LA LIBERTÀ DEL CIBO – GIANFRANCO PICCIONI

 

LA LIBERTÀ DEL CIBO

Articolo di Gianfranco Piccioni
Responsabile politiche alimentazione e dell’ambiente di visioneroma

Attualità dell’insegnamento del prof. Carlo M Cipolla a cento anni dalla nascita

(La libertà del cibo e i suoi nemici)

Premessa

Lo schema riportato qui sotto, del grande storico dell’economia Carlo M. Cipolla, del quale cade il centenario della nascita.

Chi era Carlo M. Cipolla (Pavia, 15 agosto 1922 – Pavia, 5 settembre 2000)? Professore di storia economica. Ha insegnato in Italia e negli Stati Uniti, uno dei primi a studiare le epidemie e le loro conseguenze socio-economiche.

Cipolla ha intrecciato la storia “grande” con quella dei piccoli. Lo storico francese Fernand Braudel (1902 -1985), lo considerava  uno dei suoi migliori allievi.

Il suo saggio “Allegro ma non troppo (Il Mulino, 1988)”indaga in modo lucido, razionale e ironico il comportamento umano in particolare, fornisce un metodo, personale eaggiornato “Rasoio di OCCAM” (sec.XIV).

Nel suo saggio, Cipolla riporta su due assi cartesiani i duefattori da considerare per validare le azioni umane:

Danni o vantaggi che l’individuo procura a se stesso

Danni o vantaggi che l’individuo procura agli altri

Il grafico ha il primo fattore sull’asse delle ascisse e il secondo sull’asse delle ordinate, ottenendo quattro gruppi di individui:

Intelligenti (in alto a destra): creano vantaggio a se e agli altri

Sprovveduti (in alto a sinistra): danneggiano se stessi e avvantaggiano gli altri

Stupidi (in basso a sinistra): danneggiano gli altri senza avvantaggiare se stessi o danneggiandosi

Banditi (in basso a destra): danneggiano gli altri per trarne vantaggio

Il saggio enuncia cinque leggi fondamentali:

Prima Legge Fondamentale: sempre e inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero di individui stupidi in circolazione.
Seconda Legge Fondamentale: la probabilità che una certa persona sia stupida è indipendente da qualsiasi altra caratteristica della persona stessa.
Terza (e aurea) Legge Fondamentale: una persona stupida è una persona che causa un danno a un’altra persona o gruppo di persone nel contempo senzarealizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo una perdita.
Quarta Legge Fondamentale: le persone non stupide sottovalutano sempre il potenziale nocivo delle persone stupide. In particolare, i non stupidi dimenticano costantemente che in qualsiasi momento e luogo, e in qualunque circostanza, trattare e/o associarsi con individui stupidi si dimostra infallibilmente un costosissimo errore.
Quinta Legge Fondamentale: la persona stupida è il tipo di persona più pericoloso che esista.

Non ho ritenuto di cimentarmi in Storia Economica ma,dopo la prova del nove in matematica, questo piccolo teorema è la cosa più utile e semplice per valutare logicamente e in modo scientifico  le azioni politiche e sociali.

Prologo.

Come responsabile di Cibo e Ambiente dell’associazione Visioneroma, il mio impegno è rivolto agli studi legati al progetto di Food Policy che Roma Capitale ha individuato quale organo “Il Consiglio del Cibo” presieduto dall’Onorevole Giammarco Palmieri e una visione “Il Piano del Cibo”. (Per Approfondimenti A1)

Dopo sei mesi di lavoro e grazie alla ottima assessora che ne è promotrice e responsabile, Sabrina Alfonsi, i sette gruppi di lavoro si avviano alla conclusione, della prima parte dei lavori.

Ricordo i temi del Patto di Milano, che guida la Food Policymondiale, intesi a realizzare politiche che promuovano sistemi alimentari equi, sostenibili e resilienti e un quadro d’azione che suggerisce interventi in sei ambiti:

1. Governance, 2. Diete sostenibili, 3. Giustizia sociale ed economica, 4. Produzione del cibo con interventi a sostegno della produzione urbana e periurbana, 5. Distribuzione del cibo, 6. Spreco alimentare. (A2)

In questa sede, il punto 4 del Patto di Milano si ritiene argomento di approfondimento ed in particolare per ciò che riguarda La situazione dell’allevamento brado a Roma e nel Lazio.

La situazione dell’ allevamento brado a Roma e nel Lazio.

Tra le eccellenze del Lazio è opportuno menzionare l’ARSIAL (A3) capofila del progetto europeo  per la protezione delle praterie e dei pascoli.

La conservazione e la valorizzazione delle risorse genetiche animali e vegetali, locali, è la base per la Food Policy e rappresenta una delle priorità della politica agricola e ambientale dell’Unione europea e in questo ambito, gli allevatori hanno un ruolo chiave.

Negli ultimi anni le razze autoctone ,di interesse zootecnico, appaiono a rischio di estinzione essendo sempre meno allevate e sostituite da razze non locali, più produttive e remunerative. Mantenere in vita l’allevamento estensivo di razze locali significa preservare l’eccezionale patrimonio di biodiversità, flora ed insetti impollinatori, che i pascoli custodiscono.

Il pascolo ha un valore di capitale naturale che rende unici sia il paesaggio delle praterie sia i prodotti dell’allevamento. Oggi anche nell’agro romano, le praterie stanno scomparendo a causa dell’abbandono dei pascoli, dovuto alla riduzione delle attività pastorali contribuendo al degrado dei valori naturali e paesaggistici.

Le buone pratiche di conduzione del bestiame sui pascoli da parte dell’allevatore consentono di preservare l’equilibrio naturale delle praterie e dell’intero ecosistema. Pascolando gli animali aprono la macchia e mantengono la vegetazione libera dall’avanzamento della boscaglia, riducendo il rischio di incendi e di dissesto idrogeologico. L’allevatore è quindi di estrema importanza per la conservazione delle praterie e delle razze autoctone e come figura di custode del territorio attraverso:

l’allevamento estensivo di razze autoctone locali;
la conservazione della biodiversità mediante il monitoraggio e il ripristino di uno stato di conservazione soddisfacente degli habitat naturali e semi-naturali e della flora e della fauna in pericolo di estinzione;
il contrasto all’abbandono delle attività pastorali attraverso la valorizzazione e la sostenibilità economica ed ambientale dell’allevamento;
la manutenzione del territorio attraverso attività di sistemazione volte alla salvaguardia del paesaggio agrario e forestale, alla cura e mantenimento dell’assetto idrogeologico e alla difesa da avversità atmosferiche e incendi boschivi specie nei territori montani.

L’obiettivo ultimo di tali azioni è di tutelare la biodiversità naturale e allevata.

L’allevamento estensivo, tramite una sobria presenza animale sui pascoli, permette il mantenimento e la rigenerazione delle essenze floristiche spontanee che richiedono tutela per non depauperarsi.

Analogamente, l’azione di recupero e riproduzione di razze animali meglio ambientate nei territori e apprezzabili dai consumatori concorre alla promozione della biodiversità allevata, favorendo la conservazione di un pool genico più ampio e il mantenimento delle conoscenze tecniche a esso correlato.

E’ necessario non farsi trarre in inganno!

Per quanto sia per alcuni controintuitivo, la zootecnia sostenibile non rappresenta un ossimoro e la conservazione di habitat e biodiversità può avverarsi tramite un loro utilizzo responsabile. (A4)

Il progetto europeo si sostanzia nello sviluppo delle praterie e dei pascoli per mezzo della simbiotica cura degli allevatori dei bovini, equini, ovini e caprini allo stato brado nelle aree di “Natura 2000”,  in Europa circa 500.000 chilometri quadri di  terreni. Si tratta di aree in cui è previsto lo svolgimento di attività economiche e produttive nel rispetto delle misure di conservazione stabilite per ogni sito. (A5)

Le ragioni della crisi dell’allevamento estensivo dallaopportunità alla crisi della filiera della carne sostenibile e biologica a Roma e nel Lazio.

Negli ultimi tre mesi si è assistito ad una riduzione del 20% del patrimonio zootecnico laziale. L’allevamento sostenibilea basso impatto climalterante ci restituisce un paesaggio a minor rischio incendi in cui l’erba non è più un problema, vedi i recenti vasti incendi innescate dalle erbacce, ma è una risorsa in più, senza l’uso di carburanti fossili.

Sommariamente le cause del rischio di estinzione delle specie domestiche inserite nella zoocenosi delle praterie sono:

1. Due anni di siccità;

2.PAC non sufficientemente orientati alla salvaguardia ambientale;

3. La guerra che ha incrementato i costi delle materie prime oltre la sostenibilità economica, l’Italia a differenza della Francia, non ha posto in atto immediati ristori.

4. Il lavoro sulla terra non trova giovani, i vecchi contadini e allevatori lasciano e non trovano sostituti.

5. la narrazione degli animalisti, in particolare la limitata minoranza degli antispecisti (si ispirano al panteon della sinistra : ai movimenti per i diritti civili, alla liberazione dalla schiavitù, liberazione delle donne e degli operai dallo sfruttamento ecc. e, salto logico, la liberazione di tutti gli animali non più specie subordinate ma uguali per diritti e destino ai sapiens).

Per quanto antiscientifica, l’ecologia ha nella scienza e la predazione articola una struttura ferocemente gerarchica. In scienza e coscienza, in natura esiste il predatore alfa. In Natura chi è al vertice della gerarchia dellapredazione? La specie che non viene mangiata da nessuno. Indovinate quale specie è?

Gli antispecisti sono missionari di una religione, predicanoparità ed eguaglianza di tutti gli animali alla specie sapiens. Sono sacerdoti più che sindacalisti, vista l’impossibilità di condividere una crescita culturale con le specie altre. Si manifestano comunque con la dogmatica proibizione dell’uccisione di ogni animale. Proponendo modelli di azione politica che come unico scopo per la protezione degli animali e alla chiusura dei macelli con il trasferimento dei costi di queste scelte ai sapiens silenti.

Il modello risulta irresponsabile, in quanto non risponde dei costi economici e sociali delle scelte ispirate da loro mapagate dagli onnivori sapiens.

La realtà dei fatti evidenzia la grande influenza sulla politica dei movimenti animalisti più radicali e la scarsa influenza delle associazioni e delle ragioni degli agricoltori, allevatori, operai della filiera della carne. I primi difendono dogmi assoluti i secondi il proprio lavoro e la propria vita esono questi ultimi a soccombere e pagare le conseguenze delle scelte ispirate da piccole minoranze.

 

La specie Sus Scrofa e i suoi amici.

L’impatto prodotto dalla crescita incontrollata di cinghiali sulla biocenosi degli ambiente naturale e urbano non ha più bisogno di ulteriori evidenze, ora dopo tanti avvisi inascoltati è visibile ed è devastante. La Peste Suina Africana (A6) ha completato la tragedia.

I danni all’agricoltura non sono ristorati, i fondi per i danni causati non sono più finanziati da anni.

Il cinghiale è una specie che non ha tutela normativa in Europa e in Italia, non è una specie protetta, come mai il sistema di controllo delle specie invasive non ha funzionato?

Le cause che hanno favorito l’espansione e la crescita delle popolazioni sono legate a molteplici fattori sulla cui importanza relativa le opinioni non sono univoche. Dopo la seconda guerra mondiale le Popolazioni italiane erano sostanzialmente estinte. Le immissioni a scopo venatorio, iniziate negli anni ‘50, hanno sicuramente giocato un ruolo fondamentale alla crescita endemica della specie. Tali attività di allevamento ed immissione sono state condotte in maniera non programmata e senza tener conto dei principi basilari della pianificazione faunistica e della profilassi sanitaria, comunque entrate nella normativa in anni più recenti.

Il conflitto di interessi legato alla presenza del Cinghiale sul territorio, unitamente ad alcune obiettive difficoltà di ordine tecnico (connesse ad esempio alla stima quantitativa delle popolazioni), ha reso la gestione di questa specie particolarmente problematica. Il quadro della situazione è inoltre complicato da politiche di gestione spesso inadeguate e carenti sotto il profilo tecnico e organizzativo, che rispondono alle spinte localistiche o settoriali che di volta in volta si manifestano piuttosto che a una strategia di lungo respiro.

Sintesi politico-sociale: il conflitto fra i cacciatori e gli animalisti si è terziarizzato coinvolgendo edanneggiando i cittadini e i produttori primari.

Cosa è avvenuto nel Lazio?

La giunta Marrazzo approva la deliberazione della Giunta Regione Lazio n. 320 del 6 giugno 2006 relativa alla Direttiva per “ I Prelievi Venatori Faunistici nelle Aree Protette”. (A7)

Il documento prevede oltre venti pagine molto tecniche econdivisibili, ma, due righe danno origine al problema che stiamo ancora pagando, viene sottratta ai parchi la risorsa dei prelievi venatori che i cacciatori pagavano all’enteparco. Inoltre la caccia contribuiva a mantenere sotto controllo demografico le popolazioni della specie SusScrofa.  (A8)

Ma ora che succede? Appare interessante il recente resoconto della Commissione Regione Lazio all’audizione delle associazioni che hanno riproposto metodi di controllo riportati anche nella vecchia deliberazione del 2006, come soluzione alla sovrappopolazione di cinghiali e in seguito dell’emergenza della  Peste Suina Africana.

Riproporre, per il controllo dei cinghiali, i metodi anti concezionali e le recinzioni, comunque validissimi metodi in condizioni scientificamente ben determinate non certo sotto un’epidemia con i cinghiali sotto il Campidoglio

La sussidiarietà orizzontale esiste, perché gli animalisti potrebbero svolgere a loro spese le azioni di salvaguardia del cinghiale urbano. Ci appare un po’ troppo facile fare scelte che poi saranno pagate dagli incolpevoli cittadini.

La commissione Agricoltura e ambiente del Consiglio regionale ha concluso oggi (23 giugno 2022), con le associazioni ambientaliste, il ciclo di audizioni dedicate all’emergenza peste suina, malattie “di specie”, non trasmissibile agli essere umani, rilevata in alcuni cinghiali trovati morti nella zona della riserva dell’Insugherata e in provincia di Rieti. (A9)

dopodiché, decisori politici, c’è lo strumento elaborato dal Prof. Carlo M. Cipolla.

La filiera della carne sana ecologica e sostenibile. I nemici della libertà del cibo.

Le campagne animaliste per la chiusura dei macelli èanche contro la filiera della carne anche naturale da allevamento estensivo da “fieno” è sistematica. La predicazione di una dieta senza proteine animali trova altresì moltissima sensibilità nella politica. Si fa schermo e motivazione scientifica per le stime di emissioni di gas climalteranti degli animali d’allevamento intensivo. Il comparto agricolo mondiale ha una stima di gas serra di circa il 30%.

La libertà è la base dall ordinamento occidentale, ma se dobbiamo attenerci alle predicazioni sulle attività più intime e più libere dei cittadini, rendiamo obbligatoria sia la “posizione del missionario (A. Kinsey 1948) che la carne di sintesi proposta dal missionario animalista.

Tale prospettiva non appare una compressione di natura religiosa e autoritaria della libertà individuale?

Avere nel tuo piatto cibo sano sostenibile, liberamente scelto anche di carne, non deve essere garantito dalla politica ai sui cittadini sapiens?

Comunque, se il cittadino liberamente vuole mangiare tofu, seitan, muscolo di grano, carne sintetica o farina proteica da insetti ecc. è legittimo. Un onnivoro, che io sappia,  non ha mai fatto manifestazioni per la chiusura delle coltivazioni di soia industriali ed estensive per il grave danno ambientale che producono.

Inoltre, la recente ricerca CENSIS pubblicata il 13 aprile 2022 ha rilevato che oltre il 95% degli italiani è onnivoro “responsabile” e vede negativamente la carne sintetica o prodotta da insetti (A10)

Comunque, è necessario sottolineare come recenti analisi statistiche portano il consumo di carne in discesa, da oltre dieci anni e ormai sotto i 70 Kg pro-capite annui con solo un terzo da bovino. L’allevamento estensivo è l’occasione favorevole per mangiare meglio, più sano, sostenibile e ecologico. Salvaguardando, inoltre, il paesaggio e l’ambiente.

La cancellazione della filiera della carne produrrebbe l’estinzione degli animali domestici da reddito con conseguenze catastrofiche sull’ecosistema e paesaggiooltre per gli allevatori.

A proposito di strane convergenze fra movimenti e grandi industrie alimentari del mondo. (A11)

Comunque è evidente che scelte radicali proposte dall’antispecismo godono di notevole sensibilità da parte della politica che probabilmente, ne subisce la narrazionema la capacità di reagire si comincia ad intravvedere.

Ad esempio in seguito alla manifestazione animalista del 20 giugno 2022, circa venti persone, che chiedeva la chiusura del Centro Carni di Roma Capitale, il municipio V ha reagito e stigmatizzato con forza, con il comunicato stampa – 21 Giugno 2022 del Partito Democratico V Municipio sul Centro Carni Saluta la rinuncia alla SGR della banca BNP Paribas per l’incarico di valorizzazione e vendita e la sua riconsegna ad AMA con la deliberazione di Assemblea Capitolina del 14 giugno 2022 numero 39. Il PD V Municipio si è sempre fatto interprete delle lotte contro lo smantellamento del Centro Carni partite dal 2010 e che hanno coinvolto cittadini e associazioni del territorio. (A12)

…..In merito alle promesse elettorali relative al Centro Carni non ancora attuate dall’amministrazione Gualtieri va visto il servizio ANSA sulla visita del futuro sindaco al Macello di Roma Capitale. (A13)

La FOOD POLICY è cibo sostenibile, sano, giusto,rispettoso dell’ambiente, locale a chilometro zero, le leggi danno questa indicazione come la recente Legge 61 in vigore dal 26 giugno 2022.

In merito alla sostenibilità del sistema agro alimentare globale si suggerisce la lettura del recente lavoro del prof. Davide Marino, in cui l’accesso al cibo e l’attenzione alle diete dovrebbero essere al centro delle #foodpolicy a livello sia locale che globale analizzandolo attraverso l’approccio TCA.

Rileva come una riorganizzazione dei consumi alimentari produce una riduzione dei gas climalteranti di circa un 25% e vantaggi per la spesa sanitaria. Senza la cancellazione della carne e dell’allevamento ma tornando dalla dieta “mediterranea” originale per semplificare, degli anni “50 del secolo scorso. (A14)

Per concludere se segnala l’interessate articolo pubblicato su KODAMI di Laura Arena sull’Allevamento Etico.

Il concetto di eticità applicato a un sistema di allevamento va interpretato come assenza dello sfruttamento intensivo degli animali e della non curanza delle loro esigenze etologiche.

L’obiettivo non è solo quello di rispettare le 5 Libertà a tutela del benessere della specie e dell’individuo allevato come sono state stilate nel “Rapporto Brambell” (1. Libertà dalla fame, dalla sete e dalla cattiva nutrizione; 2. Libertà di avere un ambiente fisico adeguato; 3. Libertà dal dolore, dalle ferite, dalle malattie; 4. Libertà di manifestare le proprie caratteristiche comportamentali tipiche della specie; 5. Libertà dalla paura e dal disagio. stilate  considerato come “essere senziente”, ma prevede altri standard).

Essenziale per l’Etica è il trasporto degli animali, necessariamente breve, Il benessere animale è sempre in bilico con trasporti troppo lunghi, motivo aggiuntivo per garantire il funzionamento efficiente del Macello Pubblico di Roma Capitale inserito nella logica di Filiera di allevamenti etici di qualità e bradi di Roma e del Lazio. (A15)

La logica deve essere necessariamente di sistema, va evitato che finito il lavoro del Consiglio del Cibo non ci sia più cibo locale per i cittadini di Roma.

Si deve salvare il sistema dell’allevamento sempre più Etico e sostenibile e si passa per il potenziamento della filiera della carne locale.

Il decisore politico uscirà dalle facili narrazioni esercitando, con l’aiuto di Carlo M. Cipolla, la valutazione scientifica delle decisioni.

 

HO CERCATO DI ESPORRE UNA ANALISI RAGIONATA DELLA QUESTIONE.

OPINIONI DIVERSE O CONTRARIE?  VISIONEROMA È PRONTA AD OSPITARLE CON ANALOGA LIBERTÀ  E SE SI VUOLE CRUDEZZA DI ESPRESSIONE



Materiali di approfondimento
:

A1      www.visioneroma.it ,    https://fusilli-project.eu/

A2      https://foodpolicymilano.org/

A3    https://www.arsial.it/  

A4    https://www.lifegrace.eu/it/ .

A5     https://www.regione.lazio.it/cittadini/tutela-ambientale-difesa-suolo/parchi-rete-natura-2000/rete-europea-natura-2000

A6     Ministero della Salute 21 aprile 2021 Peste Suina Africana. https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_generico_208_1_linkfile.pdf  

A7     https://www.regione.lazio.it/sites/default/files/delibere/tbl_storico_delibere/Delibera_2006_00320.pdf

A8    Per ulteriore approfondimento sul tema cinghiali si suggerisce il documento dell’ISPRA  linee guida per la gestione del cinghiale anno 2010.

https://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/quaderni/conservazione-della-natura/linee-guida-per-la-gestione-del-cinghiale-sus-1

A9  https://www.consiglio.regione.lazio.it/consiglio-regionale/?vw=commissioniNewsDettaglio&id=3309&cid=8

A10   (https://www.censis.it/economia/scenari-e-prospettive-della-filiera-carne).

A11   https://www.greatitalianfoodtrade.it/le-proteine-alternative-non-bastano-a-creare-sistemi-alimentari-sostenibili-rapporto-ipes-food

A12   https://abitarearoma.it/partito-democratico-v-municipio-sul-centro-carni/

A13  https://www.ansa.it/lazio/videogallery/2021/09/17/roma-gualtieri-visita-il-centro-carni-attivita-importante-per-la-citta_86583db4-4e0b-4dce-b879-7fb8a7100b73.html

A14    https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fnut.2022.974768/full?&utm_source=Email_to_authors_&utm_medium=Email&utm_content=T1_11.5e1_author&utm_campaign=Email_publication&field=&journalName=Frontiers_in_Nutrition&id=974768

A15   https://www.kodami.it/allevamento-etico-cosa-vuol-dire/


 

 

 

 


Gianfranco Piccioni

Laurea in Sociologia (tesi: L’insediamento IACP di Roma Corviale. Votazione conseguita: 110/110) Università degli Studi di Roma La Sapienza; Scuola di Specializzazione S3 – Prof. Domenico De Masi – In Scienze Organizzative

Ex Funzionario di Roma Capitale– Categoria D7 ora il pensione. Dal 21 maggio 2008 a dicembre 2019 è stato responsabile della gestione operativa del Mercato all’Ingrosso delle Carni – Mattatoio Comunale- di Roma Capitale , controllo delle attività e gestione dei servizi, Relazione e coordinamento con ASL, Arpa Lazio. Interfaccia con gli operatori commerciali della macellazione e del Mercato.

Dal  Settembre 2001  al  21 Maggio 2008 è stato responsabile del coordinamento delle attività amministrative e tecniche nella gestione del Patrimonio Comunale nell’ambito dell’Ufficio di staff dell’assessorato  al Patrimonio e Capo Ufficio di Staff del Sub commissario – prefettizio

Referente della attuazione degli indirizzi dell’Amministrazione e controllo della corretta esecuzione delle stesse. Nell’ambito di queste aree ha curato il coordinamento della attività di gestione e tecniche relazionandosi con i Dipartimenti preposti del Comune e della Regione Lazio, con i Municipi territorialmente competenti, con la Società di gestione , con le Organizzazioni sindacali e comitati degli inquilini. Ha organizzato incontri e seminari di coordinamento per la soluzione di problemi complessi.

Dipartimento patrimonio del Comune di Roma Staff Tecnico di supporto agli Organi politici

Dal Dicembre 2000 al  1 Settembre 2001 è stato responsabile dalla 4 UO della Direzione Generale del Ministero dell’Ambiente SIAR; Facente funzione del Dirigente della 4UO, Ministero dell’Ambiente Roma.

Nella Direzione UO, predisposizione e gestione degli atti di promozione delle politiche, volte alla riduzione dell’inquinamento atmosferico nella città, a mezzo di carburanti a basso impatto, Car Sharing, Mobility Management.

Dal Dicembre 1997 al  Novembre 2000 è sto responsabile Amministrativo della Commissione di coordinamento degli Assessorati alla Mobilità e Ambiente delle 14 Città Metropolitane, presieduta dal Vice Sindaco .del Comune di Roma, Walter Tocci.  Predisposizione delle Conferenze periodiche tra gli Assessori alla Mobilità e Ambiente dei 14 Comuni Città Metropolitane, con la stesura del progetti normativi e relazioni. Lavoro interorganizzativo con i ministeri, regioni, province, comuni e Anci, per coordinare le iniziative.

Dal Dicembre 1993  al novembre 1997 Capo dello Staff dell’ Assessore alle Attività Produttive

Coordinamento delle attività di Indirizzo e Controllo rivolto, in particolare, ai tributi e alle Affissioni e Pubblicità. Supporto agli Organi Politici

Dal Giugno 1981 ad  Ottobre 1997 Tecnico rilievi e studi di progettazione e pianificazione urbanistica per il verde pubblico, piani di recupero urbano, edilizia Economica Popolare, catasto e GIS. Ufficio Speciale Piano Regolatore Generale del Comune di Roma Attività tecnica presso l’Ufficio Piano Regolatore Generale del Comune di Roma

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