La delibera sul nuovo stadio: apriamo una discussione tra i soci
DAC 59/2026 – Nuovo Stadio A.S. Roma Pietralata
APRIAMO UNA DISCUSSIONE TRA I SOCI
SULLA DELIBERA DEL NUOVO STADIO
di
Gianfranco Piccioni
Claudio Minelli

La Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 59/2026 costituisce un atto amministrativo di enorme rilievo, perché segna il passaggio dalla fase politico-programmatica alla fase autorizzativa decisoria del progetto del nuovo stadio A.S. Roma in località Pietralata.
Non è una delibera formale o ricognitiva: produce effetti sostanziali e consolida l’impianto procedimentale del progetto.
Formalmente la DAC 59 si configura come presa d’atto della verifica di ottemperanza, autorizzazione alla partecipazione alla Conferenza dei Servizi decisoria e mandato al RUP per attivazione del Procedimento Ambientale Unico Regionale.
Sostanzialmente equivale a una validazione politico-amministrativa definitiva del PFTE: certifica il soddisfacimento delle prescrizioni precedenti, riconosce come adempiute le condizioni inderogabili e trasferisce il procedimento alla Regione Lazio per VIA e Conferenza decisoria.
Dopo questa delibera diventa molto più difficile rimettere in discussione l’impianto complessivo del progetto.
La DAC 59 è sorretta da una struttura istruttoria formalmente robusta: relazione RUP dettagliata, pareri tecnici favorevoli, parere contabile favorevole, passaggi nelle Commissioni capitoline, richiamo esplicito alla Conferenza preliminare.
Inoltre si inserisce coerentemente nel quadronormativo del D.lgs. 38/2021, Legge Stadi e disciplina VIA regionale.
Sul piano procedurale l’atto appare ben blindato.
Il nodo più delicato è che l’ottemperanza alle prescrizioni DAC 73/2023 viene attestata quasi interamente sulla base della relazione del RUP interno. Il Comune valuta se stesso e manca una validazione terza indipendente. Questo può generare vulnerabilità per difetto di terzietà istruttoria.
Le criticita’ urbanistiche
La variante urbanistica automatica ex art. 4 D.lgs. 38/2021 è legittima, ma comprime il controllo urbanistico ordinario e può essere contestata per insufficiente ponderazione degli effetti sul comparto complessivo. Inoltre la rilocalizzazione delle volumetrie residue (AK verso AG) appare ancora ipotetica e non definitivamente pianificata, creando un profilo di indeterminatezza urbanistica futura.
La mobilita’ ed il traffico
La delibera dichiara livelli di servizio adeguati e simulazioni positive, ma molte soluzioni dipendono da condizioni gestionali future e non da opere già realizzate: chiusure rampe, ZTL temporanee, presidio forze dell’ordine.
Parte della sostenibilità traffico è quindi organizzativa e non infrastrutturale, con fragilità in caso di inefficienza gestionale.
L’ospedale Pertini
L’accessibilità all’Ospedale Pertini resta il tema più sensibile. La DAC 59 prevede accesso garantito per ambulanze e mezzi di emergenza, ma manca una dimostrazione sperimentale reale: esistono solo simulazioni modellistiche.
Questo profilo può essere contestato in sede sanitaria, VIA o giudiziaria.
I profili ambientali ed archeologici
La VIA non è ancora conclusa: il progetto non ha superato il vaglio ambientale definitivo. La DAC 59 anticipa una legittimazione politica primadell’esito ambientale.
Sul piano archeologico, Pietralata è area sensibile e la delibera non certifica il completamento integrale delle indagini preventive: eventuali ritrovamenti possono imporre modifiche radicali o blocchi.
Il piano economico finanziario
L’asseverazione del PEF è un elemento positivo ma non risolutivo: certifica coerenza economica teorica, non garantisce sostenibilità reale futura né l’effettiva tenuta dei ricavi post-costruzione.
Elementi da approfondire:
a) competamento dell’istruttoria ; b) approfondimenti motivazionali se alcune prescrizioni risultano adempiute solo formalmente;
c) tutela salute pubblica sul nodo Pertini;
d) chiarimenti urbanistici su variante automatica e rilocalizzazioni;
e) chiarimenti ambientali/archeologici se VIA o indagini preventive risultassero carenti.
La DAC 59 è formalmente molto solida ma potrebbe essere vulnerabile su profili tecnici. Solida per procedura amministrativa, copertura normativa e struttura deliberativa; fragile per mobilità reale, nodo Pertini, archeologia, futura variante urbanistica attuativa e VIA ancora aperta.
Il vero banco di prova sarà la Conferenza dei Servizi decisoria regionale, dove potrebbero emergere le criticità sostanziali oggi solo presuntivamente superate.

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