GOCCE DI PENSIERI : DAL 25 APRILE VIENE UN APPELLO ALLA PACE E A NON ARRENDERSI DIFRONTE ALLA PREPOTENZA

“Dal 25 aprile viene un appello alla pace e a non ad arrendersi di fronte alla prepotenza”

 

La Resistenza italiana iniziò a Roma nella sera dell’8 settembre 1943, in cui molti reparti dell’Esercito, dei Carabinieri ed alcuni della polizia, affiancati da alcune decine di cittadini volontari spontaneamente armati, tentarono invano di opporsi all’attacco delle truppe tedesche.

Gli scontri più accesi si ebbero nella giornata del 9, intorno alla zona del Ponte della Magliana, dell’ EUR e del forte Ostiense; ed il 10, tra Porta San Paolo e la Passeggiata Archeologica. Nonostante la resistenza i tedeschi continuarono ad avanzare. Tutto terminò con la battaglia di Porta San Paolo, dove si ebbero 597 caduti, di cui 414 militari e 183 civili, ricordato come primo evento della Resistenza italiana.

Il 9 settembre, mentre ancora infuriava la battaglia per la difesa della città dai tedeschi, sorse a Roma, in via Carlo Poma, il CLN – Comitato di Liberazione Nazionale, con la presenza di Pietro Nenni per il PSIUP, Giorgio Amendola per il PCI, Ugo La Malfa per il Partito d’Azione, Alcide De Gasperi per la Democrazia Cristiana, Meuccio Ruini per Democrazia del Lavoro e Alessandro Casati per i Liberali.

La Festa della Liberazione si celebra, su volere del CLN, il 25 aprile giorno dell’inizio dell’insurrezione di Milano, che praticamente concludeva l’inizio della lotta armata del popolo italiano, iniziata l’8 settembre 1943 a Roma ed avviatasi alla conclusione il 25 aprile 1945.

La Resistenza italiana fu una guerra civile e patriottica di liberazione nazionale,  che unì comunisti, socialisti, liberali, azionisti, democristiani e anche monarchici, e molti militari, contò su 250.000 donne ed uomini: combattenti, staffette e fiancheggiatori.

Per questa ragione fu una vera sollevazione popolare, perché coinvolse direttamente i cittadini di ogni ordine e ceto. La forza e il coraggio di uomini, donne, partiti e movimenti antifascisti, contro i nazifascisti divenne il progetto politico di una nazione che intendeva voltare pagina.

La guerra di Liberazione, portò alla scrittura della nostra Costituzione firmata da De Nicola, De Gasperi e Terracini. Tre persone diverse che avevano tre idee diverse e tre diverse concezioni di società, ma che si univano nel consenso di tutto il popolo italiano.

Questa è l’eredità della Resistenza e va difesa e ricordata con orgoglio ogni 25 aprile.

Concludiamo con le parole del Presidente Mattarella, che nel suo discorso fa un riferimento all’invasione della Russia, esempio oggi di resistenza ad un esercito invasore.

 “L’attacco violento della Federazione Russa al popolo ucraino non ha giustificazione alcuna. La pretesa di dominare un altro popolo, di invadere uno Stato indipendente, ci riporta alle pagine più buie dell’imperialismo e del colonialismo. L’incendio appiccato alle regole della comunità internazionale è devastante; e destinato a propagare i suoi effetti se non si riuscisse a fermarlo subito, scongiurando il pericolo del moltiplicarsi, dalla stessa parte, di avventure belliche di cui sarebbe difficile contenere i confini. La solidarietà, che va praticata nei confronti dell’Ucraina, deve essere ferma e coesa. È possibile che questo comporti alcuni sacrifici. Ma questi avrebbero portata di gran lunga inferiore rispetto a quelli che sarebbe inevitabile subire se quella deriva di aggressività bellica non venisse fermata subito”. 

 Il presidente della Repubblica conclude dicendo che: “dal 25 aprile viene un appello alla pace e a non ad arrendersi di fronte alla prepotenza”

“A praticare il coraggio di una de-escalation della violenza, il coraggio di interrompere le ostilità e di ritirare le forze di invasione. Il coraggio di ricostruire. La straordinaria conquista della libertà, costata sacrifici e sangue ai popoli europei – e condivisa per molti decenni – non può essere rimossa né cancellata. Sappiamo anche che la libertà non è acquisita una volta per sempre e che, per essa, occorre sapersi impegnare senza riserve. Vale ovunque. In Europa come in Italia”

Viva il 25 aprile.

 

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