Contro lo sfruttamento minorile, Raffaella Milano

In un recente incontro con alcuni Promotori di Visione Roma, si è chiesto a Raffaella Milano (direttore dei programmi Italia-Europa di Save the Children), cosa può fare una città come Roma per i bambini abbandonati, sfruttati e senza futuro :

“Come in tutte le metropoli, a Roma vi sono molte forme di sofferenza sociale che colpiscono i minori. Penso alle ragazze, sempre più giovani, vittime di tratta, oggi prevalentemente Nigeriane e dell’Est Europa, all’accattonaggio, allo sfruttamento sul lavoro, presso gli autolavaggi così come nei mercati. Sono minori stranieri che spesso arrivano da soli, senza familiari, dopo viaggi drammatici. Sono anche minori nati e cresciuti nella nostra città, che abbandonano prematuramente la scuola e – facilmente – dal lavoro sfruttato e privo di diritti cadono nelle maglie della criminalità. Come in tutte le metropoli, a Roma vi sono molte forme di sofferenza sociale che colpiscono i minori. Penso alle ragazze, sempre più giovani, vittime di tratta, oggi prevalentemente Nigeriane e dell’Est Europa, all’accattonaggio, allo sfruttamento sul lavoro, presso gli autolavaggi così come nei mercati. Sono minori stranieri che spesso arrivano da soli, senza familiari, dopo viaggi drammatici. Sono anche minori nati e cresciuti nella nostra città, che abbandonano prematuramente la scuola e – facilmente – cadono dal lavoro sfruttato e privo di diritti nelle maglie della criminalità.”

“Prevenire lo sfruttamento minorile, liberare le vittime dalla condizione di “invisibilità” e dare loro una chance per ricostruire il futuro. E’ questa una responsabilità che tutti condividiamo. Roma è ricca di “buone pratiche” territoriali che devono fare sistema. Nessuno può riuscirci da solo. Per combattere lo sfruttamento minorile è necessario un lavoro di rete che chiami in causa le istituzioni ad livello, l’associazionismo e il volontariato. E’ lo stesso tessuto di imprenditoria sociale che si crea nel costruire, ad esempio, percorsi di fuoriuscita, creando per le vittime una seconda opportunità. E’ indispensabile, al tempo stesso, impegnarsi a promuovere una cultura civica più attenta, a partire dalle scuole, per non rassegnarsi a considerare “normale”, ad esempio, vedere, lungo le strade della città, adolescenti, poco più che bambine, nelle mani di quelli che dovremmo rifiutarci di chiamare “clienti”, ma che sono parte attiva del circuito di violenza. L’indifferenza dell’opinione pubblica è la prima alleata di chi sfrutta i minori, sul lavoro così come nella tratta sessuale. Sarebbe un segnale importante se la città di Roma concentrasse energie, istituzionali e non, per costruire un piano organico di contrasto allo sfruttamento minorile in tutte le sue forme.

…  in riferimento al recente libro “Roma” di Walter Veltroni in cui ha ricordato che la città dà solidarietà ed amore se i messaggi che vengono rivolti alla gente sono di amore e solidarietà, viceversa a chi lancia messaggi ostili e di odio spesso la città restituisce odio e violenza …

“Una città è qualcosa di più e di diverso dalla somma dei suoi abitanti e delle loro traiettorie di vita individuali. Una città è – necessariamente – una comunità e come tale esprime un sentire collettivo nei confronti del mondo che la circonda.
Non si tratta di uno slogan retorico, ma della effettiva capacità – in termini tecnici di resilienza, per rispondere ai cambiamenti in atto. La sfida aperta è dimostrare come l’impegno nella solidarietà e lo sviluppo economico non siano due strade alternative ma, di fatto, la stessa strada. Potremmo dire l’unica strada percorribile, per una metropoli che non voglia rinunciare a giocare un ruolo da protagonista nello scenario europeo e mondiale. ”

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