioia

Premetto, come è noto, che la democrazia è sotto attacco, molte le critiche:

1. Esterne sia dalle autocrazie che dagli imperialismi.
2. Interne per scarsa efficienza ed efficacia (burocratismi e formalismi).

Penso che la Democrazia sia uno degli strumenti sociali per la felicità.

Il concetto di gioia nella democrazia va oltre la semplice felicità individuale, configurandosi come un’emozione collettiva, un atto politico.

La democrazia, offrendo libertà e diritti, crea le condizioni per la ricerca della felicità pubblica e personale.

La democrazia sposta il baricentro della felicità dall’individualismo a una dimensione comunitaria, intesa come bene comune e realizzazione di sé all’interno di una società di uguali.

Per me la gioia nella democrazia non è solo un sentimento passeggero, ma un orizzonte etico e politico che mira a una società più inclusiva e vitale.

Eleggere, per acclamazione, il Presidente Fabio Ciconte è stato un esercizio di gioia democratica.

Presidente Palmieri, Assessora Alfonsi, Presidente Ciconte.

Comunicato stampa di SPQR.

Il Consiglio del cibo di Roma ha rinnovato la sua guida. Nell’aula Giulio Cesare in Campidoglio, il Consiglio si è riunito per l’elezione del suo Presidente, confermando Fabio Ciconte, direttore e co-fondatore dell’Associazione ambientalista Terra!, saggista ed esperto di agricoltura e filiere alimentari, impegnato in battaglie ambientali e sociali come quella contro il caporalato. Ciconte è stato uno dei principali artefici del comitato che ha costruito il percorso partecipato e ha portato all’approvazione della delibera 38 del 2021 con cui l’Assemblea capitolina ha individuato gli indirizzi per attuare la food policy di Roma 


Il Consiglio raccoglie 200 iscritti, tra realtà agricole, università, enti di ricerca, associazioni, sindacati, operatori dei mercati rionali e contadini, reti dei gruppi di acquisto solidale, reti di impresa e poli civici. I setti tavoli tematici in cui è suddiviso coadiuvano e stimolano le politiche dell’Amministrazione per il governo del sistema agroalimentare di Roma, partendo dall’accesso al cibo sano, alla ristorazione scolastica e all’educazione alimentare, passando per la valorizzazione delle filiere territoriali, fino alla promozione della cultura gastronomica.

 Nel percorso di attuazione della food policy, Roma ha scelto di fare rete con le altre città per valorizzare le eccellenze del territorio. Ha aderito all’Associazione Città dell’Olio, all’Associazione Città del Vino e le è stata riconosciuta, da ONAF, la nomina di Città del Formaggio 2025 e ha partecipato a fiere ed eventi in ambito nazionale come Slow Fish, Sana – Fiera del cibo biologico, Vinitaly, Terra Madre, Villaggio Coldiretti, Vinòforum ed Excellence

“Desidero esprimere una grande soddisfazione per la rielezione di Fabio Ciconte a Presidente del Consiglio del cibo di Roma, la cui esperienza e competenza saranno preziose per continuare il percorso di creazione delle politiche del cibo della Capitale. Abbiamo scelto di costruire un processo partecipativo, tramite una rete forte a servizio dei bisogni e del potenziale che Roma esprime. È questo, in fondo, l’insegnamento più potente che l’agricoltura ci offre: è il sistema a fare la differenza; è la rete a superare isolamento e marginalità; e sono la cura e la condivisione a promuovere uno sviluppo dei territori e delle comunità” ha dichiarato Sabrina Alfonsi Assessora all’Agricoltura, ambiente e ciclo dei rifiuti.



CONSIGLIO DEL CIBO: UN APPUNTAMENTO IMPORTANTE

Roma rinnova il suo impegno per il cibo: al via il nuovo Consiglio del Cibo.

Visioneroma ci sarà e invita tutti i cittadini a partecipare.

Mercoledì 4 febbraio 2026, l’Aula Giulio Cesare in Campidoglio ospiterà la prima seduta dell’Assemblea del nuovo Consiglio del Cibo di Roma.

Convocato dal Presidente della Commissione Ambiente Giammarco Palmieri.

L’incontro, previsto per le ore 17:30 (con registrazione dei partecipanti alle 16:30), vedrà la partecipazione del Sindaco Roberto Gualtieri e sarà l’occasione per eleggere il nuovo Presidente e tracciare un bilancio del primo biennio di attività.

Un bilancio di successi: i primi due anni (2024-2026)

Dall’elezione del Presidente uscente Fabio Ciconte, avvenuta il 12 gennaio 2024, il Consiglio ha ottenuto risultati tangibili, portando la Food Policy nella città di Roma e al centro dell’agenda amministrativa capitolina:

Pianificazione Sociale: Integrazione della Food Policy nel Piano Sociale di Roma Capitale 2024/2026.
Ristorazione e Identità: Contributo decisivo al Regolamento sui Dehors e all’approvazione del Regolamento per la tutela della cucina tipica romana, con la proposta di un “Marchio Ombrello” per la ristorazione sostenibile.
Sostenibilità nelle Mense: Introduzione del “Menù Green” nelle mense scolastiche tramite la Memoria di Giunta del 31 ottobre 2024.
Agricoltura Urbana: Approvazione del nuovo Regolamento per gli Orti Urbani Comunitari (OUC).
Contrasto alla Povertà: Definizione delle linee guida per la governance collaborativa contro la povertà alimentare e l’avvio del progetto “Case del Cibo”.

Grazie al lavoro dell’Assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei Rifiuti guidato da Sabrina Alfonsi, Roma è diventata la prima grande città italiana a dotarsi di una strategia operativa così strutturata.

Analisi della crescita: i numeri del nuovo Consiglio

Il rinnovo del Consiglio ha fatto registrare un’espansione significativa, segno di una vitalità crescente del tessuto civile ed economico romano.

Partecipazione e Turnover

Crescita netta: Gli aderenti sono passati da 147 nel 2024 a 205 nel 2026.
Nuovi ingressi: Sono circa 100 le nuove entità che entrano a far parte dell’Assemblea.
Tasso di ritenzione: Il 75% delle organizzazioni originarie (circa 95 realtà) ha confermato la propria adesione.
Stabilità della leadership: Nel 55% dei casi, il rappresentante legale è rimasto lo stesso rispetto al 2023.

Composizione del Consiglio (2026)

La diversificazione delle competenze è uno dei punti di forza della nuova assemblea:

Categoria

Percentuale

Note principali

Terzo Settore e Associazioni

55%

Forte crescita di APS e ODV locali.

Aziende e Società Agricole

20%

In aumento le piccole aziende individuali.

Associazioni di CategoriaSindacati

15%

Presenza stabile delle grandi confederazioni.

Università e Ricerca

10%

Crescita qualitativa con nuovi dipartimenti scientifici.

Verso il futuro: sfide e riforme necessarie

Nonostante i traguardi, l’analisi del primo biennio suggerisce alcune aree di miglioramento per rendere l’azione del Consiglio ancora più incisiva:

1. Riforma del Regolamento: È necessario rafforzare il ruolo formale del Presidente e la legittimità dei coordinatori dei tavoli tecnici nel dialogare conAssemblea, la Giunta Capitolina e gli uffici.
2. Governance e Risorse: Si propone l’inserimento di un finanziamento regolare e annuale per il funzionamento del Consiglio (nel 2025 sono stati stanziati 60.000 euro).
3. Progetti Territoriali: Formalizzare le “Case del Cibo” e finanziare progetti pilota nelle aree dove esistono già reti attive di Food Policy. Come il Terzo Luogo (alla francese) con la Casa del Cibo come motore della crescita urbana, sociale ed economica del quartiere di Quarticciolo.
4. Sinergia Politica: Incrementare il coinvolgimento della politica affinché diventi un “committente” attivo delle proposte del Consiglio del Cibo.

L’appuntamento del 4 febbraio segna l’inizio di una nuova fase: l’obiettivo è trasformare le strategie approvate in servizi concreti per i cittadini, consolidando Roma come modello internazionale di democrazia partecipativa applicata al sistema alimentare urbano e periurbano.



CIRCOLO TEMATICO POLITICHE AGRICOLE E DEL CIBO

ASSEMBLEA FONDATIVA 29 NOVEMBRE 2025

ELEZIONE NELL’ESECUTIVO DI GIANFRANCO PICCIONI

 

Intervento di Gianfranco Piccioni




Presentazione del libro “Il cibo è politica”

 

 




CIBO E’ SVILUPPO URBANO : CONVEGNO CON RELATORI PER VISIONEROMA GIANFRANCO PICCIONI  E RENATO GUIDI

 

 

Parte I

  XII EDIZIONE EXCELLENCE FOOD INNOVATION  Convegno “Cibo è: Sviluppo urbano ”  6 novembre 2025 – c/o Officine Farneto Via dei Monti delle Farnesina n. 77).

RELAZIONI DI GIANFRANCO PICCIONI, RENATO GUIDI E MARINA IZZO

Parte II

XII EDIZIONE EXCELLENCE FOOD INNOVATION Convegno  “Cibo è: educazione alimentare, scuola, formazione e salute” Martedì 4 Novembre 2025.

Interventi


Parte I

 

EXcellence  –  Cibo è: Sviluppo Urbano.

Relazione: Arch. Renato Guidi

IL CIBO ANELLO DI CONGIUNZIONE TRA CITTA’ E VERDE

Buongiorno a tutti,

quando sono stato invitato a partecipare a questo convegno, mi sono detto … io Architetto cosa c’entro con il tema cibo, poi riflettendoci su, ho riscontrato che in molti miei progetti il cibo, la sua produzione e la sua commercializzazione hanno molti punti d’interconnessione e quindi eccomi qua!

Sono l’arch. Renato Guidi, CEO della Bioedil Progetti una società di ingegneria che opera in Italia e soprattutto a Roma.

La mia professione consiste nella progettazione urbanistica e nella progettazione di edifici nuovi o da recuperare, nei quali si realizzeranno residenze, uffici e servizi pensati per offrire i maggiori confort ai futuri fruitori. Progettiamo anche impianti sportivi e recuperiamo terreni a verde con attrezzature ricreative e ristorative, mentre terreni con forti connotazioni agricole li valorizziamo con strutture agrituristiche.

In questi edifici e terreni si mira, oltre ad una buona architettura, anche ad un risparmio energetico e ad una ecosostenibilità, cercando di non alterare gli aspetti climatici, naturali e architettonici del contesto.

Sappiamo tutti che Roma è una città molto particolare, è insieme a Londra la città più estesa dell’Europa 1.285 Kmq, dei quali ben 1.000 Kmq sono occupati da aree verdi e agricole. Il consumo del suolo per il costruito è il 23,5%.

Queste dimensioni evidenziano le carenze che si riscontrano sia nel tessuto urbano che risulta molto vasto, eterogeneo e distribuito sul territorio in maniera discontinua e sia nel tessuto edificato ricco di emergenze edilizie, ma allo stesso tempo con luoghi ed edifici in degrado e spesso abbandonati, il tutto con una densità abitativa troppo bassa. Ad esempio Londra che ha una superficie simile alla nostra città, ha una densità abitativa doppia 5.590 Ab/Kmq rispetto a Roma con i suoi 2.235 Ab/Kmq.

E’ da qui che derivano i molti problemi della gestione cittadina, non solo di organizzazione ma soprattutto di questioni economiche e manutentive.

I dati mostrano che la città è in difficoltà, incapace di crescere e di mettersi alla pari con le città europee.

Appare chiaro che l’unica strada attendibile per risolvere questa grande criticità, sarà quella di mettere a reddito il sistema verde e tutte le aree con edifici fatiscenti e abbandonati.

Bisognerà creare “un sistema operativo” in sintonia con le attuali normative urbanistiche ed edilizie, agevolando sistemi di valorizzazione in tutti questi luoghi.

La riqualificazione del sistema del verde di cui Roma vanta per estensione il primato europeo, necessita di una ridefinizione del rapporto con la città perso, ormai, da anni. Una prima azione dovrà essere il recupero e la riqualificazione sistematica delle aree verdi esistenti, coadiuvata da un adeguato sistema di valorizzazione e manutenzione nel tempo.

Questi costi, devono essere ripagati da interventi pubblici/privati prendendo spunto dai punti verde qualità o da una gestione pubblica di spazi adibiti a sistemi ricreativi, sportivi e di ristoro con costi relativamente bassi necessari a coprire le spese manutentive e gestionali. Di questo genere abbiamo molti esempi, vi ricordo tra questi il parco con il laghetto di Tor di Quinto o il parco di Via Cortina d’Ampezzo.

La seconda azione sarà mettere in relazione le aree agricole che dovranno diventare anche loro parte integrante del tessuto e dell’economia della città. Di fondamentale importanza sarà l’integrazione di tali aree intese come un sistema complesso che interagisca con il sistema urbano frammentato di Roma.

La realizzazione di servizi sociali, assistenziali e commerciali/ristorativi coordinati con l’agricoltura e la città, dovrà essere il sistema innovativo.

La terza e ultima azione dovrà invece essere rivolta a tutti quei luoghi della parte urbana composti da spazi ed edifici abbandonati da anni. L’amministrazione dovrà intervenire con un’azione coordinata rendendo questi “non luoghi della città” aree di socializzazione e servizio come d’altronde si è fatto e si sta facendo su progetti esemplari tipo il Casilino Sky Park e sull’area dell’ex Mattatoio con la città dell’altra economia.

Per portare tutto questo a sistema, ritengo necessario che l’Amministrazione predisponga elenchi di tutte le sue proprietà in disuso sia aree verdi che aree abbandonate e fatiscenti al fine di poter predisporre una programmazione e incentivare proposte pubblico/private.

E’ ulteriormente importate, anche, evidenziare che questa idea di “Sistema” si connette e rafforza anche con uno dei settori più proficui della città di Roma, ovvero il settore turistico/ricettivo. Sviluppandosi in questa direzione e considerando le funzioni sociali, aggregative ed economiche, il cibo diventerà l’anello mancante tra verde e città.

Mettere in rete queste aree con sistemi di coltivazione “D.O.C. ROMA” tipo vigne, oliveti, mandorli o allevamenti di api e anguille, consentirebbe tramite un’economia circolare di avere prodotti cittadini autoctoni venduti nei mercati, chioschi, bar, alberghi e ristoranti.

Sperimentazioni di questo tipo si stanno affrontando lungo le mura Aureliane, vicino al Colosseo e sul colle Palatino dove si sono piantati vigneti per far rivivere le antiche varietà di uva, come il “bellone” menzionato da Plinio Il Vecchio.

Immaginate l’impatto economico che tale prodotto potrebbe avere nel settore turistico e anche culturale, facendo rivivere antichi gusti!

Potrebbe essere anche molto interessante nelle aree a vocazione agricola introdurre strutture ricettive tipo Clamping, per una vacanza romana particolare bevando e mangiando a Km 0. Da qui tramite la creazione di una rete di percorsi naturalistici e archeologici collegati alla città, si potrebbe dare continuità ad un sistema turistico, ricreativo e ristorativo.

In questa prospettiva, l’ambiente e il paesaggio diventeranno centrali per le risorse e lo sviluppo del territorio urbano.

Bisogna che si crei una vera e propria filiera produttiva che generi economia al fine di avere in città oltre ai prodotti a Km 0, anche riserve idriche delle quali attualmente Roma è sprovvista, creando laghetti artificiali che consentano migliorie climatiche e magari allevamenti di anguille note nella Roma antica come piatto succulento per consistenza e gusto. Gli storici raccontano che venivano offerte nei pranzi più importanti.

Come abbiamo detto il territorio urbano è vasto e la sua dimensione porta molte idee e a molti ipotetici utilizzi, come quello di creare aree in cui oltre alla coltivazione venga prodotta energie alternativa con campi fotovoltaici, oppure con fieno necessario alla produzione di gas.

Ma torniamo al cibo e dove può essere prodotto e mangiato sempre tenendo sott’occhio gli obiettivi principali delle tre azioni del sistema.

Un’attività che mi viene richiesta e che può essere utilizzata a questo scopo, è la creazione, in aree ed edifici dismessi ed abbandonati, di servizi assistenziali come le residenze per anziani autosufficienti impostate come vere e proprie aziende agricole dove gli stessi anziani potrebbero essere i protagonisti sia nell’insegnamento, sia nella coltivazione, sia nell’allevamento ad esempio di api per il miele molto usato dagli antichi Romani.

In questi centri, anziani e giovani entrerebbero in contatto e la società si rafforzerebbe nella tradizione, nello sviluppo e nella conoscenza. In questi  luoghi si preserverà la storia e la cultura del cibo locale, che potrà anche essere mangiato nella stessa struttura.

Nella città che mi immagino ci dovrebbero essere spazi per la socializzazione e la cultura, si potrebbe prendere spunto da quanto era stato pensato dall’arch. Renato Nicolini per “L’estate Romana”. I molteplici eventi da lui pensati e realizzati avevano come scopo l’inclusione sociale, mantenere le tradizioni e ricordare la nostra storia, inoltre ci dovrebbero essere chioschi con le loro coltivazioni specifiche per frullati DOC e mercati con solo prodotti romani provenienti dai punti verdi, dalle uve coltivate lungo le mura e dagli orti delle comunità condominiali che coltivano olivi ed agrumi al Piano di Copertura. Un’economia circolare che consenta anche piccoli interventi di arredo urbano, al fine di rendere più agevole la socializzazione.

Per combattere un mondo cittadino che va verso la depersonalizzazione, luoghi come questi descritti rafforzeranno la persona aumentando i rapporti, la conoscenza della tradizione e della storia e opportunità ricreative.

In linea con questi ragionamenti l’amministrazione Comunale, come ho già detto, dovrà incentivare la possibilità di realizzare quanto descritto con regole certe e tempi brevi e soprattutto creando un ufficio dedicato alle strategie, ai bandi ricognitivi, alle Conferenze dei Servizi e a sponsorizzare iter del tipo Project Financial o del tipo Partenariato Pubblico/Privato, dando rapidamente assenso a questa o quella iniziativa.

Concludo dicendo che, come il cibo fa crescere l’uomo, il cibo farà crescere Roma.

Arch. Renato Guidi

CEO Bioedil Progetti


EXcellence. Cibo è: Sviluppo Urbano.

Relazione di Gianfranco Piccioni

Roma è per l’ONU la città del Cibo. Per i romani cemento e traffico?

Come Roma può divenire il modello della nuova urbanistica sostenibile.

Per la comunità di filiera del cibo.

Il contesto mondiale

Gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 dell’ONU in particolare le “misure”: 3. Benessere e salute;   11. Città e comunità sostenibili;   12.Consumo e produzione responsabili;

L’ Accordo di Milano del 2015 a cui ha aderito Roma ed altre cinquecento città del mondo.

Roma
Il Consiglio del Cibo di Roma, un organismo di Roma Capitale nato dal basso, è una consulta cittadina, istituita con Deliberazione di Assemblea Capitolina n. 38 del 27 aprile 2021 (il successivo regolamento è stato approvato con la DAC n. 68 del 13 aprile 2023) vede la collaborazione di 147 realtà: associazioni (L.117/2017), università, centri di ricerca, associazionismo della filiera produttiva dall’agricoltura all’artigianato, mercati e ristorazione “nello sforzo di mettere al centro dell’azione politica i contenuti del Piano del Cibo”.

Il consiglio del cibo è un organo dell’amministrazione di Roma Capitale in particolare dell’Assemblea Capitolina, incaricato , per Regolamento approvato all’unanimità, di supportare tutti i Consiglieri nelle tematiche inerenti il cibo di Roma.

L’articolazione del Consiglio è per “Tavoli Tematici”.

Il sistema alimentare

Il sistema alimentare è una realtà complessa guidata da innumerevoli fattori di tipo economico, culturale, sociale ed ambientale. Una migliore comprensione di questi driver e della loro interazione risulta indispensabile per immaginarsi un futuro delle filiere agroalimentari e una nutrizione sostenibili.

Il concetto di qualità della filiera agroalimentare, passa dalla valutazione dell’impatto ambientale, alla valutazione dell’impatto sulla salute, ma esige professionisti esperti dei metodi tecnico-scientifici necessari a gestire l’ambito nutrizionale a Roma c’è. 

Le agricolture romane non sono un dato residuale del passato, ma una realtà viva, diffusa, produttiva, che occupa oltre 40 mila ettari di superficie agricola e coinvolge migliaiadi aziende, cooperative, imprenditori, agricoltori.

L’agricoltura romana è un tessuto connettivo che tiene insieme la città e il suo paesaggio, che custodisce tradizione, sperimenta e innova. È un motore di sostenibilità, inclusione sociale ed economia circolare.  

Il concetto è rompere gli schemi e le abitudinarie prassiprogettuali perché “Il cibo è politica, ed è unificante, rompe le classiche e schematiche logiche strutturali, proprie dell’urbanistica romana.

La filiera del cibo è economico-sociale crea la struttura di comunità.

Attraverso il cibo passa la sostenibilità ambientale, socialeed economica.

Il sindaco ha inserito la valorizzazione della produzione agricola nel suo programma, recepito con la variante delle norme tecniche del Piano Regolatore Generale di Roma dello scorso anno.

A Roma, fino ad ora e’ la città con più suolo consumato e cementificato; con le nuove norme tecniche di attuazione del PRG, infatti, si e’ bloccato ogni ulteriore consumo di suolo, passando a consumo di suolo negativo (demolizione e de pavimentazione).

Roma è il comune con il più esteso territorio agricolo d’Europa. Ma solo il 5% della sua produzione è consumata dai residenti.

Nonostante la “vocazione qualitativa” dei romani e, quindi, la preferenza per un prodotto alimentare possibilmente a filiera corta.

Roma ha scelto di fare rete con le altre città per valorizzare le eccellenze del territorio. Ha aderito all’Associazione Città dell’Olio, all’Associazione Città del Vino e le è stata riconosciuta, da ONAF, la nomina di Città del Formaggio 2025, per il suo lavoro di valorizzazione dei formaggi locali. A febbraio 2025, è stata presentata anche l’eccellenza del Pane di Roma, con il Pane del Giubileo, in collaborazione con l’Associazione Panificatori di Roma.

A Roma sono operative oltre 3.000 aziende agricole.

A Roma ci sono 70 mercati rionali in sede fissa, con Testaccio che con i venticinque secoli di storia del cibo di Roma, rappresenta un modello apprezzato più all’estero che a Roma.

I venti farmers’ markets; nella settimana del cibo organizzata per gli ottant’anni della FAO (il 16 ottobre 2025),  la città di Roma ha ricevuto il riconoscimento come migliore città a sostegno del cibo locale nella categoria Best City degli Awards promossi durante l’assemblea della World Farmers Markets Coalition.

Roma presenta oltre 50 gruppi di acquisto solidale (GAS). 

Circa il 32% dell’intera superfice comunale è dedicata alla conservazione di habitat di particolare valore naturalistico. 

Roma Capitale assicura quotidianamente il servizio di ristorazione scolastica a 150 mila di bambine e bambini, nei rispetti dei principi dei CAM e del cibo locale e una volta al mese con la proposta vegetariana,

Roma ha circa millecinquecento supermercati, potenzialmente capaci di aumentare la distribuzione di cibo locale e sostenibile.

Una food policy a Roma serve, per gestire in modo coerente il sistema alimentare nelle sue tante dimensioni: ambiente, lavoro, trasporti, turismo, industria, salute, ristorazione, povertà, educazione e innovazione.

Un elenco di opportunità e nuovi fattori di produzione che uniti ai tradizionali possono rappresentare il “Cibo sfidante “ per i politici ed urbanisti romani:

La nuova “Cassetta degli Attrezzi” deve contenere le agricolture Urbane ed Urbanistiche  e possono farsi forti di tanti fattori che elenco di seguito:

1. Volontà Politica dimostrata anche dalla scelta del  Blocco del Consumo di Suolo con la variante delle Norme Tecniche di attuazione al Piano Regolatore Generale che privilegia lo sviluppo per mezzo della “Rigenerazione Urbana”.

2. Essere un Grande Mercato che consuma  cibo: Roma ha circa quattro milioni di cittadini, lavoratori e turisti che ogni giorno mangiano.

3. Una forte presenza della Ricerca: Roma ha oltre 15 Università fra pubbliche e private e i principali Istituti di ricerca italiani.

4. Le  Reti 5G che danno la connessione per l’agricoltura 4.0 con un programma esteso di cablatura in corso.
5. Un enorme  terreno  agricolo:  Roma è il più grande comune agricolo in Italia. Ha destinati alla agricoltura (oltre 40.000 ettari) di cui un quarto di proprietà pubblica, ed altrettanti ettari destinati a verde pubblico disponibile allo sviluppo di parchi agricoli.
6. Semplificazione: con la scelta presente nella variante delle Norme tecniche di attuazione  al Piano Regolatore Generale con la semplificazione procedurale dei Piani Ambientali di Miglioramento Agricolo (PAMA).
7. Facilitatori: Roma ha le sedi di tutte le realtà associative di tutte le agricolture.
8. Start-up; Roma ha numerosi esempi di successo, vedi ad esempio “The Circle”.
9. Fondi per l’avvio dell’impresa: Roma è centro di finanziamenti europei, ministeriali, regionali e locali.

È importante che l’amministrazione  di Roma favorisca l’innovazione.

L’agricoltura 4.0 è il nuovo strumento per l’imprenditoria giovanile ed innovativa.

Occorre  valorizzare ogni forma di eccellenza e sostenere concretamente chi produce.

La sfida è duplice: da una parte, sostenere chi lavora la terra, creando le condizioni favorevoli per l’ingresso dei giovani in agricoltura, per chi vuole investire e innovare, anche facilitando il suo inserimento in una rete di mercati locali; dall’altra, restituire ai cittadini un rapporto diretto con il cibo che mangiano e con il territorio che vivono.

La FAO integra il cibo nella pianificazione urbana da anni. Ad esempio nella recente conferenza in Confagricoltura l’urbanista Cecilia Marocchino. FAO, urban agrifood systems expert ha avanzato la proposta dell’integrazione del cibo nella pianificazione urbana. Cibo e sviluppo urbano è un tema cruciale ed emergente in tutto il mondo.

Gli urbanisti, insieme alle autorità locali e regionali tradizionalmente meno coinvolte nelle questioni alimentari, sono ora chiamati a svolgere un ruolo centrale e attivo nella comprensione del modo in cui il cibo viene prodotto, trasformato, confezionato, trasportato, commercializzato, consumato, smaltito e riciclato nelle nostre città.

La filiera comunitaria e consapevole è la strada.

Studi e progetti in oltre venti città mondiali hanno sviluppato modelli e metodologie esportabili anche a Roma.

La Governance va applicata con metodologie multisettoriale e multilivello.

Sviluppare la connessione, conoscere e valorizzare di ciò che esiste e va solo governato.

Economia circolare, agricoltura urbana e periurbana, mercati, mense e sostenibilità. apprendimento condiviso compongono il dettaglio delle politiche urbane per la sostenibilità delle città.

Per concludere vorrei evidenziare un esempio di agricoltura urbana,  un “caso di scuola” di rigenerazione per mezzo del cibo: la Start ap romana ACQUAPONICA THE CIRCLE.

Natura tradizione e tecnologia si fondono in un ecosistema sostenibile.

Oltre 90.000 piante coltivate grazie al sistema acquaponico verticale. Grazie ai nutrienti forniti dai pesci è stato creato un ciclo continuo che purifica l’acqua per una produzione sostenibile, circolare e innovativa, di altissima qualità.

Coltivazione delle migliori varietà vegetali senza generare alcun tipo di scarto riuscendo a valorizzare ogni rifiuto reintroducendolo nel nostro ciclo produttivo.

Nell’impianto acquaponico l’acqua circola dalle vasche dei pesci raggiungendo e fertilizzando le piante, per tornare poi nuovamente pulita ai pesci.

Questo consente di recuperare tutta l’acqua che le piante non sono state in grado di assorbire; riducendo del 90% il consumo di acqua per kg di prodotto rispetto all’agricoltura tradizionale.

Attraverso l’accoppiamento dei processi produttivi si crea un ciclo virtuoso e una filiera agricola, energetica ed economica che non produce alcun rifiuto inquinante.

L’acquaponica è una tecnica con la quale vengono accoppiati l’allevamento di pesci e la produzione di insalate ed erbe aromatiche di altissima qualità. Con questo sistema garantisce maggiore resa e maggiore velocità di crescita delle piante coltivate.

Dati annuali di sostenibilità.

180 litri, d’acqua risparmiati per kg di prodotto.

Impronta Carbonica con minore  emissione di CO2 all’anno pari a 33.000 kg.

La produzione per ettaro è il 400% della media su terreno.

Minori emissioni inquinanti – 90% di CO2.


EXcellence. Cibo è: Sviluppo Urbano.

Intervento  di Marina Izzo

Il concetto di terzo luogo

Il concetto di terzo luogo nasce con il sociologo americano Ray Oldenburg, che negli anni ’80 descriveva questi spazi come luoghi informali di socialità,  diversi dalla casa (primo luogo) e dal lavoro (secondo luogo), capaci di generare comunità, scambio e partecipazione civica. Caffè, biblioteche, bar di quartiere: tutti ambienti dove le persone si incontrano liberamente e dove si costruisce capitale sociale.

Negli anni 2000 questo concetto viene ripreso parallelamente a una più ampia riflessione promossa a livello europeo, sugli spazi alternativi per la vita sociale, culturale e civica. Soprattutto in Francia, a partire dal 2008, anno della crisi finanziaria internazionale, questi spazi iniziano a moltiplicarsi, inizialmente come luoghi di lavoro condiviso (coworking, fablabs, ecc) e poi come spazi pienamente multifunzionali. I tiers lieux divengono veri e propri laboratori territoriali, dove si intrecciano lavoro condiviso, cultura, artigianato, servizi di prossimità, innovazione sociale e digitale. Luoghi ibridi che rispondono a bisogni locali, sperimentano nuovi modelli economici e rigenerano comunità.

Riconoscendone l’alto valore innovativo soprattutto con riferimento all’innovazione sociale, negli ultimi cinque anni, il governo francese ha avviato una vera politica nazionale in favore dei tiers lieux, con alcune linee principali: i) riconoscimento istituzionale di questi spazi come attori di interesse pubblico; ii) erogazione di programmi di finanziamento ad hoc; iii) sviluppo di reti regionali per favorire lo scambio di esperienze/competenze e collaborazione; iv) accompagnamento normativo per facilitare modelli gestionali ibridi, soprattutto per associazioni e cooperative.

Questa esperienza offre spunti importanti per una città complessa e policentrica come Roma, dove molti quartieri, soprattutto nelle aree più periferiche (ma non solo) potrebbero beneficiare di luoghi che combinino servizi, imprenditoria locale, cultura e innovazione sociale. Una politica locale ispirata al modello francese potrebbe: i) favorire la nascita di spazi di prossimità che rispondano ai bisogni specifici dei territori; ii) sostenere percorsi di rigenerazione urbana dal basso; iii) rafforzare le realtà territoriali esistenti, creando ecosistemi collaborativi; iv) dare stabilità a questi progetti attraverso strumenti di supporto economico e normativo. I terzi luoghi rappresentano così non solo uno spazio fisico, ma un modo diverso di “fare città”, che Roma può oggi cogliere per rendere più vivi, inclusivi e resilienti i propri quartieri.

Curriculum Vitae di Marina Izzo.

Professionista specializzata in community development, con oltre dieci anni di esperienza presso le Nazioni Unite nel monitoraggio, valutazione e progettazione strategica di interventi per lo sviluppo rurale.

Esperta sulle analisi delle dinamiche comunitarie, sulla misurazione dell’impatto dei programmi e sul rafforzamento delle capacità locali in contesti complessi, collaborando con governi, organizzazioni internazionali ed esperti sul campo. Esperienza diretta in America Latina, Africa e Medio Oriente, integrando approcci partecipativi, analisi socio-istituzionale e strumenti avanzati di valutazione.

La sua attività di ricerca, unita ai Master in Cooperazione e Progettazione per lo Sviluppo (La Sapienza, Roma) e in European Social Policy (Master of Research, University of Bath), completa un percorso focalizzato sulla comprensione dei sistemi sociali e sullo sviluppo inclusivo delle comunità locali.


Parte II

XII EDIZIONE EXCELLENCE FOOD INNOVATION Convegno  “Cibo è: educazione alimentare, scuola, formazione e salute” Martedì 4 Novembre 2025.

 

Modera: Domenicantonio Galatà.

Biologo nutrizionista, manager di progetto e advisor strategico . Costruire ponti tra scienza, comunicazione e impresa è la missione per aziende, consorzi, retailer e operatori del settore Ho.Re.Ca.

Relatori:

Laura Di Renzo (Coordinatrice tavolo 8 educazione alimentare e formazione consiglio del cibo di Roma. Professore Ordinario di Nutrizione Clinica, Direttore della Sezione Clinica e Nutrigenomica del Dipartimento di Biomedicina e Prevenzione, Direttore della Scuola di Specializzazione in Scienza dell’Alimentazione dell’Università di Roma Tor Vergata).

Coordinatore del Corso Magistrale a ciclo unico in Pharmacy, Coordinatore del Master di II Livello in Diagnosi e Trattamento dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DNA) e del peso.

Esperta di genomica nutrizionale e composizione corporea, svolge le sue ricerche nell’ambito della nutrizione clinica, della sicurezza alimentare e qualità nutrizionale, per la prevenzione delle malattie cronico degenerative non trasmissibili, secondo la medicina predittiva, preventiva, personalizzata e partecipativa.

 

Angelica Amodei: Giornalista, scrittrice e autrice TV esperta di nutrizione

La buona alimentazione come bussola, i media come mezzo. Caporedattrice al mensile Più sani più belli. L’interesse per l’alimentazione ha guidato anche le sue esperienze in tv. Tra queste, la realizzazione, come autrice, di diversi programmi per Alice Tv. Ha scritto tra l’altro: Sorsi di benessere (Over Edizioni, 2020) e La salute nel bicchiere (Sonzogno, 2023). In entrambi affronta il ruolo di una corretta idratazione nella dieta di tutti i giorni. Anima il canale Instagram: qui pubblica ogni giorno, spesso con la figlia, ricette e spunti per pensare alla salute senza rinunciare al gusto.

 

Alba Pietromarchi (Consiglio del Cibo di Roma . Ricercatrice Esperta Filiera Bio, FIRAB. Partner Prog LIFE Grace)FIRAB Fondazione Italiana per la Ricerca in Agricoltura Biologica e Biodinamica. Con un lungo percorso tra ricerca, analisi socioeconomiche e pianificazione territoriale, si occupa di tutela della biodiversità, sistemi alimentari locali e governance delle reti territoriali, con particolare attenzione ai modelli agroecologici e bio, replicabili, inclusivi e sostenibili. Partecipa ai lavori del Consiglio del Cibo di Roma Capitale, contribuendo all’attuazione della Food Policy attraverso la promozione del diritto al cibo, della sovranità alimentare e del rafforzamento delle comunità locali. Impegnata nella valorizzazione di produzioni biologiche e agroecologiche, sistemi di qualità (gestito progetti di valorizzazione DOP, IGP, prodotti tradizionali) e filiere territoriali, opera tra innovazione rurale, ristorazione, mense, sicurezza e politiche alimentari, governance e tutela delle risorse naturali. Tra i progetti in cui è coinvolta, LIFE Grace, dedicato alla rigenerazione dei territori rurali e alla tutela della biodiversità attraverso la pratica del pascolo. Dal 2022 è iscritta nell’elenco degli idonei alla direzione di Parchi Nazionali e Aree Naturali Protette della Regione Lazio.

Sono Intervenuti:

Pietro Ciccotti: organizzatore di Excellence che è punto di riferimento per il segmento nel comparto del cibo italiano. Excellence è un evento di produttori e buyer che lega gli operatori della filiera del Cibo alle eccellenze culinarie di Roma del Lazio e del Paese.

Sabrina Alfonsi: Assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti di Roma Capitale. Antropologa Culturale.

Marco Morello: chef responsabile del Collettivo Gastronomico Testaccio (presso “la Città dell’Altra Economia”- CAE). Esperto di Food Policy, promotore dello sviluppo etico e comunitario della ristorazione. Coordinatore del Tavolo 7 Ristorazione del Consiglio del Cibo di Roma Capitale. Cura la sostenibilità e lo sviluppo virtuoso di politiche ristorative ad impatto zero. Portatore di riflessioni su come concepire sane politiche di sostegno alla produzione di cibo sano e filiere comunitarie, in armonia con le città e le loro Amministrazioni Pubbliche, con proposte sulle questioni urgenti del settore ristorativo e alimentare.

 

 

Il Convegno registrato e proposto da in www.visioneroma.it da una serie di risposte sul cibo. Educazione e formazione.   Perché la colazione è il primo intervento formativo della giornata? Perché la dieta non è triste?  Come si sviluppa il tema della salute attraverso il cibo in particolare nella ristorazione?

Come scegliere un pasto con ingredienti stagionali cercando di proporre cibi a rischio “WASTE”?  Quali sono le tecniche produttive, di trasformazione e dietetiche che definiscono i “Cibi Ultraprocessati”?  Quali sono i parametri della qualità dei prodotti agroalimentari?

Cosa è l’applicazione, oltre dell’obbligato HACCP (acronimo dall’inglese Hazard Analysis and Critical Control Points, in italiano Analisi dei Pericoli e Controllo dei Punti Critici) anche del processo NACCP (nutriente and hazard analysis of critical control point)?  Come valorizzare la valutazione dell’impatto ambientale e la valutazione dell’impatto per la salute/benessere?  Come è formulata la politica del cibo a Roma?  Cosa è l’alfabetizzazione nutrizionale?

Cosa misura l’Indice di Adeguatezza Mediterranea in particolare, la conformità di adeguatezza mediterranea (MAI)?   Cosa unisce gli ambiti protetti dalle politiche ambientali europee di Natura 2000 con il cibo?   Perché la nonna friggeva le patate con aglio e rosmarino e la scienza dice Si?

 

Link per scaricare il File:

https://mega.nz/file/2lIXDbRT#sD15K7cacKD-Ms5Zrjphcz5KRcghfDvV4CvzfTektoA

 

 



 

 

 

LA NOSTRA PROSSIMA INIZIATIVA

 


Convegno MANAGERITALIA. WHY SHOULD I EAT? (PERCHÉ DOVREI MANGIARE?)

HOTEL LE MERIDIEN VISCONTI ROME. Mercoledì 22 ottobre 2025.

Intervento di Gianfranco Piccioni

DUE DOMANDE:

1) Cos’è il Consiglio del cibo di Roma e cosa fa?

Roma è per l’ONU la città del Cibo. Il 16 ottobre 2025 nel corso dei festeggiamenti per gli  ottanta anni della FAO, il Papa e il Presidente Mattarella hanno valorizzato il cibo e soprattutto stigmatizzato la sua sottrazione per guerra opovertà.

Il Consiglio del Cibo di Roma  è un organismo di Roma Capitale, una consulta cittadina, istituita con DeliberazioneAssemblea Capitolina n. 38 del 27 aprile 2021, il successivo regolamento è stato approvato con la Delibera DAC n. 68 del 13 aprile 2023.

Vede la collaborazione di 147 realtà come associazioni(L.117/2017) con università, centri di ricerca, associazionismo della filiera produttiva dall’agricoltura all’artigianato, mercati e ristorazione nello sforzo di mettere al centro dell’azione politica i contenuti della Food Policy.

Gli obiettivi del Consiglio del cibo di Roma sono:

• definire e monitorare la realizzazione della food policy di Roma Capitale;

• proporre politiche, strategie e idee innovative che rendano sostenibili i sistemi alimentari;

• coinvolgere e stimolare la comunità locale nella sua implementazione.

L’agricoltura romana non è un dato residuale del passato, ma una realtà viva, diffusa, produttiva, che occupa oltre 40 mila ettari di superficie agricola e coinvolge centinaia di aziende, cooperative, imprenditori, agricoltori.

L’agricoltura romana è un tessuto connettivo che tiene insieme la città e il suo paesaggio, che custodisce tradizione, sperimenta e innova. È un motore di sostenibilità, inclusione sociale ed economia circolare.  

Roma ha scelto di fare rete con le altre città per valorizzare le eccellenze del territorio. Ha aderito all’Associazione Città dell’Olio, all’Associazione Città del Vino e le è stata riconosciuta, da ONAF, la nomina di Città del Formaggio 2025, per il suo lavoro di valorizzazione dei formaggi locali. A febbraio, è stata presentata anche l’eccellenza del Pane di Roma, con il Pane del Giubileo, in collaborazione con l’Associazione Panificatori di Roma.

A Roma sono operative oltre 3.000 aziende agricole, 70 mercati rionali in sede fissa, oltre venti farmers’ markets.

Nella settimana del cibo organizzata per gli ottant’anni della FAO (il 16 ottobre 2025), Roma si conferma protagonista nel panorama internazionale del cibo sostenibile, ricevendo il riconoscimento come migliore città a sostegno del cibo locale nella categoria Best City degli Awards promossi durante l’assemblea della World Farmers Markets Coalition.

Presenta oltre 50 gruppi di acquisto solidale (GAS). 

Circa il 32% dell’intera superfice comunale è dedicata alla conservazione di habitat di particolare valore naturalistico. 

Roma Capitale assicura quotidianamente il servizio di ristorazione scolastica a 150 mila di bambine e bambini.

Roma ha circa millecinquecento supermercati, potenzialmente capaci di aumentare la distribuzione di cibo locale e sostenibile.

Una food policy a Roma serve, per gestire in modo coerente il sistema alimentare nelle sue tante dimensioni: ambiente, lavoro, trasporti, turismo, industria, salute, ristorazione, povertà, educazione e innovazione.

Il ruolo della ristorazione nella Food Policy Romana.

La ristorazione è il frontline della filiera agroalimentare e può fornire un contributo cruciale per lo sviluppo delle filiere alimentari locali economicamente ed ecologicamente sostenibili.

A Roma ci sono circa ventimila ristoranti e si arriva a circa novantamila con tutte le realtà che offrono cibo e usufruiscono dell’occupazione di suolo pubblico.

Per questo, il futuro piano del cibo necessario all’implementazione della politica del Cibo di Roma, deve basarsi su una strategia che veda il settore della ristorazione vetrina e modello di sostenibilità.

2) La Food Policy di Roma con l’Agricoltura 4.0, è possibile un rapporto fecondo?

La risposta è !

Elenco le opportunità e i nuovi fattori di produzione che uniti ai tradizionali possono rappresentare il “Cibo sfidante “ per i Manager italiani:

L’agricoltura 4.0 ha necessità:

1. Di volontà Politica, per concretizzare, le amministrazioni di Roma ci sono.
2. Di blocco del Consumo di Suolo, Roma privilegia la “Rigenerazione Urbana”.
3. Di un Grande Mercato per il consumo di cibo, Roma ha circa quattro milioni di cittadini, lavoratori e turisti che ogni giorno mangiano.
4. Di ricerca, Roma ha oltre 15 Università fra pubbliche e private. Con i principali Istituti di ricerca.
5. Di reti 5G, a Roma è in corso di cablatura.
6. Di terreno agricolo, Roma è il più grande comune agricolo in Italia. Ha destinati alla agricoltura oltre 40.000 ettari.
7. Di semplificazione, Roma con la variante delle Norme tecniche di attuazione al Piano Regolatore Generale e la semplificazione procedurale dei Piani Ambientali di Miglioramento Agricolo (PAMA).
8. Di facilitatori, Roma ha le sedi di tutte le realtà associative di tutte le agricolture.
9. Di start-up, Roma ha esempi di successo, vedi ad esempio “The Circle.
10. Di fondi per l’avvio dell’impresa, Roma è il centro di finanziamenti europei, ministeriali, regionali e locali.

Ci sono per la voglia di impresa e management molti fattori molto università centri di ricerca sono il prezioso aiuto alle nuove imprese.

L’amministrazione di Roma favorisce l’innovazione. Vala la pena ricordare che Roma Capitale, il 22 Marzo 2023  a  Palazzo Valentini ha organizzato il Convegno:

 “La primavera 4.0 dell’agricoltura romana: innovazione, sostenibilità, crescita”.

Le più importanti aziende e start-up romane del settore agricolo innovativo hanno presentato tecnologie e sistemi di Agricoltura 4.0 per migliorare la sostenibilità e l’efficienza delle produzioni.  

L’agricoltura 4.0 è il nuovo strumento per l’imprenditoria a giovane ed innovativa.

Valorizzare ogni forma di eccellenza e di sostenere concretamente chi produce.

La sfida è duplice: da una parte, sostenere chi lavora la terra, creando le condizioni favorevoli per l’ingresso dei giovani in agricoltura, per chi vuole investire e innovare, anche facilitando il suo inserimento in una rete di mercati locali; dall’altra, restituire ai cittadini un rapporto diretto con il cibo che mangiano e con il territorio che vivono.

Una Start ap romana il caso di: ACQUAPONICA. THE CIRCLE.

Natura tradizione e tecnologia si fondono in un ecosistema sostenibile.

Oltre 90.000 piante coltivate grazie al nostro sistema acquaponico verticale. Grazie ai nutrienti forniti dai pesci è stato creato un ciclo continuo che purifica l’acqua per una produzione sostenibile, circolare e innovativa, di altissima qualità.

Coltivazione delle migliori varietà vegetali senza generare alcun tipo di scarto riuscendo a valorizzare ogni rifiuto reintroducendolo nel nostro ciclo produttivo.

Nell’impianto acquaponico l’acqua circola dalle vasche dei pesci raggiungendo e fertilizzando le piante, per tornare poi nuovamente pulita ai pesci.

Questo ci consente di recuperare tutta l’acqua che le piante non sono state in grado di assorbire; riducendo del 90% il consumo di acqua per kg di prodotto rispetto all’agricoltura tradizionale.

Attraverso l’accoppiamento dei processi produttivi si crea un ciclo virtuoso e una filiera agricola, energetica ed economica che non produce alcun rifiuto inquinante.

L’acquaponica è una tecnica con la quale vengono accoppiati l’allevamento di pesci e la produzione di insalate ed erbe aromatiche di altissima qualità. Con questo sistema garantisce maggiore resa e maggiore velocità di crescita delle piante coltivate.

Dati annuali di sostenibilità.

180 litri, d’acqua risparmiati per kg di prodotto.

Impronta Carbonica con minore emissione di CO2 all’annopari a 33.000 kg.

Produzione per ettaro il 400% della media su terreno.

Minori emissioni inquinanti90% di CO2.



Ottanta anni dalla nascita della FAO

Roma è per l’ONU la città del Cibo. In questa giornata il Papa e il Presidente Mattarella hanno valorizzato il cibo e soprattutto stigmatizzato la sua sottrazione per guerra e povertà.
Povertà che riguarda quasi duecentomila cittadini di Roma.

Le idee e le suggestioni proposte sono semi di dibattito. Siamo, come visioneroma, sempre disponibili al confronto e alla condivisione con le comunità dei cittadini di Roma.


Iniziativa  dell’Istituto Nazionale di Sociologia Rurale  (INSOR) di mercoledì 15 Ottobre

 

Alle radici del gusto. Dialoghi tra cucine antiche e sapori di oggi.

Abbiamo partecipato e registrato l’evento, un momento di confronto culturale e gastronomico di grande rilievo che si è tenuto mercoledì 15 ottobre 2025, dalle ore 16 presso Istituto Nazionale di Sociologia Rurale (INSOR) in via dei Rutoli 8 a Roma,

 “Alle radici del gusto. Dialoghi tra cucine antiche e sapori di oggi”.

L’evento si inserisce in un programma di incontri dal titolo Ruralità in dialogo – Storie e Sapori del Lazio.

Un percorso tra cultura, cibo e comunità per valorizzare il patrimonio agroalimentare regionale finalizzato a raccontare e valorizzare il territorio e le produzioni agroalimentari del Lazio, mettendone in risalto l’identità e favorendo la costruzione di un’immagine riconoscibile, univoca e vincente.

L’incontro dà risposte a domande sul cibo.

Il cibo e la storia gastronomica di Roma e complessa e ha la singolarità documentata di continuità dal terzo secolo a.C..

Le domande che gli storici e gli esperti presenti hanno dato risposta:

Quello che ora consideriamo tradizione gastronomicasecolare di Roma è invece molto più recente?

Perché nelle ricette e cucina di Roma, fino alla fine del diciannovesimo secolo, non c’era il maiale?

Perché il maiale e le sue prestazioni a Roma si chiamano norcineria?

La cucina e gastronomia di Roma versus quella di Parigi, quali sono le differenze storiche e salutari?

La cucina di Roma, come visione, va verso accademia come la cucina di Parigi?

L’Accademia della Cucina di Roma deve fare tesoro delpatrimonio scientifico prodotto dalle numerosissimeuniversità e centri di ricerca che sono a Roma?

Roma è l’unica città che ha un quartiere del cibo dal terzo secolo a.C.?

Roma è la capitale della Dieta Mediterranea?

Altri stimoli e suggestioni giustificano l’ascolto e l’interesse per questa prima importante occasione per approfondire, fuori dai sommari reels che girano in rete.

Al tavolo hanno preso parte:

Introduzione Alessandra De Seneen (Segretario Generale dell’INSOR)

Domenicantonio Galatà (Food Advisor),

Federico Medici (Presidente INSOR),

Marco Morello (chef del “Collettivo gastronomico Testaccio”),

con la moderazione di Roberto Reali (CNR).

Con l’intervento di Mauro Secondi (CSA)

L’evento invita a un viaggio nel tempo attraverso piatti e prodotti che raccontano la continuità della cucina laziale dai Romani ai giorni nostri.

Passando alle ricette raffinate del XIV e XV secolo, verranno esplorati i legami che uniscono la tradizione gastronomica di ieri alle esperienze culinarie contemporanee, per restituire al pubblico un patrimonio poco conosciuto e mostrare come la storia del gusto abbia contribuito a plasmare l’identità di Roma e del Lazio.

Le trasformazioni sociali e culturali del cibo, sono al centro di un dibattito che vuole ripensare modalità e trattamenti del cibo anche sulla base di una tradizione storica che sta assumendo un ruolo sempre più importante nella ricerca di una definizione della cucina italiana.

Con questa iniziativa INSOR inaugura un nuovo percorso di eventi dedicati alla valorizzazione delle culture rurali e gastronomiche, riaffermando il ruolo centrale della ricerca e della divulgazione per la crescita della memoria collettiva.

 


La necessità di riflettere sui temi dell’Agricoltura e del Cibo

20 Ottobre 2025

Roma è una città di contraddizioni e potenzialità.

Siamo, come Visioneroma, da sempre con Roma Capitale nel Consiglio del Cibo.

Il Consiglio del Cibo di Roma è una consulta cittadina, istituita con Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 38 del 27 aprile 2021, il successivo regolamento è stato approvato con la Delibera DAC n. 68 del 13 aprile 2023.

Vede la collaborazione di 147 realtà associative (L.117/2017) dell’ università, di centri di ricerca, dell’associazionismo della filiera produttiva dall’agricoltura all’artigianato, di mercati e ristorazione, tutti uniti nello sforzo di mettere al centro dell’azione politica i contenuti della Food Policy.

Gli obiettivi del Consiglio del cibo di Roma sono:

 definire e monitorare la realizzazione della food policy di Roma Capitale;

 proporre politiche, strategie e idee innovative che rendano sostenibili i sistemi alimentari;

 coinvolgere e stimolare la comunità locale nella sua implementazione.

Roma è tra i più grandi comuni agricoli d’Europa. 

L’agricoltura romana non è un dato residuale del passato, ma una realtà viva, diffusa, produttiva, che occupa oltre 40 mila ettari di superficie agricola e coinvolge centinaia di aziende, cooperative, imprenditori, agricoltori. È un tessuto connettivo che tiene insieme la città e il suo paesaggio, che custodisce tradizione, sperimenta e innova. È un motore di sostenibilità, inclusione sociale ed economia circolare.  

Roma, inoltre, ha scelto di fare rete con le altre città per valorizzare le eccellenze del territorio. Ha aderito all’Associazione Città dell’Olio, all’Associazione Città del Vino e le è stata riconosciuta, da ONAF, la nomina di Città del Formaggio 2025, per il suo lavoro di valorizzazione dei formaggi locali.
A febbraio, è stata presentata anche l’eccellenza del Pane di Roma, con il Pane del Giubileo, in collaborazione con l’Associazione Panificatori di Roma
.

Si tratta di valorizzare ogni forma di eccellenza e di sostenere concretamente chi produce.

La sfida è duplice: da una parte, sostenere chi lavora la terra, creando le condizioni favorevoli per l’ingresso dei giovani in agricoltura, per chi vuole investire e innovare, anche facilitando il suo inserimento in una rete di mercati locali; dall’altra, restituire ai cittadini un rapporto diretto con il cibo che mangiano e con il territorio che vivono.

Qui si trovano oltre 3.000 aziende agricole, 70 mercatirionali in sede fissa, oltre venti farmers’ markets. Nella settimana del cibo organizzata per gli ottant’anni della FAO, Roma si conferma protagonista nel panorama internazionale del cibo sostenibile, ricevendo il riconoscimento come migliore città a sostegno del cibo locale nella categoria Best City degli Awards promossi durante l’assemblea della World Farmers Markets Coalition.

Presenta oltre 50 gruppi di acquisto solidale (GAS). 

Circa il 32% dell’intera superfice comunale è dedicata alla conservazione di habitat di particolare valore naturalistico. 

Roma Capitale assicura quotidianamente il servizio di ristorazione scolastica a 150 mila di bambine e bambini.

Roma ha circa millecinquecento supermercati, potenzialmente capaci di aumentare la distribuzione di cibo locale e sostenibile.

La povertà alimentare, che nella Capitale riguarda  circa il 7% pari duecento mila cittadini.

Una food policy a Roma serve, per gestire in modo coerente il sistema alimentare nelle sue tante dimensioni: ambiente, lavoro, trasporti, turismo, industria, salute,ristorazione, povertà, educazione e innovazione.

Il ruolo della ristorazione nella Food Policy Romana.

La ristorazione è il frontline della filiera agroalimentare e può fornire un contributo cruciale per lo sviluppo delle filiere alimentari locali economicamente ed ecologicamente sostenibili.

A Roma ci sono circa ventimila ristoranti e si arriva a circa novantamila con tutte le realtà che offrono cibo e usufruiscono dell’occupazione di suolo pubblico.

Dal 2022 Visioneroma collabora con il Consiglio del Cibo di Roma, in particolare con il Tavolo 7 Ristorazione, Gianfranco Piccioni e Marco Morello ne sono i coordinatori, eletti dalle circa settanta associazioni del tavolo per acclamazione.

Per questo, il futuro piano del cibo necessario all’implementazione della politica del Cibo di Roma, deve basarsi su una strategia che veda il settore della ristorazione vetrina e modello di sostenibilità.

L’ispirazione viene alla Carta di Milano (MUFPP del 2015) sviluppata a Roma con iniziativa dal basso e formalizzata dalla politica, infatti il Consiglio del Cibo di Roma è una consulta cittadina, istituita con Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 38 del 27 aprile 2021, il cui regolamento è stato approvato con la successiva Deliberazione n. 68 del 13 aprile 2023 (RM).

Azioni di Food Policy che devono vedere la ristorazione sostenibile romana attrice principale.

Questi i punti qualificanti delle politiche decise dall’adesione al Patto di Milano(MUFPP) e declinate nelle DAC di Roma:

Proporre e educare il cliente a diete sostenibili (MUFPP)

Incrementare la specificità della produzione e della cucina romana evidenziando la tradizione Giudaica/Romana e Testaccina. (RM)

Formare, per mezzo del cibo esperienziale, i cittadini ai temi della food policy. ((MUFPP e RM)

Rafforzare la filiera corta ((MUFPP e RM)

Garantire un reddito equo ai produttori e agli operatori del settore agroalimentare, ((MUFPP e RM)

Ridurre gli sprechi e le perdite alimentari ((MUFPP e RM)

Prevenire fenomeni di sfruttamento lavorativo. ((MUFPP))

Aumentare l’accesso al mercato per i piccoli e medi produttori locali ((MUFPP e RM)

Nella ristorazione romana favorire l’uso dei prodotti stagionali, coltivati localmente con tecniche agroecologiche. e Orti urbani (RM)

Gli spazi degli esercizi pubblici, oggi troppo spesso invadenti e rumorosi spesso conflittuali con abitanti e amministrazione devono trasformarsi in luoghi sostenibilità di sviluppo economico, di consumo di cibo ecologico, di cultura gastronomica e socialità e di educazione alimentare.

 

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