I crediti degli Enti Locali e la rottamazione quinquies e gli altri articoli precedenti
IL BILANCIO DEL COMUNE DI ROMA ANALISI E PROPOSTE
RUBRICA A CURA DEL DOTT. GIOVANNI MASIA
Una nuova rubrica fissa di Visioneroma che affronta una questione fondamentale della vita amministrativa della Capitale: le politiche di bilancio

I crediti degli Enti Locali e la rottamazione quinquies
La posizione assunta dagli Enti Locali, nello specifico le grandi città, in merito all’adesione o meno
alla facoltà loro attribuita dall’ultima Legge Finanziaria (legge 30 dicembre 2025 n. 199) di avvalersi
di forme di definizione agevolata per riscuotere i propri crediti di natura tributaria nei confronti di
cittadini e imprese, accertati e notificati entro il 3 dicembre 2024, suggerisce qualche considerazione
in merito.
La ratio della norma, trova fondamento su piu linee; citiamo le piu’ importanti:
1. 2. 3. perseguire in un arco di tempo definito, un significativo recupero della quota di capitale che
forma il credito, complessivamente di difficile esigibilità, rinunciando a sanzioni e interessi;
incidere rapidamente sui “numeri” del proprio Bilancio, velocizzando i tempi di definizione
di un processo di recupero altrimenti più lungo e dagli esiti non scontati;
non far gravare sulle strutture amministrative l’onerosa e complessa attività di gestione del
recupero coattivo del credito, data l’incertezza del risultato e dei tempi necessari, inserita a
sua volta, nella ,maggior parte dei casi, in uno stato permanente carenza di organico e di
adeguate competenze, rispetto ai volumi e alla complessità del tema da trattare.
La misura adottata, fa purtroppo passare ancora una volta anche un messaggio di mancanza di
equità visto che i cittadini meno rispettosi dei propri obblighi tributari, trovano prima o poi un
soccorso verso omessi obblighi nei confronti dell’Amministrazione non versando la sanzione e gli
interessi, a differenza della componente di cittadinanza, la più numerosa per fortuna, che assolve
con puntualità e precisione i propri obblighi sopperendo in tal modo a manchevolezze altrui.
Quale la ratio che induce una Amministrazione Comunale ad adottare la migliore soluzione in
funzione del proprio interesse?
Una possibile risposta va ricercata sul comportamento assunto da Roma Capitale ed altri grandi
comuni italiani. Per la non adesione hanno optato Milano e Bologna mentre per il si Roma, Torino,
Napoli, Bari e Lecce.
Pur non escludendo valutazioni di carattere politico che potrebbero avere orientato tanto la
decisione di adesione che quella opposta, si è cercato di individuare il razionale di scelta sulla
capacità di riscossione dei comuni coinvolti per capire da una parte come si sia gradualmente
generata la massa ingente di residui che ha indotto il legislatore a spingere sull’acceleratore della
misura di definizione agevolata adottata, e dall’altra ricavare dalla capacità di riscossione espressa
negli ultimi anni se un costante trend di crescita sia in grado di sterilizzare il fenomeno e non
richiedere nuovamente misure come quella adottata.
Per delle prime valutazioni – il fenomeno è di elevata complessità – si sono posti a confronto lo
scostamento del riscosso rispetto all’accertato fra Roma Capitale che ricordiamolo ha aderito alla
misura di “rottamazione” e i Comuni di Milano e Bologna, ovvero i più significativi rappresentanti
del fronte del no.In un successivo step, verranno compiutamente analizzati, sempre per Roma Capitale e i Comuni più
rilevanti, l’ammontare della massa di residui attivi, fra i quali quelli iscritti al FCDE (Fondo Crediti di
Dubbia Esigibilità), e il loro percorso di formazione ed evoluzione nel tempo.
L’analisi effettuata assume a riferimento le principali voci di entrata del Bilancio Comunale: l’IMU, la
Ta.Ri., le Sanzioni per violazioni al Codice della Strada e l’Imposta di Soggiorno. La fonte dei dati
utilizzati è il Rendiconto annuale deliberato da ciascuna Amministrazione osservata.
Raffrontando i dati di Roma e Milano, la Capitale esprime uno scostamento medio nel triennio 2023
– 2025 Accertato/Riscosso del – 12,57% contro il – 4,07 di Milano per l’IMU; un – 8,37 contro un
5,77 per la Ta.Ri; un – 34,64% contro un – 42,84% per le Sanzioni CdS, e un – 15,94% contro un –
3,17% per quanto riguarda l’Imposta di soggiorno.
L’inferiorità di scostamento del Comune di Milano si manifesta per tutte le voci di entrata, ad
eccezione del Sanzionatorio C.d.S., la cui rilevanza generalizzata per tutte le grandi amministrazioni
locali dovrebbe indurre la politica e quindi il legislatore ad un focus specifico e particolare sul tema.
Emerge quindi a favore di Milano un migliore risultato della capacità di riscossione. Volendo
applicare le maggiori percentuali di riscossione di Milano all’accertato di Roma, pur con tutte le
differenze di contesto e di volumi, questa avrebbe conseguito solo nel 2025 maggiori entrate per
circa 180 milioni di Euro (108 di IMU, 55 di Ta.Ri. e 19 di Imposta di Soggiorno). Dal raffronto emerge
un valore positivo per Roma Capitale in virtù della cattiva performance del Comune di Milano nel
2025 nella voce Sanzioni Codice della Strada.
Effettuando lo stesso tipo di raffronto fra i dati di Roma e Bologna e sempre con le cautele dovute
alle differenze di contesto socio economico e di numeri fra le due città, il Comune di Bologna riporta
uno scostamento medio Accertato/Riscosso nel triennio 2023 – 2025 del – 0,71% relativamente
all’IMU, del -1,13% per la Ta.Ri, del – 30,81% per le Sanzioni CdS, e del – 6,1% per quanto riguarda
l’Imposta di Soggiorno.
I dati appena sintetizzati e analiticamente rappresentati in altro documento disponibile, sono quelli
che meglio spiegano la volontà del Comune di Bologna verso una azione di recupero degli arretrati
attraverso procedure ordinarie e non attraverso la cosiddetta Rottamazione quinques. Il trend
dell’ultimo triennio evidenzia infatti risultati di riscossione attestati su valori stabili e su percentuali
Accertato / Riscosso di assoluto successo.
Replicando lo stesso tipo di esercizio effettuato sul Comune di Milano, la percentuale di riscosso
registrata dal Comune di Bologna all’accertato di Roma Capitale avrebbe comportato per
quest’ultima Amministrazione, solo per il 2025 maggiori entrate per poco più di 264 milioni di Euro:
poco più di 157 di IMU, circa 97 di Ta.Ri., poco più di 17 di sanzioni al CdS e poco meno di 11 per
l’Imposta di Soggiorno.
I numeri espressi rendono abbastanza evidente come le Amministrazione che hanno optato per la
non adesione alle procedure di definizione agevolata per i propri crediti tributari poggino la loro
decisione su processi di riscossione di qualità, performanti, in particolare modo Bologna, estandardizzati che rendono confidenti le rispettive Amministrazioni sul buon esito del processo di
recupero attraverso la norma ordinaria.
E’ chiaro inoltre che la discriminante numero di abitanti, di unità immobiliari oggetto di imposta, del
numero di utenze familiari e commerciali assoggettate al servizio di raccolta rifiuti, in numero di
veicoli circolanti e potenzialmente sanzionabili, il fenomeno turistico in una città a forte attrazione,
costituiscono una complicazione gestionale e di definizione del fenomeno di non poca entità.
Le percentuali di riscossione rispetto all’accertato del Comune di Bologna non appaiono
realisticamente raggiungibili da Roma Capitale per le differenze di numero di abitanti, estensione
territoriale ed eterogeneità del proprio tessuto economico.
Ciò non toglie che siano invece alla portata e anche migliorabili le percentuali espresse dal Comune
di Milano puntando su una struttura organizzativa preparata e focalizzata e ponendo l’innovazione
tecnologica (AI compresa) come driver principale per il miglioramento dell’intero processo.
TABELLE DI RAFFRONTO
Il Rendiconto 2025 deliberato in questo Aprile 2026 e’ l’indicatore ideale per capire in base ai risultati rendicontati la possibile traiettoria tracciata da Roma Capitale per mantenere in equilibrio i conti e far fronte a investimenti e spese per le esigenze della città
Visioneroma traccia una propia valutazione.
L’approvazione del Rendiconto della gestione di Roma Capitale per l’esercizio 2025, da parte dell’Assemblea Capitolina attraverso la Deliberazione n. 79 adottata il 26 aprile 2026, era atteso con una certa curiosità ed attenzione per le sue risultanze. Come già anticipato in precedenti discussioni, l’approvazione del Bilancio 2026 – 2027 di inizio anno, non ha più visto la presenza di risorse straordinarie quali quelle Giubilari e quelle del PNRR che, con il termine di rendicontazione fissato a fine giugno 2026 cessa di produrre effetti sui conti delle Amministrazioni beneficiarie.
Il Rendiconto 2025 rappresenta pertanto l’indicatore ideale per capire in base ai risultati rendicontati la possibile traiettoria tracciata da Roma Capitale per mantenere in equilibrio i conti e far fronte a investimenti e spese per le esigenze della città, di cittadini e mondo produttivo, attraverso una più autonoma e significativa capacità finanziaria.
Assumendo come parametro di riferimento gli incassi 2025 e il necessario raffronto con il 2024, si registra un totale 2025 a poco più di 7.774 Mln €, + 9,49 % rispetto al 2024 che aveva chiuso a circa 7.100 Mln €.
Si veda il successivo prospetto per una analisi più approfondita sulle voci che hanno inciso sul risultato di crescita degli incassi 2025 rispetto all’anno precedente e sulle valutazioni che è possibile compiere al riguardo.

Al di là delle diverse voci in crescita, non tutte con carattere di ripetitività negli anni, di natura prettamente finanziaria e non legate a processi di gestione ciclici, non si può non rilevare come la crescita di incassi 2025 sul 2024 non registri un significativo apporto di Entrate Tributarie e Extra Tributarie, ovvero di risultati direttamente riconducibili a processi di riscossione di parte corrente, degli arretrati e magari provenienti da attività di contrasto all’evasione.
Il segno positivo sugli incassi delle Entrate Extra Tributarie non tragga in inganno, in quanto a fronte di un buon risultato relativo a Vendita di beni e servizi e proventi derivanti dalla gestione dei beni e Proventi derivanti dalla gestione dei beni, presenta un risultato negativo relativo al Processo sanzionatori per le violazioni al Codice della Strada,non solo in termini di incassi rispetto al periodo dell’anno precedente ( – 8,39%) ma con un risultato significativamente negativo rispetto all’Accertato: – 37,7%, pari a circa meno 94Mln€.
Assumendo come parametri di gestione per la misura dell’andamento del ciclo della riscossione, oltre al Sanzionatorio a cui si è fatto appena riferimento, le altre principali voci di entrata: IMU, TARI e Contributo di Soggiorno, registriamo:
Come risulta evidente da questi numeri, l’efficientamento del processo di riscossione in senso lato appare un qualcosa di ineludibile per un adeguato sostegno agli equilibri di bilancio e all’effermazione di un solido principio di equità, ancor più se accompagnato da un razionale e altretanto efficiente processo di contrasto all’evasione e all’elusione.
Da prendere sicuramente a riferimento, in termini di recupero arretrati, quanto avviato sulla Ta.Ri che vede sul totale riscosso, negli ultimi cinque anni compreso il 2025 una media del 28,60% composta da attività di recupero in conto residui.
A sostegno di quanto appena affermato appare utile riportare quanto raccomandato dall’OREF (Organismo di RevisioneFinanziari) di Roma a questo specifico riguardo

COMMENTI
Nella politica finanziaria e non solo, elementi fondanti sono” 1) la certezza della individuazione dell’evasore e della conseguente e rapida applicazione della pena, eliminando alla radice l’odioso e doloso distinguo. 2) la certezza che le imposte siano interamente utilizzate per la realizzazione dei servizi primari al cittadino senza l’odioso clientelismo politico ed economico, facilmente percepibile attraverso i quotidiani scandali, che offusca qualsiasi azione della P. A. 3) Uso corretto dell’elemento psicologico di appartenenza dei cittadini a una società coesa, stimolato dall’esempio di integrità dell’esecutivo, purtroppo carente negli ultimi decenni, e di autorevolezza nella gestione della cosa pubblica sia sotto l’aspetto culturale che di capacità di creare una rete credibile per evidenziare l’evasione, a volte , fin troppo nota. Utopia? Forse. Però come affermato da Papa Francesco, può diventare realtà se si è convinti che i sogni e le visioni quando sono giusti, utili e coinvolgenti possono essere realizzati.
Piergiorgio Tupini
Emerge chiaramente che Roma regge ancora grazie a flussi straordinari e partite finanziarie; mentre la capacità ordinaria di riscossione resta insufficiente;
Occorre sicuramente una riforma della macchina della riscossione senza di cui il bilancio rischia tensioni e problemi seri.
L’ottimo lavoro di Giovanni Masia ci spinge a “premere” sull’amministrazione per provvedimenti urgenti di efficienza della struttura amministrativa.
Amministrare e’ difficile perché su qualsiasi tema, sia la mobilita’, l’urbanistica, le politiche abitative …..e le politiche delle entrate ci si scontra con gli interessi contrastanti in gioco.
Riuscire a fare e’ importante, far bene ancora meglio.
E partendo dalla rubrica di Masia e dal dibattito suscitato e’ d’obbligo dire che le critiche colgono problemi reali e strutturali della macchina capitolina, ma spesso si finisce per semplificare eccessivamente una situazione molto più complessa.
Roma Capitale continua infatti a convivere con criticità storiche che non nascono con l’attuale amministrazione: una macchina amministrativa frammentata, un enorme stock di residui, difficoltà croniche nella riscossione, banche dati non sempre integrate, contenziosi elevati e una forte dipendenza da trasferimenti straordinari dello Stato..
Sul piano macro-finanziario l’amministrazione Gualtieri ha saputo utilizzare una fase straordinaria caratterizzata dalle risorse del PNRR e del Giubileo, riportando Roma nella credibilità istituzionale e capacità di investimento. La città, dopo anni di forte instabilità amministrativa, appare oggi meno esposta a tensioni finanziarie immediate e maggiormente in grado di programmare opere e interventi infrastrutturali.
Abbiamo alle spalle gli anni inutili della Raggi e di Alemanno, non dimentichiamolo.
E’ vero però che i problemi strutturali non sono stati risolti.
Il Rendiconto 2025 evidenzia infatti una questione che resta centrale: la distanza ancora significativa tra somme accertate e somme effettivamente riscosse. È qui che emerge il vero nodo della Capitale che anche Visioneroma ha l’obbligo di segnalare.
Il tema non riguarda soltanto il recupero dell’evasione, ma la capacità complessiva di Roma Capitale di costruire una moderna politica delle Entrate: organizzazione, interoperabilità dei dati, tecnologie, competenze specialistiche e continuità amministrativa.
Giovanni Masia ci spinge a premere sulla giunta per porre riparo a questi limiti e sul piano propositivo segnala che recenti scelte organizzative, come l’accorpamento della funzione Entrate con la Ragioneria, sollevano interrogativi legittimi. La riscossione e il contrasto all’evasione richiedono infatti non solo controllo contabile, ma anche capacità di analisi, innovazione tecnologica e gestione strategica dei dati.
La vera sfida inizierà probabilmente proprio nei prossimi anni, quando verrà meno la spinta delle risorse straordinarie legate al PNRR e al Giubileo. Sarà allora che Roma dovrà dimostrare di poter sostenere i propri equilibri finanziari attraverso una più forte capacità ordinaria di gestione delle Entrate.
Per questo motivo e’ molto utile una discussione seria su quale modello amministrativo e finanziario si intenda costruire per la Capitale nei prossimi dieci anni.
Claudio Minelli
Sarebbe interessante sapere come si combatte l’evasione delle entrate tributarie.
La tecnologia viene usata per mettere a confronto ed incrociando digitalmente tutti i dati disponibili tramite algoritmi ed intelligenza artificiale?
La struttura amministrativa ha gli strumenti per perseguire gli evasori?
Oltre ai limiti delle risorse umane e tecnologiche il Comune di Roma non ha potere di indagine sui conti correnti o sul reddito dei contribuenti, può solo incrociare le banche dati catastali, anagrafiche e delle utenze domestiche per scovare evasori totali e immobili locati in nero.
Servirebbe un maggior scambio di dati con l’agenzia delle entrate che potrebbe mettere a disposizione dei comuni la propria infrastruttura tecnologica e le proprie competenze di indagine.
Penso che la politica non sia d’accordo
Gabriele Gandelli
Gli incroci di tutte le basi dati, soprattutto pro imu e tari e per le entrate da patrimonio immobiliare, consentono massicci recuperi strutturali di base imponibile. C’è un aspetto politico non irrilevante però: recupero di arretrati, emersione di base imponibile e accertamenti hanno un altissimo costo politico che spesso i sindaci non sono disposti a pagare…
Linda Lanzillotta
La carenza più evidente è, a mio parere, l’assenza di un approccio strutturale e di carattere continuativo che va ad intervenire su tutte le componenti che servono: strategia, cultura, competenze e strumenti, fra i quali la tecnologia.
Come ho avuto modo di dire in quel velocissimo scambio di battute con il Sindaco in occasione del nostro lo scorso febbraio, Roma Capitale dispone della conoscenza di contesto giusta, ma serve una strategia complessiva sulle politiche delle Entrate, fra le quali quelle sul recupero del pregresso e il contrasto all’evasione.
La recente riorganizzazione della macro struttura capitolina che accorpa una struttura dipartimentale dedicata alle Entrate con la Ragioneria, un organismo prettamente tecnico, non va, sempre a mio parere nella giusta direzione.
La tecnologia può dare un grosso contributo per la capacità di agganciare fonti informative in passato non disponibili e per la velocità di processo ma, ripeto, a carattere strutturale e continuativo.
Le azioni di recupero non devono trovare slancio su base emozionale come quando l’equilibrio di bilancio è critico o quando sono imminenti i termini di prescrizione di partite contabili dal valore significativo, ma andare a ritmo metodico e regolare.
Giovanni Masia
Entrate tributarie di Roma Capitale
Arretrati, recupero e contrasto all’evasione: da criticità a risorsa.
Il Bilancio di Previsione 2026 – 2027 di Roma Capitale si presenta come il primo che, dopo quelli degli anni immediatamente precedenti, non vede il rilevante apporto di risorse straordinarie, quali quelle del PNRR e del Giubileo del 2025.
Di fatto meno risorse disponibili contro una domanda di spesa immutata, se non addirittura crescente, che va in tutte le direzioni: dagli investimenti per lo sviluppo e la gestione della città alle spese per il sociale e per l’emergenza abitativa, solo per citare qualche voce.
Le dichiarazioni del Sindaco di Roma che hanno accompagnato la presentazione del Bilancio hanno tuttavia evidenziato come a sostegno della capacità di spesa sia intervenuto un significo apporto di entrate derivanti dalle iniziative di recupero di somme accertate e non riscosse, e in parallelo da contrasto all’elusione e all’evasione.
Le entrate comunali quindi che da criticità, vista l’estrema difficoltà, per innumerevoli fattori di complicazione a mantenerle in equilibrio, si possono trasformare in risorsa visto l’enorme potenziale economico . finanziario che rappresentano se gestite con una particolare attenzione rivolta agli obiettivi di efficientamento di risultato, senza trascurare la buona azione amministrativa e l’equità.
Parliamo quindi di un percorso auspicabilmente non frutto di una situazione contingente ma di una strategia duratura volta alla sistematica individuazione delle situazioni di sofferenza delle entrate tributarie capitoline ed alla attenzione verso le situazioni che concorrono a determinarle:
- il gap sistematico e difficilmente comprimibile fra l’accertamento e la riscossione di parte corrente;
- il recupero delle somme non riscosse andate a comporre la voce molto consistente dei residui attivi.
- l’elusione e l’evasione;
Si tratta di aspetti che hanno un filo comune, nessuno vive di vita autonoma e presuppongono una visione complessiva di intervento seppure con alcune specificità di misure da mettere in campo.
La sistematicità, la strategia di azione e l’approccio strutturale che richiederebbe il dover affrontare con obbiettivi di efficienza il tema introdotto chiama inevitabilmente l’Amministrazione ad elaborare una propria strategia d’azione e ad adottare le necessarie misure organizzative a sostegno dell’iniziativa.
La rotta si prospetta sicuramente sostenuta da indicatori di indubbio interesse e tali da rendere la strada da intraprendere sicuramente possibile, assolutamente non semplice ma possibile. La tecnologia offre sicuramente strumenti evoluti di analisi delle situazioni e del contesto, di indubbia efficacia ma solo se inseriti in un contesto organizzativo e di metodo di approccio in grado di far interagire al meglio risorse umane e strumenti di gestione.
Pochi numeri per fornire un’idea della posta in gioco, relativi alle principali entrate tributarie comunali: IMU, ta.Ri, Violazioni al Codice della Strada, Contributo di Soggiorno. Parliamo di un valore in termini di accertamenti pari a circa 2.781 milioni di Euro , e di una massa di residui attivi di circa, 5.199 milioni di Euro come certificato dal Rendiconto di Gestione dell’anno 2024 approvato dall’AC con Deliberazione n.146 del 28 aprile 2025.
Un esame in maggiore profondità delle dinamiche interne ai 3 punti di caratterizzazione prima indicati e le possibili soluzioni sarà sviluppato ed esposto in successivi passaggi.
Giovanni Masia
Laurea in scienze giuridiche, consulente free lance nel settore ICT di importanti realtà internazionali e nazionali e startup innovative, a sostegno della mission aziendale e dell’adozione di modelli e processi funzionali alla Digital Trasformation del settore pubblico.
In particolare si è occupato dei processi di predisposizione d’offerta in risposta a importanti gare Consip, dei processi di digitalizzazione in ambito fiscalità del Comune di Roma.
E’ stato dirigente presso un Gruppo Multinazionale posizionato nei primi tre posti del rainking mondiale dei fornitori di servizi ICT e di consulenza.
Ha avuto la responsabilità commerciale di una serie di Account selezionati quali Roma Capitale, Ministero Affari Esteri, Camera dei Deputati, Senato della Repubblica, Regione Lazio e INPS.

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