Mercati rionali: ripensare a provvedimenti mai attuati; le proposte di Visioneroma
MERCATI RIONALI: SITUAZIONE E PROPOSTE DI VISIONEROMA

RIPRENDERE NORME MAI ATTUATE PUO’ ESSERE DI GRANDE AIUTO
Visioneroma propone di cosiderare norme previste nel piano di qualche decennio fa che appaiono alla luce della situazione di molti mercati rionali degne di essere riprese, certo con adeguamenti necessari all’attuale situazione.
In quelle norme in sostanza veniva proposto di istituire una vera e propria catena commerciale dei mercati assumendo a paragone le catene commerciali private.
Si ricordano le norme principali, si esaminano le attuali e si avanzano proposte.
Si spiega il disegno originario del piano del 1994 che rimase inattuato, anche per avvicendamenti di amministratori.
STRALCIO DEL PIANO DEL COMMERCIO SU AREE PUBBLICHE 1994 (SUPERATO COMPLETAMENTE DALLE NORMATIVE REGIONALI E COMUNALI SUCCESSIVE)
Mercati specializzati.
Saranno istituiti altri mercati settimanali (ai sensi del D.M.248/93, art.6) ed in attuazione dell’art. 68, comma 2 del c.c. n. 38/95 (regolamento del decentramento amministrativo) caratterizzati da una offerta merceologica specializzata, quali ad esempio:
– mercati esclusivamente di antiquariato .
– mercato del collezionismo e del modellismo;
– mercato del libro antico, usato, delle stampe;
– mercati dell’artigianato: del legno, del cuoio etc.
Per i mercati settimanali e specializzati di nuova realizzazione deve essere costituita una associazione tra gli operatori assegnatari di posteggio che preveda la gestione dell’area dal punto di vista della funzionalità e del rispetto delle norme igienico-sanitarie. L’associazione può essere costituita anche su richiesta della maggioranza degli operatori autorizzati nei mercati settimanali già istituiti. Dette associazioni possono realizzare intese con Società di servizi per la realizzazione degli obiettivi su esposti.
Art. 7.
Modalità per la realizzazione di nuovi impianti mercatali o per la ristrutturazione di mercati esistenti in sede propria.
La realizzazione di nuove tipologie mercatali, innovative nelle procedure in quanto promosse da operatori privati-associazioni di mercato o società tra operatori del commercio su aree pubbliche- dovrà prevedere la redazione di progetti di fattibilità che consentano la valutazione preliminare della prevista redditività di esercizio, dei costi di realizzazione e manutenzione, delle modalita di finanziamento e dei tempi di ammortamento per il recupero deicapitali investiti. I progetti dovranno essere accompagnati da una indagine, documentata , delle analisi di mercato relative al bacino di utenza della Domanda.
La individuazione precisa delle aree su cui realizzare i nuovi mercati e gli interventi di ristrutturazione dei mercati esistenti dovrà essere accompagnata da una verifica-confronto con i programmi di attuazione del P.U.P. (piano urbano parcheggi) e dei programmi di recupero urbano e riqualificazione della aree di periferia messi a punto dagli assessorati ai Trasporti -Mobilità e Urbanistica.
Art. 8.
Risanamento dei mercati in sede impropria.
Per quanto riguarda i mercati in sede impropria, gli interventi si sviluppano secondo il “piano di risanamento straordinario” (vedi allegato 4), in corso di attuazione, basato sui seguenti criteri:
1) attuazione delibera C.C. n. 65/94 con approvazione graduatorie per il completamento degli organici degli operatori dei mercati coperti e plateatici attrezzati
2) reinserimento all’interno dello stesso bacino di utenza attualmente servito;
3) spostamento in aree limitrofe;
4) spostamento nelle zone commerciali sotto-servite;
5) mercati su sede stradale che possono essere confermati come mercati caratteristici e costituenti parte integrante dell’ambiente urbano. Per essi si dovranno prevedere soluzioni di arredo urbano con pedonalizzazione permanente delle aree e/o trasformazione in mercati mobili eliminando i chioschi fissi;
6) valutazione, caso per caso, soprattutto all’interno del centro storico e delle a r e e d i particolare valore urbanistico ed architettonico, per i mercati di piccolissime dimensioni per i quali si potranno prevedere raggruppamenti in Comune di Roma unica sede od altre soluzioni valide dal punto di vista della funzionalita e della tipologia di vendita
Gli strumenti normativi e le iniziative da promuovere a cui si fa riferimento sono:
a) autopromozione per nuove strutture mercatali da parte degli operatori con
incentivi per l’autofinanziamento -Deliberazione C.C.840/94;
b) integrazione tra piano parcheggi dell’A.C. e strutture mercatali. Deliberazione C.C. n. 230/94 convenzione Parcheggi.;
c) integrazione con i programmi di riqualificazione urbanistica, contemplando la possibilita di operare attraverso l’ufficio risanamento borgate o attraverso la delibera relativa agli interventi nelle Piazze, per l’inserimento dei mercati rionali in situazioni urbane che sono già contemporaneamente oggetto di intervento di riqualificazione urbanistica;
d) previa individuazione di aree di particolare interesse ambientale e monumentale, incentivi per la trasformazione degli elementi costruttivi del banchi con strutture mobili attraverso: progettazione e realizzazione di nuove tipologie di banchi mobili, individuazione di sedi per il rimessaggio, promozione di intese con società di servizi per lo spostamento, il montaggio e lo smontaggio dei banchi
Considerata l’estrema urgenza degli interventi di riqualificazione, nel caso di ambiti territoriali oggetto di “piani d’area” o di altri strumenti urbanistici attuativi, potranno essere effettuati “stralci” agli strumenti stessi per procedere all’acquisizione delle aree interessate e alla realizzazione del piano di risanamento.
Art. 9.
Iniziative tese al miglioramento dei servizi nei mercati giornalieri in sede propria.
I mercati, tenuto conto dell’equilibrio con le installazioni commerciali in sede fissa e delle reali esigenze della popolazione residente o gravitante quotidianamente nella zona di pertinenza, possono essere modificati- ristrutturati, aumentando o diminuendo il numero dei posteggi.
Le associazioni di mercato che intendono promuovere e proporre iniziative tese alla valorizzazione e al miglioramento della produttività della attività mercatale, ivi comprese manifestazioni di mercato, di piazza o di quartiere, devono predisporre -sentite le circoscrizioni interessate- un piano dettagliato delle iniziative all’amministrazione comunale nell’ultimo trimestre di ogni anno. Tutte le iniziative dovranno essere tese a:
– valorizzare la struttura mercatale favorendo sempre più l’integrazione della stessa nel tessuto sociale del quartiere in cui opera e individuando i servizi di supporto;
– favorire una maggiore organizzazione e finalizzazione degli spazi all’interno della struttura mercatale, tali da consentire una maggiore affluenza di “pubblico”;
– programmare una politica degli orari tale da consentire un migliore servizio alla cittadinanza.
Art. 10.
Istituzione del marchio di qualità.
L’amministrazione comunale, nell’intento di promuovere e valorizzare l’attività dei mercati rionali, istituirà un marchio di qualità che unificherà tutti i mercati in sede propria.
Gli stessi saranno riconoscibili perché rappresentati univocamente da elementi comuni quali: insegne, pubblicità, elementi di arredo etc.
Nei mercati in sede propria autogestiti gli operatori sono tenuti a far parte dell’associazione di gestione dei servizi (A.G.S.) per la gestione dei servizi comuni e a rispettare gli obblighi statutari (cfr. deliberazione comunale n. 331/86 art. 22 come modificato dalla delibera n. 3/89. Regolamento dei mercati rionali su plateatico attrezzato). Nel caso in cui non vengano rispettate le norme regolamentari sottoscritte, l’operatore viene escluso -anche in via provvisoria- dall’Associazione. L’esclusione, anche provvisoria dall’associazione comporta le seguenti sanzioni: sospensione dell’attività fino al ripristino della regolarità della posizione da parte dell’operatore inadempiente.
Tutti i mercati in sede propria che avranno scelto la forma autogestita saranno rappresentati da un presidente- componente di un comitato dei presidenti delle A.G.S. -che costituira un organo consultivo permanente per l’Amministrazione Comunale e dalle Associazioni di categoria maggiormente rappresentative.
Tale comitato, che opererà secondo gli indirizzi forniti dall’assessore preposto alla attuazione del piano del commercio su aree pubbliche in oggetto e che sara convocato dal direttore della Ripartizione XI o da un suo delegato, potrà concorrere a definire le politiche commerciali più opportune per potenziare, coordinare e sviluppare la catena dei mercati in sede propria riuniti sotto il “marchio di qualità”.
Il comitato potrà realizzare accordi per acquisti agevolati con le strutture annonarie dell’Amministrazione Comunale allo scopo di concorrere alla realizzazione dell’iniziativa “marchio di qualità” e verrà costituito specifico capitolo di bilancio e relativo finanziamento di avvio a partire dal bilancio 1996.
Annualmente verrà conferito un premio a quelle strutture annonarie che abbiano raggiunto un alto grado di professionalità specifico nel settore.
Tale riconoscimento verrà conferito – previa valutazione da parte di un apposito organismo all’uopo istituito (del quale faranno parte anche associazioni di utenti e cittadini residenti) – sulla scorta di criteri predeterminati e fissati in apposito provvedimento formale.
Dal momento in cui viene deciso il trasferimento di un mercato in sede impropria in una nuova area, gli operatori del mercato possono costituirsi in A.G.S. (Associazione di gestione dei servizi) al fine di coordinare, di intesa con l’Amministrazione e le circoscrizioni interessate, le fasi e i tempi degli adempimenti connessi alle operazioni di trasferimento.
Mercati rionali di Roma – confronto con attuale normativa e proposta emendativa
1. normative vigenti e proposte Visioneroma;
A) Quadro normativo attuale
1. Livello regionale – Lazio
La normativa di riferimento principale è la Legge regionale Lazio n. 22 del 6 novembre 2019 (Testo unico del commercio). Essa riordina e coordina l’intera disciplina del commercio, compreso il commercio su aree pubbliche (mercati rionali, fiere, commercio ambulante). La legge sostituisce e supera le precedenti normative, inclusa la L.R. 33/1999.
Il Testo unico disciplina, tra le altre cose:
– le tipologie di mercati e fiere;
– i requisiti per l’esercizio del commercio su aree pubbliche;
– i criteri generali per il rilascio, la durata, la revoca e la decadenza delle concessioni;
– il coordinamento con i Comuni e i Municipi per la programmazione delle aree.
La Regione, inoltre, negli ultimi anni ha attivato bandi e misure di sostegno per la riqualificazione dei mercati e delle attività su aree pubbliche, in coerenza con politiche di rigenerazione urbana e commercio di prossimità.
2. Livello comunale – Roma Capitale
Sul piano comunale, il riferimento fondamentale è il Regolamento delle attività commerciali su aree pubbliche di Roma Capitale, approvato con Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 30/2017 e più volte modificato e aggiornato, in particolare con:
– Deliberazione A.C. n. 108/2020;
– Deliberazione A.C. n. 101 del 18 maggio 2023;
– Regolamento vigente come risultante dalle modifiche della Deliberazione A.C. n. 2/2024.
Accanto al Regolamento trovano applicazione:
– ordinanze sindacali sugli orari delle attività su area pubblica;
– determinazioni dirigenziali sulle concessioni e sulla gestione dei posteggi, in particolare nei mercati coperti e nei plateatici attrezzati;
– piani del commercio su aree pubbliche dei singoli Municipi, che attuano a livello locale gli indirizzi del Regolamento.
Conclusione su questo punto: il vecchio “piano del commercio” degli anni ’90 (1994 e seguenti) è oggi superato dal punto di vista giuridico normativo, ma alcune sue linee di indirizzo possono avere ancora valore politico-programmatico, d’altronde il Sindaco di Roma ha confermato l’importanza di queste strutture istituendo un Ufficio di Scopo proprio per rilanciare, riorganizzare e modernizzare le attività storiche mercatali della città con l’obiettivo di rendere i mercati moderni ed accoglienti, trasformandoli in luoghi di aggregazione che, oltre ad offrire prodotti a km 0, possano ampliare l’offerta con la creazione di aree di accoglienza per i visitatori e l’ampliamento della proposta food.
B) Contenuto delle proposte di Visioneroma
Rispetto al piano del commercio su aree pubbliche del 94 molte di esse non sono mai state pienamente attuate. Tra gli elementi principali:
– idea di una sorta di “catena commerciale dei mercati rionali”;
– creazione di mercati specializzati (antiquariato, libri, artigianato, ecc.);
– possibilità per gli operatori di proporre nuovi impianti mercatali con progetti di fattibilità;
– attuazione parziale sia pur significativa dei piani di risanamento dei mercati in sede impropria, con spostamenti e riorganizzazioni;
– attuazione parziale della valorizzazione dei mercati caratteristici attraverso pedonalizzazioni e arredi;
– strumenti di coordinamento delle associazioni degli operatori (A.G.S.) degli operatori;
– ipotesi di un “marchio di qualità” dei mercati rionali di Roma.
Visioneroma propone di riprendere queste indicazioni, aggiornarle e trasformarle in politiche attuali.
C) Valutazione di attualità delle proposte
1. Sul piano giuridico
Le norme del 1994 non sono vigenti. L’intero quadro è stato riscritto:
– dal D.Lgs. 114/1998;
– dalla L.R. 33/1999 e, oggi, dalla L.R. 22/2019;
– dal Regolamento comunale del 2017, come modificato fino al 2024.
Ciò significa che alcune delle proposte ispirate al 1994 possono essere ripensate e reintrodotte tramite:
– nuove delibere dell’Assemblea Capitolina;
– atti di Giunta e di struttura amministrativa, coerenti con le norme vigenti;
– coordinamento con i piani municipali e con gli strumenti urbanistici.
2. Sul piano politico e strategico
Molte delle idee del 1994 risultano tuttora attuali e coerenti con le politiche contemporanee:
– Marchio di qualità e identità coordinata dei mercati: utile per marketing territoriale e attrattività.
– Mercati specializzati: contribuiscono a differenziare l’offerta e a qualificare il commercio di prossimità.
– Rafforzamento e coordinamento ruolo delle associazioni AGS : rafforzano la cura del bene comune e la responsabilizzazione degli operatori (con attenzione, però, alle libertà associative e alla concorrenza).
– Integrazione con urbanistica, mobilità e spazi pubblici: perfettamente in linea con la rigenerazione urbana.
– Piani di risanamento e riordino dei mercati in sede impropria: tema ancora cruciale per sicurezza, decoro e funzionalità in diversi mercati ancora su strada.
– Ulteriori iniziative di valorizzazione e orari flessibili: compatibili con le ordinanze attuali e spesso incoraggiate dalle stesse politiche pubbliche.
D) Sintesi finale
Bozza di proposta
Di seguito una possibile bozza, strutturata in forma di atto politico-amministrativo (ordine del giorno / proposta emendativa), da adattare al contesto istituzionale specifico.
OGGETTO: Valorizzazione e riqualificazione dei mercati rionali di Roma Capitale
L’ASSEMBLEA CAPITOLINA
PREMESSO CHE:
– i mercati rionali costituiscono un presidio essenziale di prossimità, socialità e qualità urbana, contribuendo in modo significativo alla coesione dei quartieri e alla promozione di corretti stili di consumo;
– riforme nazionali e regionali hanno ridisegnato la disciplina del commercio su aree pubbliche, oggi ricondotta principalmente alla L.R. Lazio n. 22/2019 (Testo unico del commercio) e al Regolamento comunale di Roma Capitale approvato con D.A.C. n. 30/2017 e successive modifiche;i
– il Sindaco di Roma ha confermato l’importanza di queste strutture istituendo un Ufficio di Scopo proprio per rilanciare, riorganizzare e modernizzare le attività storiche mercatali della città con l’obiettivo di rendere i mercati moderni ed accoglienti, trasformandoli in luoghi di aggregazione che, oltre ad offrire prodotti a km 0, possano ampliare l’offerta con la creazione di aree di accoglienza per i visitatori e l’ampliamento della proposta food.
CONSIDERATO CHE:
– numerosi mercati rionali necessitano di interventi di riqualificazione strutturale, gestionale e di immagine, nonché di una maggiore integrazione con i servizi e le funzioni urbane circostanti;
– le migliori esperienze nazionali ed europee valorizzano i mercati come luoghi identitari, turistici, culturali e sociali, capaci di sostenere sia il commercio di prossimità sia politiche pubbliche di rigenerazione urbana;
– molte delle intuizioni contenute nel Piano del commercio del 1994 (marchio di qualità, mercati specializzati, autogestione degli operatori, integrazione con i piani urbanistici e di mobilità) risultano tuttora valide e compatibili con il quadro normativo vigente, previa opportuna attualizzazione;
– l’affidamento di importanti competenze ai Municipi, già previsto dalla normativa vigente, richiede tuttavia la definizione o il rafforzamento di un indirizzo generale a carattere cittadino che assicuri linee di sviluppo omogenee del settore, evitando frammentazioni e disparità di trattamento;
IMPEGNA
il Sindaco e la Giunta
1. a promuovere, in coerenza con la L.R. 22/2019 e con il Regolamento comunale vigente, un percorso di revisione e aggiornamento delle politiche sui mercati rionali, favorendo forme di coordinamento, promozione e incentivazione, al fine di strutturarli progressivamente come una vera e propria rete cittadina (simile ad una catena commerciale privata) , organizzata e riconoscibile, anche nella prospettiva di un marchio unitario;
2. a valorizzare ed estendere, anche nell’ambito del “Marchio di Qualità Roma” già istituito, un “marchio di qualità dei mercati rionali di Roma Capitale”, accompagnato da linee guida su arredi, comunicazione, forme pubblicitarie, decoro, servizi comuni e standard minimi di funzionamento; Il marchio sara’ assimilato a quelli delle catene private tipo Eurospin, Castoro, Conad ecc.
3. a favorire, ove possibile, la nascita o il consolidamento di mercati tematici e specializzati, nel rispetto dei criteri di concorrenza, trasparenza e tutela del consumatore, anche come strumento di riqualificazione e attrattività dei quartieri;
4. a rafforzare il ruolo delle associazioni di operatori e dei comitati di mercato, nonché degli strumenti di autogestione dei servizi (AGS) già previsti dal Regolamento comunale, quali interlocutori stabili dell’Amministrazione, favorendone forme di coordinamento stabile con poteri gestionali del marchio , dei servizi comuni e delle iniziative promozionali e pubblicitarie, nel rispetto della normativa vigente;
5. a integrare la pianificazione dei mercati con gli strumenti urbanistici, della mobilità e della rigenerazione urbana, con particolare attenzione ai mercati in sede impropria e alle aree oggi sottoservite, anche in un’ottica di migliore qualità dello spazio pubblico;
6. a promuovere, anche dando piena attuazione e, se necessario, aggiornando le ordinanze vigenti sugli orari, progetti sperimentali di valorizzazione, iniziative culturali e sociali, eventi e, ove opportuno, estensioni di orario, compatibilmente con le esigenze di sicurezza e di ordine pubblico;
7. a individuare, anche attraverso bandi regionali, nazionali ed europei, fonti di finanziamento dedicate ai progetti di riqualificazione, innovazione e promozione della rete dei mercati rionali di Roma Capitale.
La presente proposta, che l’associazione intende avanzare agli organi centrali e periferici dell’Amministrazione capitolina, potrà essere integrata con riferimenti puntuali alle singole delibere, ai mercati specifici e agli strumenti di programmazione municipali eventualmente interessati.
QUALE ERA IL DISEGNO ORIGINARIO PRESENTE NEL PIANO DEL COMMERCIO SU AREE PUBBLICHE DEL 1994 E QUELLO CHE VARREBBE LA PENA DI RIPROPORRE CON ATTI CHE GRADUALMENTE CONSENTIREBBERO DI RAGGIUNGERE L’OBBIETTIVO DI UN VERO RILANCIO DELLA RETE DEI MERCATI RIONALI
L’esempio di Conad
Conad (Consorzio Nazionale Dettaglianti) è una cooperativa di dettaglianti indipendenti.
Ogni punto vendita è di proprietà e gestione di un imprenditore locale (socio), che aderisce a una delle cooperative territoriali. Le cooperative, a loro volta, si associano nel Consorzio nazionale.
Il modello si basa su tre livelli principali:
- I Soci imprenditori – gestiscono direttamente i negozi e mantengono autonomia imprenditoriale.
- Le Cooperative territoriali – coordina attività economiche e logistiche, offre servizi amministrativi, supporto e acquisto collettivo.
- Il Consorzio Nazionale – è la centrale di acquisto e marketing: definisce marchio, strategie promozionali, comunicazione, sviluppo della rete e gestione delle marche private.
Questo modello permette di combinare identità locale e brand nazionale/organizzato, oltre a ottenere economie di scala su acquisti, logistica e marketing.
Cosa significherebbe “creare una nuova Conad dei mercati rionali”?
Tradurre l’idea di Conad sui mercati rionali significa trasformare un sistema molto frammentato di mercati (ognuno con regole diverse, spesso locali e non coordinate) in una rete integrata con marchio, servizi, standard e funzioni comuni.
Ecco le principali operazioni strategiche che favorirebbero questa trasformazione:
OPERAZIONI CHIAVE PER FAVORIRE UNA “Catena Mercati Rionali” modello Conad
1. Costituire un organismo coordinatore con funzione di “Consorzio/Hub”
Un organismo che:
coordini i mercati rionali sul territorio,
definisca standard uniformi di servizio, identità visuale, comunicazione, qualità,
eroghi servizi comuni (logistica, promozione, formazione, assistenza tecnica/economica).
Operazioni necessarie:
- definire una forma giuridica (consorzio, associazione di seconde livello, società consortile, associazione territoriale),
- approvare lo statuto e regolamento interno,
- creare una struttura tecnica di supporto.
2. Fare aggregazione tra operatori dei mercati rionali
Nel modello Conad, i negozianti locali sono soci imprenditori. Per i mercati rionali sarebbe necessario:
far aderire gli operatori (ambulanti e fissi) ad un sistema coordinato,
creare un meccanismo di adesione volontaria a un “club di qualità / rete certificata” con regole condivise.
Operazioni necessarie:
- definire criteri di adesione (qualità, requisiti igienico-sanitari, adesione ai regolamenti),
- prevedere benefici per chi aderisce (visibilità marketing, eventi promozionali, formazione, accesso a servizi comuni),
- predisporre contratti/accordi di rete tra operatori.
3. Definire e valorizzare un marchio comune forte
Il marchio è ciò che distingue la rete organizzata.
- creare un marchio di rete (nome, logo, valori),
- predisporre un disciplinare d’uso del marchio,
- realizzare linee guida grafiche per uniformare comunicazione e arredi.
Questo migliora riconoscibilità, e fedeltà degli utenti.
4. Servizi comuni a supporto degli operatori
Conad fornisce ai suoi soci servizi logistici e di acquisto centralizzato.
Per una rete di mercati rionali sartebbe necessario introdurre:
servizi di promozione e comunicazione collegata,
servizi di formazione (marketing, sicurezza, regole igienico-sanitarie),
servizi di supporto logistica (per es. acquisto associato di prodotti federali o di igiene).
Operazioni necessarie:
- sviluppare convenzioni con fornitori locali/regionali,
- attivare piattaforme o strumenti digitali di supporto,
- predisporre piani di comunicazione nazionale/regionali.
5. Coordinare logistica, eventi e promozioni
- pianificare eventi promozionali comuni su scala cittadina,
- coordinare campagne stagionali (es. Natale, estate),
- creare canali digitali condivisi (sito, app con orari, elenco operatori, servizi).
Operazioni necessarie:
- definire un calendario eventi condiviso,
- attivare strumenti digitali di comunicazione,
- coordinare i Municipi per spazi e servizi.
6. Modello cooperativo di governance partecipata
Questo elemento è importante anche per una rete che non sia solo “un brand”, ma una comunità di imprese collegate.
Operazioni necessarie:
- prevedere organi di rappresentanza degli operatori,
- definire regole di voto/decisoni condivise,
- programmare incontri periodici per pianificazione strategica.
7. Ricerca di economie di scala
Gli operatori dei mercati rionali oggi operano in maniera spesso indipendente e frammentata.
La rete organizzata potrebbe:
aggregare acquisti di servizi (assicurazioni, formazione, marketing),
negoziare condizioni più vantaggiose,
ottenere sinergie in marketing e promozione.
Quale sarebbe il risultato atteso?
Una rete di mercati rionali strutturata come Conad, ma con le caratteristiche del commercio su aree pubbliche, genererebbe:
coerenza visiva e servizio riconoscibile su tutta la città;
maggiore attrattività per cittadini e turisti;
maggiore capacità negoziale per servizi e forniture;
standard qualitativi migliorati;
potenziali economie di scala in marketing, promozione e comunicazione;
partecipazione attiva degli operatori al progetto.
5. Rischi e criticità da considerare
Il commercio ambulante e i mercati rionali non sono negozi privati: sono regolamentati giuridicamente e legati a regole di occupazione di suolo pubblico.
Non si può creare una “società unica” che impone standard senza tenere conto della normativa sulle concessioni e dei vincoli amministrativi.
Occorre equilibrio tra autonomia locale degli operatori e uniformità della rete.
Sintesi operative
- Costituire ente coordinatore / consortium di mercati
- Aggregare operatori tramite accordi di rete o adesione volontaria
- Creare marchio comune e disciplinare d’uso
- Attivare servizi di supporto (marketing, formazione, comunicazione)
- Pianificare eventi e promozioni coordinate
- Governance cooperativa con partecipazione attiva
- Ricerca di economie di scala (acquisti, logistica, servizi)
Conclusione
Trasformare la rete dei mercati rionali di Roma in qualcosa di simile a una Conad è possibile, se si costruisce un modello di rete integrata basato su governance partecipata, marchio uniforme e servizi comuni, mantenendo sempre il rispetto delle normative sul commercio su aree pubbliche.
