Inceneritore a Roma ? Perché no – Prof. Giampiero Ravagnan

Inceneritore a Roma ? Perché no,  ma in un Piano Industriale complessivo anche  ecosostenibile  della gestione della RSU  di Roma Capitale.

 

 


Copenaghen  è  la città più popolosa della Danimarca con 638 117 abitanti nel comune (1 335 000 nell’area urbana al 2021) ed  il tanto citato termovalorizzatore con tetto “sciabile” tratta 35 tons/ora ovvero, sulla base dei dati ricavati dalle informazioni reperibili, 300.000 tons/anno.

Il Sindaco di Roma parla di un impianto di 600.000 ton/anno e non si capisce in che maniera l’impianto possa essere raddoppiato, o se ne fanno due?

Per alimentare un impianto di queste dimensioni , sempre sulla base dei dati reperibili in rete relativi all’impianto, sarebbe necessario un apporto di 70 ton/h ovvero 1.700 tons/die corrispondenti ad un trasporto con oltre 80 camion   con un relativo consumo medio stimabile di oltre 4 tons di gasolio al giorno con la spesa di oltre 6.000 euro di combustibile.

Costo del solo trasporto del materiale all’inceneritore quindi oltre 2 ML di euro di combustibile/anno e la emissione  di almeno 2.400 tons/anno di CO2 ricche di PM.

Premesso che per raddoppiare un impianto il progetto , con la relativa  ingegneria va rivisto come pure il progetto urbanistico per assicurare gli spazi necessarie alla logistica del trasporto, forse vale la pena di considerare di fare due impianti  “fotocopia” di quello di Copenaghen in due siti distinti di Roma che  possano così ottimizzare i costi e l’impatto ambientale del trasporto.

Anche l’utilizzo del calore va ripensato poiché il teleriscaldamento necessita di importanti e costose infrastrutture e quindi è meglio produrre energia elettrica  che può avere molteplici utilizzi e non ha problemi di trasporto.

Nessuna posizione preconcetta quindi per la  “termovalorizzazione” del materiale di scarto che andrebbe a discarica  ma questa tecnologia che sostanzialmente può produrre, insieme al biometano da FORSU, energia dalla RSU di Roma Capitale,  si deve però  inserire in un Piano Industriale complessivo di raccolta differenziata, pretrattamento e valorizzazione di materie prime seconde – energia compresa – con il coinvolgimento dei Municipi ed essere coerente con gli obbiettivi di transizione energetiche della UE.

La normativa EU e quella  nazionale  è chiara  e non prevede  deroghe.

Prof. Giampiero Ravagnan

Resp. Politica  dei rifiuti per Visioneroma

 


 

 

Prof. Giampiero Ravagnan

Nato a Padova il 22.06.1945, si è iscritto all’Università di Roma per l’anno accademico 1964-65 al corso di laurea in Scienze Biologiche della Facoltà di Scienze; laureandosi nel novembre del 1968 con una tesi sperimentale di immunologia.

Dal dicembre 1970 ottobre 1971 Ufficiale di Complemento del Servizio NBC presso i Laboratori di Ricerca dell’Esercito

Carriera Accademica

1971 Da novembre assistente di ruolo presso l’Istituto di Microbiologia della Facoltà di Medicina dell’Università di Roma.

1976 In congedo da assistente, professore incaricato di Microbiologia presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia della Università di Roma e della Libera Università degli Studi di Chieti.

1979 Professore incaricato stabilizzato di Microbiologia presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia della Libera Università di Chieti.

1980 Professore associato di Microbiologia presso l’Università di Chieti.

1985 Professore straordinario di Microbiologia presso l’Università di Chieti.

1988 Professore ordinario di Microbiologia presso la facoltà di Scienze Matematiche e Naturali – II Università di Roma “Tor Vergata”.

1995 Professore ordinario di Microbiologia al Corso di Laurea in Scienze Ambientali dell’Università di Venezia “Cà Foscari fino al 2015

Altri Titoli

1970 Socio della Società Italiana di Microbiologia;

1976 Membro eletto nel Comitato Nazionale per le Scienze Biologiche e Mediche del Consiglio Nazionale delle Ricerche; riconfermato per elezione nel quadriennio 1981-1984

1978 Nominato con D.P.R. componente del Consiglio Sanitario Nazionale in rappresentanza del CNR fino al 1993, data di scioglimento dello stesso; nell’ambito di tale incarico è stato componente della Commissione per la ricerca scientifica e per il riconoscimento degli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico

1979 Membro della American Society for Microbiology;

1981 Direttore dell’Istituto di Embriologia Molecolare del CNR di Napoli fino al 1984;

1985 Direttore dell’Istituto di Medicina Sperimentale del CNR a Roma, carica ricoperta fino al 31/12/2000;

1994 Componente del Consiglio di Amministrazione del CNR fino al 1998;

1995 – Nominato Accademico della International Academy of Sciences of Higher School di Mosca quale riconoscimento per gli studi sulle patologie a seguito dell’incidente di Chernobyl;

– Membro della Biophysical Society;

2000 Nominato esperto nel Comitato Nazionale per le Biotecnologie e la Biosicurezza della Presidenza del Consiglio dei Ministri fino al 2006.

2002 Nominato componente della Commissione Grandi Rischi presso il Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio, sottocommissione Rischio Ambientale e Sanitario fino al 2007

2005 Nominato componente del Gruppo di Lavoro per le Biotecnologie Industriali della Presidenza del Consiglio dei Ministri fino al 2010

Esperto in Commissioni e Programmi Nazionali

– Esperto nell’albo dei valutatori dei progetti di ricerca industriale dell’IMI e quindi del MURST/MIUR e MiSE/MAP, dal 1985 al 2008

– Comitato Scientifico del Primo e Secondo Piano Nazionale di Ricerche in Antartide, Responsabile del programma di Biologia, Medicina e del progetto Telemedicina (1985-1991)

– Ha partecipato come esperto ad un programma internazionale del Ministero degli Affari Esteri riguardante l’effetto dell’incidente di Chernobyl sulla salute umana in Ucraina.( 1988-1993 )

Coautore di oltre 140 pubblicazioni censite su PubMed con oltre 4500 citazioni su riviste internazionali

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