GENNAIO 2026 FORUM SU ROMA CAPITALE INTERVENTO PER VISIONEROMA DI ROBERTO MORASSUT

VISIONEROMA TERRA’ NEI PRIMI MESI DEL PROSSIMO ANNO UN FORUM SULLA LEGGE PER ROMA CAPITALE.

GLI ATTI PREPARATORI SI APRONO CON UN INTERVENTO DI ROBERTO MORASSUT SCRITTO PER VISIONEROMA.

A SEGUIRE I LINK DEGLI INTERVENTI DI WALTER TOCCI, PIERO SANDULLI, CLAUDIO MINELLI E  ARTICOLI APPARSI IN PRECEDENZA NEI NOSTRI SOCIAL



LEGGE SU ROMA CAPITALE

UNA RIFORMA AD UN PASSAGGIO DECISIVO

Di Roberto Morassut

La riforma dell’ordinamento di Roma Capitale sembra davvero avere intrapreso una strada credibile.

Prima delle prossime feste di Natale la Commissione Affari Costituzionali della Camera inizierà l’esame degli emendamenti al testo del ddl costituzionale Governo, assunto come testo base e non troppo dissimile dai testi già presentati e in discussione da parte di varie forze politiche di maggioranza e di opposizione.

Il testo del Governo è in realtà il frutto di un lavoro interistituzionale di confronto e di redazione condivisa tra Palazzo Chigi e il Campidoglio; un testo che in tre articoli identifica la Capitale come un nuovo “ente” speciale dotato di facoltà legislative concorrenti in varie materie – elencate nel testo -che provvederà a ridefinire il modello interno del decentramento amministrativo sulla base di ancor maggiore autonomia di oggi e che potrà avvalersi di poteri amministrativi, risorse finanziarie e organizzative adeguate all’espletamento dei nuovi compiti e dei maggiori poteri stabiliti dalla legge costituzionale.

Il tempo non è molto per giungere finalmente a destinazione, tuttavia ancora sufficiente a condizione di una ampia convergenza parlamentare, di una rinuncia responsabile ad ogni gioco al rinvio e di un lavoro su una seconda e non meno importante parte del disegno che consta dell’approvazione di una parallela legge ordinaria che definisca le risorse e i mezzi indispensabili con i quali fare effettivamente funzionare la nuova architettura.

Questa parte compete sostanzialmente al Governo e al Campidoglio che debbono al più presto costituire una “cabina di regia” che deve scrivere il testo della legge ordinaria e sottoporlo al Parlamento.

Per avere un punto di riferimento di lavoro si può prendere a modello, a mio parere, la vecchia, ma per molto aspetti ancora valida, legge 396/90 che fu demolita nel 2009 e che prevedeva trasferimenti finanziari aggiuntivi a quelli ordinari per Roma con precise finalità elencate nei vari articoli e con procedure di spesa altrettanto chiare.

Una legge che è stata importantissima per Roma ed ha consentito la realizzazione di numerose opere pubbliche, di infrastrutture, di interventi per la valorizzazione del sistema culturale e museale, dei beni ambientali e monumentali, delle periferie.

Ma la 396/90 fu una legge importante e che potrebbe essere ripresa come modello ispiratore, perché dava al Consiglio comunale di Roma il ruolo di regia dei finanziamenti e delle loro finalizzazioni anche laddove fosse necessario indirizzare risorse verso altri enti (Regione, Provincia o vari Ministeri).

Il Consiglio Comunale era il centro di una politica di programmazione finanziaria della Capitale, faceva la politica per Roma e non la subiva.

Un aspetto importante che dovrà necessariamente essere affrontato in sede di emendamenti al testo base, riguarda il destino della Città metropolitana, la ex Provincia di Roma.

Un ente di oltre 150 anni di storia che rischia di uscire stritolato e lacerato dal nuovo disegno.

Sì, perché la riforma inciderebbe solo all’interno del perimetro del Comune di Roma aumentando una distanza con l’area metropolitana che dovrebbe invece essere ridotta considerando i processi di integrazione territoriale e saldatura edilizia che ormai rendono i confini tra Roma e la sua provincia molto labili.

Personalmente avrei preferito una riforma più organica che trasformasse tutta l’area della Città metropolitana in una vera e propria nuova Regione Capitale, capace naturalmente di definire al suo interno dei Comuni urbani veri e propri ma la discussione ha dovuto tener conto di inevitabili compromessi e ritengo comunque un passo avanti l’assetto attualmente definito e proposto alle Camere.

Bisogna però salvare l’unitarietà della Città Metropolitana, evitare spinte centrifughe che già si stanno manifestando.

Ecco perché ritengo che in fase di legge ordinaria, parallela al testo costituzionale bisognerà precisare che le risorse finanziarie che saranno attribuite a Roma Capitale per lo svolgimento delle sue nuove funzioni saranno per un quarto (1/4) destinate alla crescita e allo sviluppo dei comuni contermini e della Città metropolitana.

Siamo dunque a un passaggio decisivo.

Deve prevalere la responsabilità e la sincera volontà di giungere in porto.

Un nuovo fallimento sarebbe dannoso per tutti , per la credibilità delle istituzioni che si sono esposte in questo viaggio.

Riformare l’ordinamento di Roma con una convergenza tra destra e sinistra in una stagione di forte scontro su altre riforma- scontro le cui ragioni non sono mediabili – rappresenterebbe il primo esempio di come, a certe condizioni, si può dialogare e collaborare anche su grandi riforme, anche di carattere costituzionale.

Metterebbe, insomma, Roma alla guida di un processo comunque necessario di aggiornamento della forma dello Stato che in venti anni non ha mai trovato un esito concreto.

E non sarebbe poco per Roma e per l’Italia.


VALUTAZIONI E CONTRIBUTI SUL TEMA CHE SARANNO POI RECUPERATI NEGLI ATTI PREPARATORI DEL FORUM.

 

INTERVENTI DI WALTER TOCCI PIERO SANDULLI CLAUDIO MINELLI – ATTI PRECEDENTI


 

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