PARTECIPAZIONE CIVICA E QUALITA’ DELLE DECISIONI A ROMA: UNA RIFLESSIONE APERTA

Partecipazione civica e qualità delle decisioni a Roma: una riflessione aperta


Negli ultimi giorni il tema dell’astensionismo alle elezioni è tornato al centro del dibattito pubblico.

Un intervento di Piero Sandulli, ripreso da Gabriele Gandelli, ci spinge ad affrontare opportunamente la questione.

Come associazione che osserva Roma in modo indipendente e civico, riteniamo infatti utile affrontare la questione non dal punto di vista della competizione elettorale, ma da quello che ci riguarda più da vicino: la partecipazione dei cittadini alla vita della città e la qualità delle decisioni pubbliche che ne derivano.

La crescente distanza tra cittadini e processi istituzionali è un fenomeno che si riflette anche sulla capacità di Roma Capitale di programmare, realizzare e rendere comprensibili i propri interventi.

Quando la partecipazione si indebolisce, anche la fiducia nelle istituzioni e la percezione di efficacia dell’azione amministrativa rischiano di diminuire.

Per VisioneRoma, questo è un tema profondamente legato alla nostra missione: capire come migliorare il funzionamento della città, come rafforzare il rapporto tra cittadini e governance, e come favorire trasparenza, continuità e qualità nelle politiche pubbliche.

Per queste ragioni apriamo una riflessione collettiva, invitando i soci e tutti gli interessati a contribuire con analisi, esperienze, idee e proposte.

Alcune domande che possono orientare il confronto:

  • Quali fattori, legati alla vita quotidiana dei romani, possono incidere sulla partecipazione al voto?

  • In che modo la qualità dei servizi e delle comunicazioni pubbliche può influenzare la fiducia dei cittadini?

  • Quali strumenti o pratiche potrebbero favorire il coinvolgimento civico nella nostra città?

  • Come può una capitale complessa come Roma costruire un rapporto stretto con chi la vive?

Questa discussione non mira a commentare singoli risultati o schieramenti, ma a comprendere insieme le condizioni della democrazia urbana e come rafforzarla.
Tutti i contributi, purché orientati a un confronto costruttivo, sono benvenuti.

In questo quadro di riflessione sulla partecipazione civica e sulle condizioni della nostra democrazia urbana, si inserisce e diviene stimolo ad affrontare la questione l’intervento di Piero Sandulli, che amplia il discorso portando l’attenzione su un aspetto strutturale: la frammentazione del calendario elettorale e il suo impatto sul rapporto tra cittadini e politica.

Gabriele Gandelli ne ha colto immediatamente l’interesse per l’associazione : “Piero affronta un tema, quello  della partecipazione o non partecipazione che ha grande importanza per la vita democratica nel Paese e nella nostra città”,  invitando Visioneroma a “farne oggetto di discussione e approfondimento anche in considerazione che anche la nostra città si avvicina alle scadenze elettorali”.


Il contributo infatti offre uno spunto utile per comprendere come dinamiche nazionali possano influenzare la fiducia e la partecipazione anche a livello locale, incidendo indirettamente sulla qualità del dibattito pubblico e sul funzionamento delle istituzioni, Roma compresa.


Proprio per questo lo proponiamo come parte di un confronto aperto, quale stimolo a valutare come organizzazione, comunicazione e continuità dei processi democratici possano contribuire – o ostacolare – un maggiore coinvolgimento civico.

Claudio Minelli


L’election day

Domenica e lunedì scorso si è svolta la ennesima consultazione elettorale per le regioni: Veneto, Campania e Puglia, per la quarta volta in questo autunno e come d’abitudine leggendo i commenti degli esponenti della partitocrazia ci accorgiamo che hanno vinto tutti ( nelle elezioni stando ai politici nessuno perde mai).
E ‘ possibile,invece, individuare facilmente una maggioranza di sconfitti: il cinquantasei per cento degli elettori che non votano più. Quali le cause di questa disaffezione alle urne?
Certamente l’alto livello di litigiosità dei partiti, nonché la sempre maggiore sfiducia in una politica lontana dai problemi reali delle persone, ma la causa va ricercata anche nella parcellizzazione delle votazioni che contribuisce ad avvelenare il perenne periodo elettorale ed aumenta la diffidenza dei cittadini rispetto ad una politica sempre più distante .
Invertire questo stato di cose non sarà facile. Si potrebbe, però, cominciare dall’accorpare tutte le consultazioni elettorali dell’anno in un’ unica data al fine di consentire , nel restante periodo dell’anno,un clima politico più disteso ed un migliore lavoro alla ricerca del bene comune, perché è questo il compito dei politici, non l’imporci le loro quotidiane liti da cortile, forse questo rimedio non sarà sufficiente, ma almeno si sarà tentato un rimedio per invertire il sempre crescente rigetto del voto e forse si potrà recuperare il coinvolgimento dei cittadini!
Non dobbiamo perdere questa opportunità per restituire alle persone il gusto della politica nella sua effettiva essenza: la migliore qualità della vita!

Piero Sandulli

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