IL FESTIVAL DELLA VISIONE VIDEOCITTA’ E LA “VISIONE” DI UNO STRAORDINARIO QUADRANTE URBANO PROF. ARCH. ALDO AYMONINO

Una occasione da non perdere

Il “Festival della Visione – Videocittà” nato da un’intuizione di Francesco Rutelli, e in svolgimento in questi giorni a Roma (20-24 luglio) il cui landmark “Luna Somnium”, una bella e spettacolare installazione multimediale all’interno del grande Gazometro, che ha fatto fare a molti romani una esperienza spaziale inedita (l’ingresso all’interno di una delle strutture di archeologia industriale più impressionanti d’Europa), ha il merito di aver riportato in città un evento culturale al contempo sofisticato e popolare, permeato da una atmosfera onirica e giocosa di cui Roma era orfana, tra pandemia e amministrazioni sciatte e distratte, da molto, troppo tempo.

 

Non solo. L’apertura, sia pur per pochi giorni dell’area industriale di proprietà del Gruppo CDP stretta tra la via Ostiense e il Tevere, ha fatto intravedere la possibilità, a giudizio di chi scrive, di cambiare radicalmente l’uso e l’aspetto di una parte significativa del quartiere e di tutto il quadrante sud-occidentale della città.

L’area, se aperta alla cittadinanza in maniera continuativa e permanente, ha infatti la possibilità di diventare quell’anello mancante che andrebbe a completare la strutturazione complessiva delle percorrenze est-ovest della zona, ortogonale a quelle del fascio nord-sud formate da viale Marconi, dall’Ostiense e dalla Colombo, come già immaginata nel PRG del 1931 e in quello del 1957/62.

Questo nuovo Decumano, imperfetto nella sua geometria ma certamente non nella potenza della sua funzionalità futura, riuscirebbe a generare un percorso pedonale e per mobilità leggera che partendo da viale Marconi (e il Mercato di Porta Portese…) percorrerebbe il Ponte della Scienza e, attraversando l’area dei Gazometri, giungerebbe sull’Ostiense all’altezza del Museo della Centrale Montemartini e della (realizzanda?) “Città dei Giovani” nell’area degli ex Mercati Generali.

Da qui, attraversando il ponte Settimia Spizzichino, si congiungerebbe con la Circonvallazione Ostiense dove, dopo circa un chilometro, si incontra l’ingresso in sottopasso di quell’unicum ambientale che costituisce il Parco dell’Appia Antica.

Il tutto per una distanza che non supera i 2,5 km. I tempi di percorrenza sarebbero meno di dieci minuti in bicicletta e di circa 40 minuti a piedi. E nella tanto auspicata “Città dei 15 minuti” scusate se è poco!

 

Aldo Aymonino

24 luglio 2022

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

Prof. Arch. Aldo Aymonino

Professore ordinario Università IUAV Architetto , laureato con lode in Composizione Architettonica a Roma il 16 ottobre 1980 con relatore il Prof. Ludovico Quaroni. Iscritto all’Albo Professionale dell’Ordine degli Architetti di Roma dal dicembre 1981 con il numero d’ordine 6038.

Ha lavorato negli studi del Prof. Aldo Rossi (1977) e del Prof. Carlo Aymonino (1981-1982). Ha collaborato con il Prof. Franco Purini (1982-1983). Dal 1982 svolge attività di progettazione a Roma ed a Ravenna. Dal 1984 al 1992 è stato socio della cooperativa di progettazone “Teprin”. Dal 1992 al 2001 è stato membro dello studio “Teprin Associati”. Dal 1999 è membro dello Studio Seste Associati con sede a Roma, ove svolge progettazione architettonica e urbanistica. Ha lavorato a Berlino per la stesura del progetto esecutivo su incarico dell’IBA per un edificio in Prager Platz (con C. Aymonino).

Sue ricerche didattiche e progettuali sono apparse in alcune pubblicazioni italiane e straniere (Abitare, Casabella, Domus, Lotus, Modo, d’A, Bauen+Wohnen, A+U, Architectural Design, Architese, ecc).

Ha tenuto conferenze sul suo lavoro di ricerca didattica, scientifica e progettuale in università italiane e straniere (Milano, Roma, Napoli, Perugia, Ascoli, Palermo, Venezia, Vienna, Lubiana, Toronto, Lione, Zurigo, Cottbus, Koblenz, Delft, Lisbona ecc). Dal 1984 è Guest Critic per le università di Waterloo e di Carleton (Canada) nei “Rome Programme”.

Nel 1991 é stato invitato dalla Biennale di Venezia ad esporre il suo lavoro nel Padiglione Italia all’interno della partecipazione italiana nella “Quinta Mostra Internazionale di Architettura”. Nel 1995 é stato invitato dalla Triennale di Milano a partecipare alla mostra “Il centro altrove”. Nel 1996 é stato invitato dal RIBA (Royal Institute of British Architects) di Londra a partecipare alla mostra “Architecture on the Horizon”.

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