ROMA RISCHIA DI PERDERE GLI INCENTIVI DEL SUPERBONUS – SVETLANA CELLI

Superbonus, Roma rischia di perdere gli incentivi per le Case popolari


Si parla molto ultimamente dei vantaggi fiscali riconosciuti dal superbonus 110% per i miglioramenti delle abitazioni soprattutto sul versante dell’efficientamento energetico e della ristrutturazione complessiva. Pochi sanno però che la norma nazionale che li prevede esclude però gli enti locali, che pure sono proprietari di beni immobili adibiti a edilizia residenziale pubblica. L’agevolazione è però consentita agli Istituti Autonomi Case Popolari, ovvero agli enti gestori del patrimonio pubblico, come l’Ater che gestisce il patrimonio della Regione Lazio, e ad altri enti con i requisiti della legislazione europea in materia di “in house providing”. Molti Comuni si sono mossi per usufruire delle agevolazioni per  interventi sul proprio patrimonio proprio coinvolgendo enti gestori e partecipate.

Mentre in altre città, come Milano, i comuni si sono organizzati per accedere al credito d’imposta, Roma è rimasta al palo. Così 27mila case popolari rimarrebbero fuori da questi incentivi e dagli interventi.

In più anche per i privati che vogliono utilizzare gli incentivi nella nostra città si prospettano tempi difficili. I motivi per cui migliaia di immobili romani resterebbero fuori dalle agevolazioni sono molteplici: la lentezza degli uffici, con poche risorse e poco personale, nel rilasciare la documentazione necessaria.

Eppure si tratta di incentivi importanti, che permettono di recuperare l’investimento fatto per migliorare la qualità della vita degli inquilini e allo stesso tempo diminuire l’inquinamento. Altro che svolta green! Se Roma non fa la sua parte è l’intero Paese che non evolve nella giusta direzione.

 


Tutte le dichiarazioni della sindaca Raggi su riconversione ecologica e città resiliente, alla base delle richieste per il Recovery plan perla città, lasciano il tempo che trovano e sono annunci vuoti di contenuto.

In Campidoglio semplicemente stanno ignorando questa importante opportunità, sia per riqualificare un patrimonio vecchio e malandato, sia per intervenire in maniera strutturale per ridurre l’inquinamento. Una opportunità che altri Sindaci hanno invece percepito e stanno sfruttando a vantaggio della comunità e del miglioramento della qualità della vita.

Questo disinteresse della maggioranza mi ha spinto a presentare due mozioni, per cercare di sollecitare la Sindaca all’azione e spingere la sua Giunta ad accedere alle agevolazioni, sia agevolando l’iter delle richieste dei privati, sia per il patrimonio immobiliare del Comune.

 

Per i privati, ad esempio, si può pensare a un percorso che semplifichi iter e procedure magari con un ufficio dedicato al rilascio della documentazione necessaria e che effettui una sorta di “tutoraggio” del privato cittadino. Servirebbero poi risorse e personale da destinare a questo nuovo ufficio. Perché non si ripeta gli errori del passato in cui la carenza d’organico è stata ignorata a tal punto da rallentare procedure e rendere poco efficiente la risposta dell’Amministrazione.  In fondo, è interesse dell’intera città rinnovare l’efficienza energetica e l’estetica degli edifici e per questo l’Amministrazione dovrebbe credere in questa opportunità storica.

La Regione Lazio infatti si è mossa per includere il proprio patrimonio Ater con importanti investimenti nel piano di incentivi fiscali che permetteranno di rimettere a nuovo gli immobili: dal fotovoltaico, agli infissi, ai cappotti termici, all’abbattimento delle barriere architettoniche. Sono già note delle stime secondo cui questi interventi permetteranno una riduzione del fabbisogno energetico del 43%, una riduzione delle emissioni CO2 nell’atmosfera del 35%, e un incremento del valore dell’edificio. Non trascurabili neppure gli effetti sul miglioramento della qualità la vita dei cittadini.

Città come Milano, Venezia, Pavia, Chieti, Rimini e tante altre si avvalgono della consulenza di società partecipate e hanno attivato il credito d’imposta. Milano investirà 110 milioni di euro in interventi migliorativi usufruendo del Superbonus.

Non si capisce l’inerzia di Roma. O meglio, in assenza di una visione della città, la Giunta raggi non ha ancora saputo cogliere questa opportunità. E non credo che ora ce ne sia più il tempo, visto che la consiliatura volge al termine. Ho presentato le mie mozioni in Aula sperando possano smuovere questo immobilismo, ma sinceramente non credo nella capacità di questa Giunta di vedere oltre il proprio naso. Quindi, porterò queste idee come contributo al programma del candidato sindaco del centro sinistra, Roberto Gualtieri. Credo sia la persona giusta per guardare al bene di Roma, oltre la scadenza di un mandato elettorale, e dalle capacità gestionali e amministrative per permettere a Roma di rinascere.

Anche perché il periodo di applicazione del Superbonus è stato esteso dalla Legge di Bilancio per il 2021 a spese per lavori sostenute fino al 31 dicembre 2022 per tutti gli edifici, e al 30 giugno 2023 per gli edifici di edilizia popolare.

Purtroppo quando parliamo di edilizia residenziale pubblica parliamo di un settoreda troppo tempo fermo, gestito da uffici sottodimensionati, e si è in ritardo su tutto. Roma Capitale non è riuscita neppure a erogare tutti i bonus affitto con i fondi resi disponibili dalla Regione Lazio. È  in ritardo sulle manutenzioni, tanto che alla fine sono state “scaricate come competenza ai Municipi. Ed è in ritardo sulle nuove assegnazioni e sul piano delle alienazioni: ci sono persone che hanno versato già un anticipo sull’offerta di vendita anni fa e poi non hanno più saputo nulla dall’amministrazione.

Eppure la razionalizzazione del patrimonio immobiliare era al centro della campagna elettorale della Sindaca cinque anni fa. Ma su questo hanno del tutto fallito.

Il superbonus, lo ripeterò fino allo sfinimento, è un’occasione davvero unica e imperdibile per Roma Capitale. L’accesso alle agevolazioni e l’anticipo della spesa sono i punti centrali su cui puntare, anche con un dialogo serrato da avviare con il governo nazionale. Roma ha più che mai bisogno di interventi importanti sul  patrimonio edilizio per una rigenerazione degli edifici e per risultanti dei quali beneficerebbero tutti i cittadini e i territori.

Svetlana Celli

Consigliera  comunale Roma

 

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