LE PERIFERIE DI ROMA RIGENERARE PER CAMBIARE DI GABRIELE GANDELLI
Le periferie romane: bilancio e prospettive dopo quattro anni di amministrazione
di Gabriele Gandelli

Introduzione
Uno dei primi temi che ho affrontato è stato quello delle periferie romane, realtà diverse tra loro ma accomunate da criticità profonde: sicurezza, presenza diffusa di droga, emarginazione sociale, carenza di servizi e una storica insufficienza di attenzione da parte delle istituzioni centrali. A ciò si aggiunge la necessità, sempre più evidente, di una rigenerazione del tessuto urbano.
Si trattava di un quadro generale. Le periferie di Roma sono numerose, distribuite su un territorio vastissimo, e un’analisi davvero completa dovrebbe essere condotta quartiere per quartiere. Tuttavia, emergeva con chiarezza un elemento comune: la maggior parte dei problemi si ripeteva, con intensità diverse, ma con una costante — la distanza tra i territori e l’istituzione centrale, che spesso ha lasciato ai municipi e ai cittadini più attivi il compito di affrontare le difficoltà.
A distanza di quattro anni dall’insediamento della nuova giunta, è utile provare a tracciare un bilancio: capire cosa è stato fatto, quali risultati sono stati raggiunti e quali criticità restano ancora aperte.
Il contesto generale
Il compito dell’Amministrazione è stato complesso. Dopo anni percepiti come carenti di interventi strutturali, non solo le periferie ma l’intera città richiedeva azioni incisive per recuperare vivibilità e attrazione.
Gli interventi si sono sviluppati su più livelli: urbanistico, sociale, economico e infrastrutturale. Un insieme articolato di politiche e investimenti, sostenuto anche dalle risorse del PNRR.
Si registrano interventi di riqualificazione urbana con opere pubbliche — strade, scuole, illuminazione, spazi verdi e sportivi — per un primo stanziamento di circa 100 milioni di euro. A questi si aggiungono circa 1,5 miliardi di euro provenienti da fondi PNRR, attraverso programmi come PINQUA e PUI, finalizzati al recupero di aree degradate, allo sviluppo delle politiche abitative e alla valorizzazione del patrimonio pubblico.
Sono previsti nuovi complessi residenziali integrati con servizi (asili, spazi comuni, luoghi di socialità), oltre al recupero di immobili inutilizzati e interventi sull’edilizia popolare.
Sicurezza, mobilità e politiche sociali
Sul fronte della sicurezza, è stato attivato un coordinamento con lo Stato per le attività di controllo e repressione, mentre il Comune ha operato prevalentemente sul piano sociale e urbanistico.
Sono stati avviati laboratori sociali e artigianali, coinvolgendo le associazioni locali. Parallelamente si è cercato di ridurre l’isolamento urbano migliorando i collegamenti tra periferie e centro, potenziando il servizio di trasporto pubblico, sviluppando nuove linee tranviarie e proseguendo gli interventi sulla Metro C.
Criticità e limiti
Accanto ai consensi, non mancano le critiche. Molti ritengono che gli interventi siano ancora insufficienti o troppo lenti rispetto alla dimensione dei problemi. Va considerato che le periferie romane sono numerosissime — oltre 137 quartieri fuori dal raccordo anulare — a cui si aggiungono le periferie storiche ormai inglobate nella città ma ancora caratterizzate da specificità proprie.
Comunque da più parti si è segnalato che gli interventi sul decoro urbano sono ancora carenti, non si sono risolti ancora i problemi strutturali: manutenzione stradale, pulizia e gestione del verde. Un’altra critica ricorrente è la mancanza di visione d’assieme.
È stato da alcuni riscontrato poco controllo e trasparenza sui lavori appaltati, tanto che il Campidoglio ha disposto verifiche approfondite, anche perché in alcuni casi era intervenuta la magistratura.
Un limite evidente è rappresentato dalla comunicazione: manca spesso una narrazione chiara e sistematica dei risultati raggiunti e degli obiettivi ancora da conseguire, dei tempi previsti per concludere le opere.
Focus su alcuni quartieri
Corviale
Il lungo serpentone, pur essendo nato come spazio di socialità con l’intento di far aprire botteghe artigiane e spazi ricreativi e sportivi, con gli anni era diventato simbolo di degrado.
La prima opera, utilizzando i fondi del PNRR, è stata la pulizia delle masserizie che negli anni si erano ammucchiate in quel vasto spazio; una volta completamente liberato tornerà a disposizione dei cittadini. Sono iniziati i lavori per la biblioteca, il centro della formazione; sono state sistemate le vecchie botteghe dotandole di servizi e mettendo a norma gli impianti. Nello stesso spazio è prevista una sede dell’Università Roma Tre. I lavori per la Cavea sono praticamente terminati: accoglierà eventi, concerti, rappresentazioni teatrali.
Sono stati ripuliti gli ingressi dei palazzi.
Si sta inoltre sistemando la Trancia H, quel corpo di fabbrica consistente in un corridoio lunghissimo, diagonale al Serpentone, utilizzando 20,5 milioni del PNRR. Sono già state spostate le persone che ci abitavano, trovando loro una nuova collocazione. Sorgeranno spazi istituzionali, come il centro dell’impiego, il centro antiviolenza e una farmacia comunale, oltre a nuove sale condominiali.
È terminata la Piazzetta delle Arti e dell’Artigianato (8500 mq); inoltre saranno abbattute le barriere architettoniche per collegare facilmente la Piazzetta alla Cavea. Altro intervento previsto è la riqualificazione energetica con coibentazione delle facciate e sostituzione degli infissi su tutti i livelli.
Per la sicurezza ci sarà anche un posto di polizia e la rimozione di vecchie recinzioni che aiutavano spacciatori e delinquenti.
Una volta terminati gli interventi si sarà bonificato e reso vivibile un nuovo spazio della città, ma non dovrà mai mancare l’occhio attento delle istituzioni e il loro intervento di supporto. Il tutto terminerà completamente entro il 2026.
Si tratta di un progetto ambizioso: la vera sfida sarà garantirne la continuità nel tempo.
Tor Bella Monaca
Con circa 130 milioni di euro di investimenti del PNRR, Tor Bella Monaca è al centro di uno dei più grandi progetti di rigenerazione urbana in Europa. Gli interventi mirano a trasformare radicalmente il quartiere attraverso la riqualificazione edilizia, l’efficientamento energetico e la creazione di nuovi servizi sociali, dotandolo inoltre di trasporti urbani che lo colleghino al centro della città.
Nel Comparto 5, situato in via dell’Archeologia, è in via di completamento un importante piano di rigenerazione urbana (PINQUA) che riguarda il recupero energetico e tecnologico di 1.267 appartamenti. I lavori includono la realizzazione di un cappotto termico, il rifacimento dei lastrici solari, la sostituzione degli infissi e il miglioramento sismico delle strutture.
È prevista la costruzione di una nuova torre residenziale di otto piani con 32 alloggi e complessivamente sono previsti 52 nuovi alloggi popolari nel piano integrato. I lavori sono in via di completamento e la consegna degli alloggi ultimati alle famiglie aventi diritto è già iniziata.
Per quanto riguarda i servizi e gli spazi pubblici, sempre in via dell’Archeologia, il piano terra e il primo piano degli edifici saranno trasformati per ospitare spazi ad uso collettivo, laboratori e attività mirate a ridare vitalità e sicurezza alla strada. Il progetto include l’apertura di una biblioteca comunale, centri per servizi sanitari a prezzi calmierati e nuovi spazi sociali per la comunità, con scadenze previste per fine primavera del 2026.
Si stanno completando anche gli interventi sulle infrastrutture: gli interventi puntano a una migliore connessione del quartiere con il resto della città, migliorando l’accessibilità e la vivibilità generale. Da inizio aprile sono entrati in funzione gli autobus elettrici Mercedes che collegheranno il quartiere con il centro.
Parallelamente ai cantieri, le autorità continuano a operare per contrastare le attività di spaccio e migliorare la sicurezza percepita. Non sappiamo se la presenza delle forze dell’ordine sarà rafforzata, ma il tentativo di contrasto alla criminalità, oltre che dalle forze di polizia, è anche quello di rendere più vivibile il quartiere, ampliando gli spazi sociali. Il Comune ha garantito che entro la fine dell’anno tutto sarà completato.
Quarticciolo
Il quartiere Quarticciolo merita un discorso a parte. Abbiamo organizzato come Visioneroma un’assemblea, ospitati nel teatro parrocchiale da Don Daniele Canali, in cui erano presenti l’Assessore alle Periferie, il Presidente del Municipio, lo stesso parroco e associazioni di quartiere; parteciparono attivamente all’evento numerosi cittadini. Va ricordato che le associazioni del territorio, dopo lunghe battaglie civili e pressando le istituzioni, hanno contribuito a definire i bisogni reali della borgata.
Il quartiere Quarticciolo è attualmente al centro di un vasto programma di riqualificazione, che spazia da interventi strutturali, sociali e di sicurezza utilizzando i fondi del Decreto Caivano; l’investimento complessivo dovrebbe essere oltre i 50 milioni di euro. Gli interventi saranno coordinati da un Protocollo d’intesa tra Regione Lazio e la struttura commissariale della Presidenza del Consiglio dei Ministri per il Decreto Caivano. A questi vanno aggiunti altri fondi della Regione Lazio e del Comune di Roma che porteranno a 75 milioni il totale degli investimenti. Il piano mira a trasformare il volto degli spazi pubblici e del patrimonio abitativo entro il 2027.
Sono previsti i seguenti interventi: riqualificazione della piazza centrale per restituirla alla socialità, con rifacimento dei locali commerciali di proprietà ATER; sistemazione del mercato con piazzole da 16 mq con allacci alla rete idrica ed elettrica, una pavimentazione di sicurezza, aree di carico e scarico. Lo spazio centrale della piazza sarà riprogettato come luogo di socialità, con nuove aree verdi, panchine, chioschi e bagni.
È prevista la realizzazione di un parcheggio di circa 50 posti auto, con 4 posti per disabili e 15 stalli per moto. Oltre alla piazza ci sarà il rifacimento delle facciate delle case ATER e l’eliminazione delle barriere architettoniche.
Inoltre, nel quartiere è prevista la realizzazione di un nuovo asilo nido e la messa in sicurezza degli edifici scolastici esistenti, il recupero delle strutture su viale Palmiro Togliatti (ex padiglioni CABA) di proprietà dell’ATER che ospiteranno nuovi servizi di prossimità, quali spazi per attività legate all’artigianato e alla comunicazione che saranno ottenuti abbattendo i vecchi edifici.
È previsto il rifacimento delle vie principali, molto rovinate, l’eliminazione delle barriere architettoniche e la riqualificazione delle aree verdi. Saranno intrapresi interventi straordinari per il ripristino e il potenziamento dei punti luce nel quartiere.
Data la complessità sociale dell’area, sono in corso operazioni mirate al contrasto del degrado e della criminalità. Recentemente (primi di aprile 2026), le forze dell’ordine hanno condotto vaste operazioni con l’ausilio di droni e presidi territoriali per smantellare le piazze di spaccio locali. Servirà però un presidio costante delle forze dell’ordine per contrastare efficacemente lo spaccio e dare sicurezza ai cittadini. Serviranno anche iniziative sociali ed è stata interessata l’università La Sapienza per iniziative di valorizzazione del territorio.
La fine dei lavori è prevista a fine 2027.
Primavalle
Il quartiere è oggetto di rilevanti opere di ristrutturazione e rigenerazione urbana con riferimento a progetti (PINQUA) e a interventi dell’ATER, con un impegno di circa 33 milioni di euro, di cui 10 milioni dalla Regione Lazio; la gran parte dei fondi proviene dal PNRR.
L’ATER è intervenuta in via Cardinal Capranica con la demolizione dell’ex istituto Don Calabria e la costruzione di 71 nuovi appartamenti ERP (Edilizia Residenziale Pubblica), parcheggi e spazi verdi. In questi interventi è impegnata la gran parte dei fondi. Il cantiere è stato avviato a febbraio 2024 e la conclusione è prevista nel mese di aprile 2026, anche se ci potrebbe essere uno slittamento.
Dei 71 appartamenti, 62 saranno dedicati ad edilizia residenziale pubblica, i restanti a co-housing e housing sociale. Al piano terra verranno creati spazi per la collettività: centro anziani, spazi per i giovani e associazioni.
L’ATER è intervenuta anche in via Gasparri con la demolizione di palazzine ATER per la ricostruzione di 12 nuove unità abitative. In via Bembo si procederà alla sistemazione degli insediamenti ATER.
Il nuovo contratto di quartiere Primavalle-Torrevecchia prevede, oltre alle opere sopraindicate, il miglioramento dei servizi e la sistemazione degli spazi verdi, in particolare del giardino della scuola XXV Aprile. Si realizzerà in via Borromeo il nuovo Centro Civico. È previsto inoltre il prolungamento di via Cardinal Capranica fino a via Boccea.
Altri interventi
Interventi analoghi sono in corso in numerosi quadranti della città: Ponte di Nona, Tor Vergata, Ostia, San Basilio, Pietralata e molti altri. L’obiettivo è costruire una “città dei 15 minuti”, riducendo i divari territoriali e migliorando la qualità della vita. Esaminerò successivamente quali lavori sono stati realizzati.
Il caso Porto Fluviale
Il progetto Porto Fluviale rappresenta un esempio concreto di rigenerazione urbana riuscita. Con fondi PNRR (circa 13 milioni) sono stati realizzati 54 alloggi e numerosi servizi pubblici, mantenendo una forte integrazione sociale con gli abitanti originari.
Gli spazi pubblici saranno ospitati al piano terra con una piazza aperta, un mercato, uno sportello antiviolenza e servizi educativi e culturali, il tutto con la collaborazione dell’VIII Municipio. In questo progetto è stata importante la collaborazione con la Facoltà di Architettura dell’Università Roma Tre.
Conclusioni
Il quadro che emerge è articolato: gli interventi sono numerosi e significativi, ma la loro efficacia dipenderà dalla capacità di mantenerli nel tempo.
La vera sfida non è solo costruire e riqualificare, ma garantire continuità, gestione e presenza delle istituzioni. Senza questi elementi, il rischio è quello di vedere nel tempo vanificati gli sforzi fatti.


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