Il rendiconto 2025 deliberato ad Aprile 2026 Valutazioni Commenti e gli altri articoli precedenti

IL BILANCIO DEL COMUNE DI ROMA ANALISI E PROPOSTE

RUBRICA A CURA DEL DOTT. GIOVANNI MASIA

Una nuova rubrica fissa di Visioneroma che affronta una questione fondamentale della vita amministrativa della Capitale: le politiche di bilancio

 


Il Rendiconto 2025 deliberato in questo Aprile 2026 e’ l’indicatore ideale per capire in base ai risultati rendicontati la possibile traiettoria tracciata da Roma Capitale per mantenere in equilibrio i conti e far fronte a investimenti e spese per le esigenze della città

Visioneroma traccia una propia valutazione.

L’approvazione del Rendiconto della gestione di Roma Capitale per l’esercizio 2025, da parte dell’Assemblea Capitolina attraverso la Deliberazione n. 79 adottata il 26 aprile 2026, era atteso   con una certa curiosità ed attenzione per le sue risultanze. Come già anticipato in precedenti discussioni, l’approvazione del Bilancio 2026 – 2027 di inizio anno, non ha più visto la presenza di risorse straordinarie quali quelle Giubilari e quelle del PNRR che, con il termine di rendicontazione fissato a fine giugno 2026 cessa di produrre effetti sui conti delle Amministrazioni beneficiarie.

Il Rendiconto 2025 rappresenta pertanto l’indicatore ideale per capire in base ai risultati rendicontati la possibile traiettoria tracciata da Roma Capitale per mantenere in equilibrio i conti e far fronte a investimenti e spese per le esigenze della città, di cittadini e mondo produttivo, attraverso una più autonoma e significativa capacità finanziaria.

Assumendo come parametro di riferimento gli incassi 2025 e il necessario raffronto con il 2024, si registra un totale 2025 a poco più di 7.774 Mln €, + 9,49 % rispetto al 2024 che aveva chiuso a circa 7.100 Mln €.

Si veda il successivo prospetto per una analisi più approfondita sulle voci che hanno inciso sul risultato di crescita degli incassi 2025 rispetto all’anno precedente e sulle valutazioni che è possibile compiere al riguardo.

Al di là delle diverse voci in crescita, non tutte con carattere di ripetitività negli anni, di natura prettamente finanziaria e non legate a processi di gestione ciclici, non si può non rilevare come la crescita di incassi 2025 sul 2024 non registri un significativo apporto di Entrate Tributarie e Extra Tributarie, ovvero di risultati direttamente riconducibili a processi di riscossione di parte corrente, degli arretrati e magari provenienti da attività di contrasto all’evasione.

Il segno positivo sugli incassi delle Entrate Extra Tributarie non tragga in inganno, in quanto a fronte di un buon risultato relativo a Vendita di beni e servizi e proventi derivanti dalla gestione dei beni e Proventi derivanti dalla gestione dei beni, presenta un risultato negativo relativo al Processo sanzionatori per le violazioni al Codice della Strada,non solo in termini di incassi rispetto al periodo dell’anno precedente ( 8,39%) ma con un risultato significativamente negativo rispetto all’Accertato: 37,7%, pari a circa meno 94Mln.

Assumendo come parametri di gestione per la misura dell’andamento del ciclo della riscossione, oltre al Sanzionatorio a cui si è fatto appena riferimento, le altre principali voci di entrata: IMU, TARI e Contributo di Soggiorno, registriamo:

IMU, in termini di incassi 2025 su anno precedente -0,28%mentre l’incassato sull’accertato risulta pari a 12,01%, ovvero non si incassano circa 164 mln .
Ta.Ri, in termini di incassi 2025 su anno precedente meno 6,26% mentre l’incassato sull’accertato risulta pari a meno 12,0%. Anche in questo caso circa 106 Mln€ non pervengono alle casse dell’Amministrazione;
Contributo di Soggiorno, l’incassato sull’accertato è pari ameno 9,7%, pari a circa 28 Mln€ mentre in termini di incasso il 2025 sul 2024 registra un più 4,5%. E’ positivo segnalare che nel tempo l’accertato per questa voce di entrata evolve anno per anno in modo significativo passando dai 26,3 Mln€ del 2020 ai 288,5 Mln€ del 2025.

Come risulta evidente da questi numeri, l’efficientamento del processo di riscossione in senso lato appare un qualcosa di ineludibile per un adeguato sostegno agli equilibri di bilancio e all’effermazione di un solido principio di equità, ancor più se accompagnato da un razionale e altretanto efficiente processo di contrasto all’evasione e all’elusione.

Da prendere sicuramente a riferimento, in termini di recupero arretrati, quanto avviato sulla Ta.Ri che vede sul totale riscosso, negli ultimi cinque anni compreso il 2025 una media del 28,60% composta da attività di recupero in conto residui.

A sostegno di quanto appena affermato appare utile riportare quanto raccomandato dall’OREF (Organismo di RevisioneFinanziari) di Roma a questo specifico riguardo


 

 

COMMENTI

 

Nella politica finanziaria e non solo, elementi fondanti sono” 1) la certezza della individuazione dell’evasore e della conseguente e rapida applicazione della pena, eliminando alla radice l’odioso e doloso distinguo. 2) la certezza che le imposte siano interamente utilizzate per la realizzazione dei servizi primari al cittadino senza l’odioso clientelismo politico ed economico, facilmente percepibile attraverso i quotidiani scandali, che offusca qualsiasi azione della P. A. 3) Uso corretto dell’elemento psicologico di appartenenza dei cittadini a una società coesa, stimolato dall’esempio di integrità dell’esecutivo, purtroppo carente negli ultimi decenni, e di autorevolezza nella gestione della cosa pubblica sia sotto l’aspetto culturale che di capacità di creare una rete credibile per evidenziare l’evasione, a volte , fin troppo nota. Utopia? Forse. Però come affermato da Papa Francesco, può diventare realtà se si è convinti che i sogni e le visioni quando sono giusti, utili e coinvolgenti possono essere realizzati.

Piergiorgio Tupini


Emerge chiaramente  che Roma regge ancora grazie a flussi straordinari e partite finanziarie; mentre la capacità ordinaria di riscossione resta insufficiente;

Occorre sicuramente una riforma della macchina della riscossione senza di cui il bilancio rischia tensioni e problemi seri.
L’ottimo lavoro di Giovanni Masia ci spinge a “premere” sull’amministrazione per provvedimenti urgenti di efficienza della struttura amministrativa.

Amministrare e’ difficile perché su qualsiasi tema, sia la mobilita’, l’urbanistica, le politiche abitative …..e le politiche delle entrate ci si scontra con gli interessi contrastanti in gioco.

Riuscire a fare e’ importante, far bene ancora meglio.

E partendo dalla rubrica di Masia e dal dibattito suscitato e’ d’obbligo dire che  le critiche colgono problemi reali e strutturali della macchina capitolina, ma spesso si finisce per semplificare eccessivamente una situazione molto più complessa.

Roma Capitale continua infatti a convivere con criticità storiche che non nascono con l’attuale amministrazione: una macchina amministrativa frammentata, un enorme stock di residui, difficoltà croniche nella riscossione, banche dati non sempre integrate, contenziosi elevati e una forte dipendenza da trasferimenti straordinari dello Stato..

Sul piano macro-finanziario  l’amministrazione Gualtieri ha saputo utilizzare una fase straordinaria caratterizzata dalle risorse del PNRR e del Giubileo, riportando Roma nella credibilità istituzionale e capacità di investimento. La città, dopo anni di forte instabilità amministrativa, appare oggi meno esposta a tensioni finanziarie immediate e maggiormente in grado di programmare opere e interventi infrastrutturali.

Abbiamo alle spalle gli anni inutili della Raggi e di Alemanno, non dimentichiamolo.

E’ vero però che i problemi strutturali non sono stati risolti.

Il Rendiconto 2025 evidenzia infatti una questione che resta centrale: la distanza ancora significativa tra somme accertate e somme effettivamente riscosse. È qui che emerge il vero nodo  della Capitale che anche Visioneroma ha l’obbligo di segnalare.

Il tema non riguarda soltanto il recupero dell’evasione, ma la capacità complessiva di Roma Capitale di costruire una moderna politica delle Entrate: organizzazione, interoperabilità dei dati, tecnologie, competenze specialistiche e continuità amministrativa.

Giovanni Masia ci spinge a premere sulla giunta per porre riparo a questi limiti e sul piano propositivo segnala che recenti scelte organizzative, come l’accorpamento della funzione Entrate con la Ragioneria, sollevano interrogativi legittimi. La riscossione e il contrasto all’evasione richiedono infatti non solo controllo contabile, ma anche capacità di analisi, innovazione tecnologica e gestione strategica dei dati.

La vera sfida inizierà probabilmente proprio nei prossimi anni, quando verrà meno la spinta delle risorse straordinarie legate al PNRR e al Giubileo. Sarà allora che Roma dovrà dimostrare di poter sostenere i propri equilibri finanziari attraverso una più forte capacità ordinaria di gestione delle Entrate.

Per questo motivo e’ molto utile una discussione seria su quale modello amministrativo e finanziario si intenda costruire per la Capitale nei prossimi dieci anni.

Claudio Minelli


Sarebbe interessante sapere come si combatte l’evasione delle entrate tributarie.
La tecnologia viene usata per mettere a confronto ed incrociando digitalmente tutti i dati disponibili tramite algoritmi ed intelligenza artificiale?
La struttura amministrativa ha gli strumenti per perseguire gli evasori?

Oltre ai limiti delle risorse umane e tecnologiche il Comune di Roma non ha potere di indagine sui conti correnti o sul reddito dei contribuenti, può solo incrociare le banche dati catastali, anagrafiche e delle utenze domestiche per scovare evasori totali e immobili locati in nero.
Servirebbe un maggior scambio di dati con l’agenzia delle entrate che potrebbe mettere a disposizione dei comuni la propria infrastruttura tecnologica e le proprie competenze di indagine.
Penso che la politica non sia d’accordo

Gabriele Gandelli


Gli incroci di tutte le basi dati, soprattutto pro imu e tari e per le entrate da patrimonio immobiliare, consentono massicci recuperi strutturali di base imponibile. C’è un aspetto politico non irrilevante però: recupero di arretrati, emersione di base imponibile e accertamenti hanno un altissimo costo politico che spesso i sindaci non sono disposti a pagare…

Linda Lanzillotta 


La carenza più evidente è, a mio parere, l’assenza di un approccio strutturale e di carattere continuativo  che va ad intervenire su tutte le componenti che servono: strategia, cultura, competenze e strumenti, fra i quali la tecnologia.
Come ho avuto modo di dire in quel velocissimo scambio di battute con il Sindaco in occasione del nostro lo scorso febbraio, Roma Capitale dispone della conoscenza di contesto giusta, ma serve una strategia complessiva sulle politiche delle Entrate, fra le quali quelle sul recupero del pregresso e il contrasto all’evasione.
La recente riorganizzazione della macro struttura capitolina che accorpa una struttura dipartimentale dedicata alle Entrate con la Ragioneria, un organismo prettamente tecnico, non va, sempre a mio parere nella giusta direzione.

La tecnologia può dare un grosso contributo per la capacità di agganciare fonti informative in passato non disponibili e per la velocità di processo ma, ripeto, a carattere strutturale e continuativo.

Le azioni di recupero non devono trovare slancio su base emozionale come quando l’equilibrio di bilancio è critico o quando sono imminenti i termini di prescrizione di partite contabili dal valore significativo, ma andare a ritmo metodico e regolare.

Giovanni Masia

 



Entrate tributarie di Roma Capitale

Arretrati, recupero e contrasto all’evasione: da criticità a risorsa.

Il Bilancio di Previsione 2026 – 2027 di Roma Capitale si presenta come il primo che, dopo quelli degli anni immediatamente precedenti, non vede il rilevante apporto di risorse straordinarie, quali quelle del PNRR e del Giubileo del 2025.

Di fatto meno risorse disponibili contro una domanda di spesa immutata, se non addirittura crescente, che va in tutte le direzioni: dagli investimenti per lo sviluppo e la gestione della città alle spese per il sociale e per l’emergenza abitativa, solo per citare qualche voce.

Le dichiarazioni del Sindaco di Roma che hanno accompagnato la presentazione del Bilancio hanno tuttavia evidenziato come a sostegno della capacità di spesa sia intervenuto un significo apporto di entrate derivanti dalle iniziative di recupero di somme accertate e non riscosse, e in parallelo da contrasto all’elusione e all’evasione.

Le entrate comunali quindi che da criticità, vista l’estrema difficoltà, per innumerevoli fattori di complicazione a mantenerle in equilibrio, si possono trasformare in risorsa visto l’enorme potenziale economico . finanziario che rappresentano se gestite con una particolare attenzione rivolta agli obiettivi di efficientamento di risultato, senza trascurare la buona azione amministrativa e l’equità.

Parliamo quindi di un percorso auspicabilmente non frutto di una situazione contingente ma di una strategia duratura volta alla sistematica individuazione delle situazioni di sofferenza delle entrate tributarie capitoline ed alla attenzione verso le situazioni che concorrono a determinarle:

  1. il gap sistematico e difficilmente comprimibile fra l’accertamento e la riscossione di parte corrente;
  2. il recupero delle somme non riscosse andate a comporre la voce molto consistente dei residui attivi.
  3. l’elusione e l’evasione;

Si tratta di aspetti che hanno un filo comune, nessuno vive di vita autonoma e presuppongono una visione complessiva di intervento seppure con alcune specificità di misure da mettere in campo.

La sistematicità, la strategia di azione e l’approccio strutturale che richiederebbe il dover affrontare con obbiettivi di efficienza il tema introdotto chiama inevitabilmente l’Amministrazione ad elaborare una propria strategia d’azione e ad adottare le necessarie misure organizzative a sostegno dell’iniziativa.

La rotta si prospetta sicuramente sostenuta da indicatori di indubbio interesse e tali da rendere la strada da intraprendere sicuramente possibile, assolutamente non semplice ma possibile. La tecnologia offre sicuramente strumenti evoluti di analisi delle situazioni e del contesto, di indubbia efficacia ma solo se inseriti in un contesto organizzativo e di metodo di approccio in grado di far interagire al meglio risorse umane e strumenti di gestione.

Pochi numeri per fornire un’idea della posta in gioco, relativi alle principali entrate tributarie comunali: IMU, ta.Ri, Violazioni al Codice della Strada, Contributo di Soggiorno. Parliamo di un valore in termini di accertamenti pari a circa 2.781 milioni di Euro , e di una massa di residui attivi di circa, 5.199 milioni di Euro come certificato dal Rendiconto di Gestione dell’anno 2024 approvato dall’AC con Deliberazione n.146 del 28 aprile 2025.

Un esame in maggiore profondità delle dinamiche interne ai 3 punti di caratterizzazione prima indicati e le possibili soluzioni sarà sviluppato ed esposto in successivi passaggi.

 


Giovanni Masia

Laurea in scienze giuridiche, consulente free lance nel settore ICT di importanti realtà internazionali e nazionali e startup innovative, a sostegno della mission aziendale e dell’adozione di modelli e processi funzionali alla Digital Trasformation del settore pubblico.

In particolare si è occupato dei processi di predisposizione d’offerta in risposta a importanti gare Consip, dei processi di digitalizzazione in ambito fiscalità del Comune di Roma.

E’ stato dirigente presso un Gruppo Multinazionale posizionato nei primi tre posti del rainking mondiale dei fornitori di servizi ICT e di consulenza.

Ha avuto la responsabilità commerciale di una serie di Account selezionati quali Roma Capitale, Ministero Affari Esteri, Camera dei Deputati, Senato della Repubblica, Regione Lazio e INPS.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *